La vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026 con il brano Per sempre sì ha inevitabilmente riportato l’attenzione non solo sulla sua lunga carriera, ma anche sulla sua famiglia. In particolare, sul rapporto con il figlio Francesco, un legame costruito negli anni su affetto, rispetto e una forte complicità artistica.
Tra i due c’è sempre stata grande stima reciproca: Francesco non ha mai nascosto l’ammirazione per il percorso del padre e, dopo il trionfo all’Ariston, gli ha dedicato parole piene di orgoglio anche sui social. La musica è il terreno che li unisce più di ogni altro, una passione condivisa, ma vissuta da Francesco con il desiderio di tracciare una strada tutta sua.
Francesco Sorrentino, il forte legame artistico con papà Sal
Francesco Sorrentino, in arte Da Vinci proprio come papà Sal, è nato a Napoli il 14 maggio 1993 e oggi ha 32 anni. La musica, per lui, non è mai stata una scoperta improvvisa: è cresciuto in un ambiente dove la musica e lo spettacolo facevano parte della quotidianità e fin da piccolo ha respirato quell’atmosfera artistica che in casa era quasi naturale. Il nome d’arte “Da Vinci” non è stato scelto per caso: da una parte richiama il forte legame con suo padre, dall’altra rappresenta il desiderio di proseguire una tradizione familiare importante, ma con un’impronta tutta sua, più attuale e personale.
Proprio per questo, negli anni Francesco ha cercato di costruire un percorso indipendente, evitando di restare intrappolato nell’etichetta di “figlio di” e oggi, dopo un lungo percorso di esplorazione artistica, la sua musica mescola sonorità della tradizione napoletana con influenze pop contemporanee, dando vita a uno stile riconoscibile e personale.
Prima di dedicarsi allo spettacolo, il figlio di Sal ha anche portato avanti la passione per il calcio, ma dopo i vent’anni ha deciso di tornare a Napoli e provare a costruire la sua carriera artistica.
La prima grande occasione nel mondo dello spettacolo arriva nel 2019, quando Francesco partecipa a The Voice of Italy presentando il brano L’ammore fa paura: la sua performance colpisce pubblico e coach, permettendogli di farsi conoscere al grande pubblico.
Negli anni poi il figlio di Sal Da Vinci ha pubblicato diversi singoli di successo, tra cui Sulo io, Nun passa maje, Nu Vase Tuoje e Te voglio verè. Particolarmente significativo il duetto con il padre, Luntan a me, un brano che racconta il dialogo tra due generazioni unite dalla stessa passione. Come si evince dai titoli, la sua musica mantiene un forte legame con Napoli ma guarda anche a un pubblico più ampio, dimostrando versatilità e maturità artistica.
Francesco Sorrentino, non solo cantante: il ruolo in Gomorra e l’amore per la famiglia
La musica non è l’unico linguaggio artistico che Francesco Da Vinci ha esplorato negli anni. Nel corso della sua carriera infatti, ha dimostrato di sapersi muovere anche davanti alla telecamera, comparendo nella quarta stagione di Gomorra – La serie, uno dei prodotti televisivi italiani più seguiti degli ultimi anni, dove ha interpretato ‘Mma, un personaggio legato alla cosiddetta banda dei Talebani.
Quella nei panni di attore è stata senza dubbio un’esperienza intensa e diversa dal palco musicale, ma che gli ha permesso di mostrare anche un altro talento, mettendo in luce una buona presenza scenica. A rendere quel momento ancora più significativo, due suoi brani – Sulo io e Nun passa maje – sono stati scelti per la colonna sonora della serie, creando così un interessante mix tra recitazione e musica, le due dimensioni artistiche che fanno parte del suo percorso.
Se sul palco Francesco mostra un carattere deciso e una forte determinazione artistica, lontano dai riflettori resta una persona molto legata agli affetti più stretti, proprio come suo padre Sal. Dal 2018 è sposato con Riccarda D’Ambrosio e insieme hanno costruito una famiglia che oggi ruota attorno alle loro due figlie, considerate da lui il vero cuore della sua vita.
Il ruolo di papà occupa un posto centrale nel suo equilibrio quotidiano e spesso racconta quanto la famiglia sia il suo punto fermo, soprattutto in un lavoro fatto di ritmi irregolari e palcoscenici. Un legame che coinvolge anche i nonni: lo stesso Sal Da Vinci, parlando dei nipoti, ha confessato più volte con orgoglio che sono “la sua canzone più bella”.