C’è sempre un momento, prima del grande spettacolo, in cui la moda si lascia andare. Più libera, più istintiva, meno filtrata dal protocollo. Il Met Gala vive anche di questo: di attese, di pre-party, di arrivi rubati tra un flash e l’altro. E quello organizzato da Jeff Bezos e Lauren Sánchez nel loro appartamento a NoMad, a New York, ha avuto esattamente quell’energia lì. Un preludio scintillante, affollato di volti noti e look già pronti a dettare il tono della notte più importante della moda.
Vittoria Ceretti, il naked dress che non è mai banale
Vittoria Ceretti arriva al pre-party del Met Gala con un abito che, sulla carta, potrebbe sembrare già visto: il classico naked dress. Ma basta uno sguardo in più per capire che qui il discorso cambia.
Il vestito, firmato Chanel e parte della collezione Primavera/Estate 2026 – il debutto di Matthieu Blazy alla guida della maison – è un esercizio di leggerezza. La base è un tulle nero sottilissimo, quasi impalpabile, che avvolge il corpo come una seconda pelle senza mai irrigidirlo. La silhouette è a sirena, aderente lungo il busto e i fianchi, per poi aprirsi in un fondo più strutturato.
A fare la differenza sono i dettagli. Ricami floreali minuscoli, disseminati lungo tutta la superficie, in tonalità gialle e bianche. Non sono decorazioni casuali: sembrano piccoli frammenti di natura sospesi sul corpo, quasi cuciti uno a uno con una pazienza d’altri tempi. Poi, sul fondo, quel movimento inatteso. Un orlo ricco di frange piumate, in bianco e nero, che rompe la linearità e introduce una dimensione più teatrale, più viva.
Sotto, la lingerie resta visibile, ma non è mai protagonista. È parte del progetto estetico. Il gioco sta tutto lì: mostrare senza esibire, suggerire senza forzare. A completare il look, capelli sciolti con onde morbide, trucco luminoso e naturale, e gioielli discreti ma studiati – una collana con pendente verde che crea un punto luce preciso sul décolleté. Nessuna sovrastruttura. Solo coerenza.