Come deve riposare il neonato: cinque consigli per prevenire la SIDS, la morte in culla

Nel neonato il sonno non è solo riposo ma è centrale per lo sviluppo neurologico e limita il rischio di morte in culla: i consigli per farlo dormire bene

Pubblicato:

Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

“Sleep Well, Live Better”. Questo è lo slogan della Giornata Mondiale del Sonno di qualche tempo fa. Perché dormire bene significa stare bene. Anche e soprattutto per i neonati. A ricordarlo sono gli esperti della Società Italiana di Neonatologia (SIN).

Il piccolo dorme, in ospedale e a casa

Il sonno è un’esigenza biologica fondamentale per il neonato, troppo spesso sottovalutata ed interrotta – segnala Massimo Agosti, Presidente della SIN. Nel neonato il sonno non è solo riposo: è un vero e proprio processo attivo di sviluppo. Durante il sonno si consolidano le connessioni neuronali, si regolano metabolismo, crescita e risposta allo stress.

Nei primi mesi di vita, i neonati trascorrono fino al 70–80% del tempo dormendo, a testimonianza di quanto il sonno sia centrale per il loro sviluppo neurologico”.

La protezione del sonno inizia, quindi, già in ospedale e in particolare anche e soprattutto in Terapia Intensiva Neonatale (TIN), dove i neonati prematuri o fragili ricoverati sono spesso svegliati a causa dei rumori ambientali e di procedure mediche, monitoraggi e terapie a cui sono sottoposti, per supportarli e aiutarli nella loro cura e crescita. La SIN promuove e sostiene, quindi, in tutte le TIN, strategie di attenzioni orientate alla tutela del sonno che mirano a ridurre le luci e i rumori ambientali, riunire le procedure assistenziali in minori interventi per evitare risvegli ripetuti, favorire il posizionamento contenitivo e il comfort posturale del neonato, promuovere il contatto pelle a pelle (kangaroo care) con i genitori.

Anche a casa alcuni comportamenti possono favorire un sonno fisiologico e sicuro nel neonato: occorre riconoscere e rispettare i segnali di sonno, mantenere routine semplici e ripetitive, offrire un ambiente tranquillo e con stimoli moderati, favorire la vicinanza e la regolazione emotiva attraverso la presenza del caregiver.

Cos’è la SIDS e come nasce

La SIDS è stata considerata a lungo “figlia” di un rigurgito di latte, ma oggi si pensa sia legata ad una serie di eventi diversi. Ad esempio c’è chi sostiene che la causa principale della morte in culla sarebbe da ricercare in specifiche anomalie del cervello, con mancato controllo dei ritmi del sonno e della veglia.

Più probabilmente, tuttavia, a determinare quanto avviene dei piccoli sarebbe una combinazione di eventi e in alcuni casi potrebbe essere coinvolto il cuore. Negli anni scorsi è stata dimostrata anche la presenza di una anomalia genetica come possibile causa di una percentuale di casi di “morte in culla”, l’allungamento patologico di un intervallo elettrico del cuore, chiamato tratto QT. Se questo spazio sul tracciato elettrocardiografico è allungato oltre i valori di normalità è aumentato il rischio di un’aritmia grave.

Inoltre sono stati chiamati in causa anche modificazioni dei sistemi di controllo della pressione e della respirazione, oltre che situazioni ambientali come la posizione assunta nel sonno, le ripetute infezioni delle vie respiratorie o anche meccanismi ormonali ancora da definire precisamente.

Come prevenire la SIDS

“Seguire tutti i consigli e le indicazioni per garantire un sonno sicuro al proprio neonato è fondamentale anche per ridurre in modo notevole il rischio di SIDS (Sudden Infant Death Syndrome, ovvero la Sindrome della morte in culla), evento fortunatamente raro, ma che rimane la principale causa di mortalità nel primo anno di vita, dopo il periodo neonatale – è il commento di Luana Nosetti, Responsabile del Centro Disturbi Respiratori del sonno e SIDS, Clinica Pediatrica Università dell’Insubria Ospedale Filippo del Ponte di Varese.

In Italia il tasso di casi di SIDS si è ridotto a circa lo 0,5 per mille nati vivi, in calo grazie alle campagne di prevenzione, ma dobbiamo continuare ad informare i genitori sulle precauzioni più importanti da adottare”.

Come comportarsi? Ecco, in sintesi, cinque regole utili per ridurre i rischi

  1. Dormire sulla schiena. Nei primi mesi di vita il piccolo deve dormire sulla schiena. Non si deve farlo riposare a pancia in giù o su un fianco.
  2. Giusto materasso. Il neonato dovrebbe riposare sempre su un materasso rigido. È da evitare il cuscino.
  3. Niente Bed-Sharing. La vicinanza con mamma e papà va limitata ai momenti in cui il bimbo è sveglio o ha bisogno di coccole.
  4. Stop al fumo. Proibite le sigarette, come in gravidanza, anche per il bimbo appena nato non si deve soggiornare in ambienti in cui ci sono fumatori.
  5. Clima su misura. Il bambino non va coperto eccessivamente, né tenuto in ambienti eccessivamente caldi. La temperatura ambientale giusta è tra i 19 e i 21 gradi.

Il consiglio finale

Ciuccio e vaccinazioni. L’uso del succhietto verso il primo mese di vita durante il sonno e le vaccinazioni, eseguite secondo il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale, rientrano nelle strategie per contenere il rischio di morte in culla. Il ciuccio può aiutare nella prevenzione, ovviamente senza utilizzare edulcoranti. Ricordiamo che la suzione induce una serie di movimenti che favoriscono il mantenimento dell’apertura delle vie respiratorie.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963