C’è chi arriva a Sanremo con alle spalle una carriera lunga anni e chi, invece, ci arriva senza aver mai smesso di fare altro. È questo il caso di Eddie Brock, cantautore romano classe 1997 che al Festival di Sanremo 2026 porta Avvoltoi e una doppia vita che incuriosisce. Quella dell’artista che ci rapisce cantando l’amore e quella di Edoardo Iaschi, che fino a ieri continuava a lavorare lontano dai riflettori.
Tutto su Eddie Brock, uno dei big di Sanremo 2026
Dietro il nome Eddie Brock c’è Edoardo Iaschi, romano, cresciuto con la musica come bussola personale. Il suo pseudonimo nasce da una passione adolescenziale per i fumetti e in particolare per il personaggio di Venom, simbolo di un alter ego artistico che convive con la vita reale. Nei fumetti il simbionte (che al cinema ha il volto di Tom Hardy) si “appropria” infatti del corpo di Eddie Brock guidandone le scelte in modo discutibile (per usare un eufemismo).
Non sembra essere così per il cantautore romano, però, che fin da bambino scrive poesie poi nel tempo diventate canzoni, e che già a undici anni inizia a trasformare le emozioni quotidiane in musica.
Durante l’adolescenza sperimenta il rap, partecipa a freestyle e contest, si misura con palchi piccoli e platee di ogni tipo. Non si tratta di un gioco, però, ma una scelta di vita che cresce lentamente mentre intorno tutto sembra andare più veloce. Una vita dedicata solo alla musica? Non proprio.
Edoardo ‘Eddie Brock’ Iaschi ha un piano concreto e non ha lasciato il suo impiego continua infatti a lavorare come operatore turistico a Roma, districandosi oltre che tra le note anche tra check-in, chiavi consegnate e colazioni da preparare. Una doppia identità che non è affatto una contraddizione, ma una necessità in un mondo in cui, purtroppo, non si vive con la sola musica.
Il successo virale e la svolta
La svolta arriva quando una sua canzone, Non è mica te, comincia a circolare sui social fino a diventare un vero e proprio tormentone. Il ritornello entra nei reel di TikTok e Instagram, nelle storie, nelle playlist, e trasforma in un batter baleno un brano intimo in un fenomeno collettivo. Da lì, com’è ovvio, l’attenzione cresce: radio, piattaforme digitali e apparizioni televisive accompagnano un successo che non cancella il passato, ma lo rende improvvisamente visibile.
Quel brano diventa così il punto di contatto tra il cantautore e un pubblico che si riconosce in una scrittura semplice, diretta, mai costruita. È anche il segnale di una maturità artistica raggiunta senza chiedere niente a nessuno, sostenuta dal lavoro con l’etichetta indipendente SANGITA RECORDS e da una consapevolezza nuova nella struttura delle canzoni.
“Avvoltoi” e il debutto a Sanremo 2026
Per il suo esordio a Sanremo 2026, Eddie Brock sceglie Avvoltoi, un brano che racconta un amore viscerale senza filtri. Parlando della canzone su RaiPlay, l’artista spiega: “Avvoltoi parla di un amore struggente e il coraggio di riconoscere questo amore. Ho pensato che fosse la canzone giusta per Sanremo perché in genere a me, le mie canzoni, dopo due settimane mi stancano e comincio ad odiarle e invece questa, dopo due settimane, ancora non mi aveva stancato”.
Ma il Big come vive questa esperienza all’Ariston? Tanto entusiasmo e una dose inevitabile di ansia, come ha ammesso lui stesso: “Questa è la mia prima volta a Sanremo e la sto vivendo abbastanza bene, con molta ansia però è normale”. Come dargli torto!