Lelèka all’Eurovision 2026, chi è la band dell’Ucraina

I Lelèka rappresenteranno l'Ucraina all'Eurovision 2026 con il brano "Ridnym"

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Anna Verrillo

Giornalista e Lifestyle Editor

Sangue campano e cuore a stelle e strisce. Scrive di cultura e spettacolo con frequenti incursioni nella cronaca rosa perché da brava gemelli non ama prendersi troppo sul serio.

L’Ucraina ha scelto il suo rappresentante per il prossimo Eurovision, previsto a Vienna dal 12 al 16 maggio. Si tratta della band Lelèka, che prenderà parte alla gara con il brano Ridnym.

Chi è Lelèka, la band dell’Ucraina

Lelèka è il progetto musicale di Victoria Leleka, che l’artista ha fondato a Berlino nel 2016. Della band fanno parte, oltre alla già citata fondatrice, anche il contrabbassista Tomas Kolarčyk, il batterista Jakob Hegner e il pianista Povel Wiedestrand.

La cantante e cantautrice Victoria Leleka si è laureata alla Karpenko-Karyi Theatre University di Kyiv e ha iniziato la sua carriera lavorando come attrice al Molodyi Theatre nella capitale ucraina. L’artista ha poi proseguito la sua formazione musicale conseguendo un master in composizione a Dresda e alla Babelsberg Film University.

Nel 2016 ha fondato la band Lelèka, facendosi conoscere grazie alle esibizioni nei più prestigiosi jazz bar della Germania. In pochi anni, il gruppo ha raggiunto molti ambiti traguardi: nel 2017 ha vinto il primo premio al Creole Global Music Contest, mentre nel 2018 ha portato a casa il premio European Young Jazz Talent Award durante l’annuale Internationale Jazzwoche Burghausen.

Il primo album, Tuman, è stato pubblicato nel 2019. Sono seguiti altri quattro dischi, numerosi altri brani e colonne sonore per la popolare serie And There Will Be People. Lo stile musicale dei Lelèka è piuttosto singolare: si basa infatti su alcuni brani della tradizione popolare ucraina, resi moderni e arricchiti con melodie contemporanee.

Ridnym, il brano dei Lelèka all’Eurovision

Al prossimo Eurovision i Lelèka presenteranno il brano Ridnymche mescola sonorità moderne e influenze folk ucraine grazie all’uso di strumenti tradizionali come la bandura. Il titolo vuol dire letteralmente “ai propri cari” e parla di legami affettivi e resilienza utilizzando metafore legate al mondo naturale, come alberi e radici.

“Quando ci opponiamo alle nostre paure e trasformiamo tutte le nostre pene in gioia, so che le radici continuano ancora a portare acqua. Quando tutti i semi che abbiamo seminato fioriranno e ci guideranno a casa, vedremo gli alberi crescere ancora più alti” recita il ritornello della canzone.

Un chiaro riferimento alle dinamiche relazionali e alla guarigione che segue ogni momento difficile e complesso con cui ciascuno di noi è chiamato a confrontarsi. Ma anche parole che potrebbero adattarsi molto bene al particolare momento storico che il Paese sta vivendo.

Le ultime partecipazioni dell’Ucraina all’Eurovision

L’Ucraina è diventata negli ultimi anni una delle concorrenti più forti e riconoscibili all’Eurovision Song Contest, sia per il significato politico delle sue partecipazioni che per il valore artistico dei cantanti in gara. Nel 2022, infatti, il Paese si è guadagnato la vittoria alla kermesse con il brano Stefania dei Kalush Orchestra, un trionfo che molti hanno interpretato anche in chiave politica visto il conflitto in corso con la Russia.

Da allora, tutti i cantanti e le band che hanno rappresentato l’Ucraina hanno chiuso la gara in top 10: nel 2023 i Tvorchi si sono classificati sesti con Heart of Steel; nel 2024 Alyona Alyona e Jerry Heil sono saliti sul terzo gradino del podio con il brano Teresa & Maria; nel 2025 con il gruppo Ziferblat con Bird of Pray ha chiusto al nono posto finale.

Quest’anno i Lelèka dovranno vedersela con Sal Da Vinci, che promette di fare grandi cose a Vienna con il brano Per sempre sì.

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