Come insegnare ai bambini a disegnare: i consigli e gli errori comuni

Disegnare è un allenamento che aiuta a sviluppare competenze importanti e che nasconde anche un importante significato emotivo.

Pubblicato:

Giorgia Marini

Parenting Specialist

Ex avvocato. Blogger, con la laurea sul campo in Problemi di Mammitudine. Da 6 anni scrivo di gravidanza, maternità ed infanzia, sul mio blog “Stato di Grazia a Chi?” e su altre testate online. Racconto la maternità con brio, garbo ed empatia.

Ogni bambino/a nasce con una naturale inclinazione, questa può essere il disegno, un certo tipo di attività sportiva, o il famoso orecchio musicale e così via. Ma se non tutti possono permettersi di praticare sport o suonare uno strumento (un enorme peccato, ma purtroppo sappiamo che le famiglie italiane non se la passino benissimo!), tutti possono disegnare. Disegnare, (al di là delle performance) è una cosa naturale: prima di imparare a scrivere, si scarabocchia, si tracciano linee, si sperimentano forme e colori per raccontare il mondo che ci circonda.

Per noi adulti quei segni possono sembrare casuali, ma in realtà rappresentano uno dei primi linguaggi attraverso cui i più piccoli comunicano emozioni, pensieri e scoperte.

Per questo motivo, invitare i bambini a disegnare non significa volerli trasformarli in piccoli artisti o pretendere che riproducano fedelmente ciò che vedono. L’obiettivo è piuttosto accompagnarli nello sviluppo della creatività, della coordinazione e della fiducia in se stessi, rispettando i tempi e le caratteristiche di ciascuno.

Molti psicologi sostengono che il disegno favorisce numerose competenze: migliora la motricità fine, stimola l’attenzione, allena il problem solving e permette ai bambini di esprimere emozioni che spesso non riescono ancora a raccontare con le parole.

È noto che, in alcune circostanze, i bambini/e vengono invitati a disegnare, per manifestare emozioni, anche molto forti, che non riescono a verbalizzare, ed interpretare quei disegni può essere davvero importante. Il disegno è quindi, a tutti gli effetti, un modo per comunicare con il mondo esterno.

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Come insegnare ai bambini a disegnare

Perché il disegno è importante per lo sviluppo

Disegnare è molto più di un semplice passatempo. Ogni tratto sul foglio contribuisce allo sviluppo cognitivo, emotivo e motorio. Può sembrare assurdo, ma è così: pensiamo che i bambini/e, all’inizio, non sanno impugnare la matita, non conoscono l’effetto di una vigorosa traccia di colore su un foglio di carta. Per loro è tutto un esperimento che porterà, gradualmente, a nuove scoperte e all’acquisizione di nuove competenze.

Anche per questo, disegnare è un’attività importante, e non un gioco femminile: quante volte, abbiamo sentito quell’odiosa espressione: “le bambine sono più tranquille, passano il tempo a disegnare”. Nulla di più falso: disegnare è un’attività trasversale, al di là di quanto tempo si passi con fogli e colori o dei risultati ottenuti (se di risultati si può parlare!).

Attraverso il disegno i bambini imparano a controllare i movimenti della mano, affinano la coordinazione occhio-mano e sviluppano gradualmente la precisione necessaria anche per la futura scrittura. Allo stesso tempo allenano osservazione, memoria e capacità di rappresentare mentalmente gli oggetti.

C’è poi un aspetto emotivo altrettanto importante, di cui abbiamo già fatto cenno: il foglio diventa uno spazio sicuro in cui dare forma alle proprie emozioni. Felicità, rabbia, paura, entusiasmo o curiosità trovano spesso espressione nei colori scelti e nelle immagini create.

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Come insegnare ai bambini a disegnare

Da che età si può insegnare a disegnare

In realtà non esiste un’età precisa. Già intorno ai 12-18 mesi molti bambini iniziano a lasciare i primi segni su un foglio, purché abbiano strumenti adatti e vengano sempre sorvegliati. Rimane fondamentale creare uno spazio a misura di bambino, con oggetti che lui/lei siano in grado di tenere in mano, usare, senza pericolo. Forbici, colle, glitter, saranno il loro pane quotidiano, ma meglio evitare che siano a portata di mano, durante i loro primi scarabocchi!

