Shakespeare, Dostoevskij, Bulgakov, ma anche cinema, filosofia e cultura giapponese. Dietro le canzoni di Kid Yugi si nasconde un universo di riferimenti letterari e culturali che lo distingue da molti protagonisti della scena rap italiana. Ma nonostante i suoi testi siano ricchi di citazioni colte, il rapper pugliese non è stato uno studente modello. Anzi, il suo percorso scolastico è stato tutt’altro che lineare. Francesco Stasi, questo il suo vero nome, ha costruito gran parte della propria formazione lontano dai banchi di scuola, coltivando autonomamente una passione per la lettura che oggi rappresenta uno degli elementi più riconoscibili della sua musica.
Che scuola ha frequentato Kid Yugi, perché ha lasciato l’università
Classe 2001, Kid Yugi ha iniziato gli studi superiori presso un istituto tecnico industriale in Puglia. Dopo il primo anno, però, ha deciso di cambiare indirizzo.
Avrebbe voluto iscriversi al liceo classico, ma la necessità di sostenere diversi esami integrativi lo ha convinto a scegliere il liceo scientifico con indirizzo scienze applicate.
Dopo il diploma si è iscritto all’università, alla facoltà di Lettere, Arte e Spettacolo, senza però completare gli studi. La frequenza discontinua e la volontà di dedicarsi alla musica lo hanno spinto ad abbandonare il percorso accademico.
In un’intervista il diretto interessato ha dunque precisato che le conoscenze presenti nei suoi brani derivano soprattutto da interessi personali, più che dalla formazione scolastica.
I libri che hanno ispirato le canzoni di Kid Yugi
La passione di Kid Yugi per i grandi classici è nata durante l’adolescenza. Un episodio significativo risale alla terza media, quando il nonno gli regalò Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, avvicinandolo così alla letteratura russa.
Tra gli autori che hanno maggiormente influenzato il suo immaginario figurano pure William Shakespeare, Edgar Allan Poe, Michail Bulgakov, William Golding, Cesare Pavese e Milan Kundera.
Il suo primo album, The Globe, pubblicato nel 2022, prende il nome dal celebre teatro londinese legato al Bardo. Nei brani compaiono riferimenti a Re Lear, alla tragedia greca e ad altri elementi della tradizione teatrale.
Nel 2024, con I nomi del diavolo, il rapper ha approfondito il tema del male, traendo ispirazione dal romanzo Il signore delle mosche di Golding. La copertina del disco richiama invece Il maestro e Margherita di Bulgakov.
Non mancano riferimenti filosofici, cinematografici e ai videogiochi. Senza dimenticare gli anime visto che il suo nome d’arte trae ispirazione dal celebre Yu-Gi-Oh!.
Le altre fonti di ispirazioni di Kid Yugi
La letteratura rappresenta soltanto una parte dell’universo di Kid Yugi. Un’altra fonte fondamentale di ispirazione è Massafra, il paese nel quale è cresciuto e al quale è rimasto profondamente legato. Tanto da vivere ancora qui.
Nei testi affronta quindi temi come la disuguaglianza sociale, il denaro, la violenza e le difficoltà delle nuove generazioni. La vicinanza all’area industriale di Taranto e alle problematiche ambientali legate all’ex Ilva ha contribuito a formare il suo sguardo critico sulla società.
Nel terzo album, Anche gli eroi muoiono, queste riflessioni si intrecciano con nuovi riferimenti culturali. Sul versante musicale l’artista guarda a colleghi del calibro di Francesco Guccini e Giovanni Lindo Ferretti.
Il risultato è un rap che mescola esperienze personali, denuncia sociale e letteratura, dimostrando come la cultura possa nascere anche dalla curiosità individuale. Indipendentemente dai titoli di studio.