Tiziano Ferro: “Mi sentivo una persona sbagliata, poi ho iniziato a volermi bene”

Tiziano Ferro si mette a nudo, raccontando quale è stato il suo punto di non ritorno. Quello che lo ha spinto a iniziare la terapia e lo ha portato a diventare un uomo nuovo

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Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

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Mettersi a nudo non è semplice, ma Tiziano Ferro è uno dei rari artisti che lo fa, senza risparmiarsi. Un coraggio che hanno in pochi, certamente, frutto di un lungo percorso che lo ha portato a guardarsi dentro, spingendolo a guardare in faccia la sua realtà e abbandonando, una volta e per tutte, la paura. Ferro non si nasconde e non lo ha fatto neanche nell’ultima intervista rilasciata al Venerdì di Repubblica, dove ha parlato senza mezzi termini del suo punto di non ritorno e di come abbia iniziato a volersi bene, anche grazie al prezioso aiuto della psicoterapia.

Il punto di non ritorno e il coraggio di chiedere aiuto

Oltre al palco e ai brani che ama scrivere e cantare con la sua voce inconfondibile, Tiziano Ferro ha un’altra passione: la psicologia. Nel corso della pandemia ha messo il naso sui libri, prendendo una laurea triennale e specializzandosi in particolare su dipendenze patologiche e disturbi alimentari. Temi che, ovviamente, non ha scelto a caso.

A Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista, ha rivelato di essersi avvicinato alla materia per tanti motivi, su tutti il fatto di non accettarsi. Ma la terapia lo ha aiutato a fare coming out, “mi ha spinto fuori da quel disagio”, ha ammesso.

“Per i miei genitori, cresciuti in un’altra cultura, è stato un percorso di rinnovamento. Mio fratello, che aveva diciott’anni, mi ha detto: ma perché è un problema? Lì ho capito che il mondo stava finalmente iniziando a girare in un altro modo. Ma fino a quel momento per me è stata una cosa orrenda“, ha spiegato. Nato in una famiglia tradizionale, giovanissimo (aveva 23 anni), si sentiva “sperduto”. Faceva di tutto per evitare le domande dei giornalisti, temendo di trovarsi di fronte a quella domanda “alla quale non riuscivo a dare risposta”.

Mi sentivo una persona sbagliata e basta“, questa era la sua realtà. Poi, però, è arrivato un momento buio come la notte più profonda, che ha cambiato tutto: “Ero a Milano, mi capita di parlare con una persona, una persona piuttosto famosa, che scherzando, ma dicendo la verità, mi fa: ‘Sto andando da una psicologa, meno male, mi sta aiutando molto’. Qualche giorno dopo, in albergo, all’ennesima birra casco per terra, la faccia sulla moquette, non riesco ad alzarmi e, sempre fissando la moquette, scrivo a questa persona: ‘Mi dai il numero della tua psicologa?’. Lui me lo manda e io ci vado, ci corro proprio, non ce la facevo più. E sai cosa? Ho iniziato a sentirmi bene solo per il fatto di aver deciso di iniziare a volermi bene“.

Tiziano Ferro oggi, artista e padre

Oggi Tiziano Ferro è un uomo nuovo, un “grande”, come dice nel titolo del suo ultimo album, che ha imparato a convivere con le proprie “asperità”. La sua vita a Los Angeles dopo il divorzio da Victor Allen è dedicata interamente ai figli, Margherita e Andres: “Sono un padre amorevole che dà importanza alla disciplina – ha spiegato -. Non mi convincono i genitori che dicono ‘sono il migliore amico dei miei figli’. Io voglio essere il padre, non il loro migliore amico. I loro migliori amici li troveranno e con loro potranno parlare male di me!”.

Nonostante la fine del matrimonio, il cantante ha deciso di restare negli Stati Uniti per non allontanare i bambini dal loro altro genitore, vivendo in un luogo che a volte sente di “subire”, pur di garantire loro stabilità.

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