Con la crescita il disegno evolve spontaneamente:

Queste tappe sono puramente indicative, in quanto le singole inclinazioni, gli strumenti ed il tempo che si hanno a disposizione, nonché le attività strumentali che si fanno a scuola, possono determinare una certa differenza tra un bimbo ed un altro. Ma sapere che, in linea di massima, prima della scuola primaria, è difficile avere tra le mani un piccolo Klimt, aiuta a evitare aspettative irrealistiche!

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Come insegnare ai bambini a disegnare

Come insegnare ai bambini a disegnare 

A volte, accade che i bambini disegnino “male” o non disegnino affatto. Di fronte a questi due scenari, a volte, ci poniamo l’obiettivo di insegnare loro a disegnare. Ma cosa possiamo fare?

Come abbiamo accennato, i disegni dei nostri bambini/e non vanno giudicati, perché ognuno attraversa le tappe con una gradualità personale. Non esiste “un disegno fatto male”.  Certamente, se nostro figlio/figlia, passa tante ore davanti alla tv e poi dieci minuti a disegnare, difficilmente la sua casetta, per fare un esempio, avrà delle evoluzioni significative.

Per cui, l’’errore più comune è pensare che insegnare ai bambini a disegnare, significhi correggerli. Frasi come “l’albero non è fatto così” oppure “il sole deve stare in alto” rischiano di limitare la spontaneità e far percepire il disegno come un compito da svolgere correttamente.

Molto più efficace è osservare, fare domande e incoraggiare il bambino a raccontare ciò che ha rappresentato. Come, spesso, diciamo, è importante osservare e domandare.

Si può chiedere, ad esempio:

In questo modo il bambino si sente ascoltato e valorizzato, senza la paura di sbagliare. Se invece, parliamo di un figlio/a che disegna poco o nulla, dobbiamo domandarci se gli/le concediamo il tempo di sedersi di fronte ad un foglio bianco. Se il calendario settimanale dei bambini/e piccoli è scandito da eccessive attività (anche importanti), probabilmente manca il tempo per disegnare, l’idea spontanea di voler creare qualcosa con fogli e matite, non la voglia.

Insegnare a disegnare, si traduce nel concedere del tempo, nel mostrare attenzione ai loro disegni (ma senza giudizi), ma anche nel fornire gli strumenti adatti, in base all’età, attraverso uno spazio ben organizzato con la cancelleria.

Fogli grandi, matite colorate, pennarelli lavabili, cere e gessetti, superfici diverse, cartoncini colorati, fogli riciclati, lavagnette cancellabili o grandi rotoli di carta permettono ai bambini di sperimentare liberamente. L’importante è creare uno spazio dove possano disegnare senza il timore di sporcare o essere rimproverati.

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Meglio copiare o lasciare libera la fantasia?

Sia che si tratti di piccolini che di bambini più grandi, la domanda che ci si può porre è se invitarli alla fantasia o a prendere spunto da ciò che già hanno visto disegnato. Entrambe le esperienze possono essere utili, purché siano proposte nel modo giusto.

Il disegno libero sviluppa immaginazione, creatività e capacità narrativa. Copiare una figura, invece, aiuta ad allenare osservazione e coordinazione.

L’equilibrio consiste nell’alternare i due approcci senza trasformare la copia in un esercizio rigido. Un bambino può osservare una foglia, un animale o un fiore e reinterpretarlo con il proprio stile, senza la necessità di realizzare una riproduzione perfetta.

Come incoraggiare un bambino insicuro

Molti bambini, soprattutto dopo l’ingresso alla scuola primaria, iniziano a confrontare i propri disegni con quelli dei compagni e possono dire di “non essere “bravi” o di “non essere capaci”.

In questi casi è importante evitare giudizi basati sul risultato finale. Non vuol dire mentire e dire che siano i più bravi ma incoraggiare, valorizzando l’impegno o la scelta dei colori, o il tipo di disegno etc.

Se si dedica del tempo al disegno, senza mettere il bambino sotto stress per il risultato, ciascuno potrà vedere dei miglioramenti. Poi, come per ogni cosa, ci sarà un bambino/a può dotato di un altro e questo non deve essere costituire una forma di paragone.

Gli errori da evitare

Infine, ci soffermiamo su quella serie di comportamenti che noi genitori, nonne e nonni, anche motivati dalle migliori intenzioni, poniamo in atto, e che possono ostacolare la creatività.

5 errori frequenti:

Il rischio è che il disegno perda la sua funzione espressiva e diventi un’attività finalizzata soltanto al risultato. E poi, a dire il vero, verrebbe da chiedersi quanti di noi, sinceramente, abbiano fatto dei grandi passi avanti di fronte a quella famosa casetta!

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