Il method dressing non è “roba da icone di stile”, o quantomeno non solo. Dopo Ariana Grande e Cynthia Erivo per Wicked, Lady Gaga per Joker: Folie à Deux e Zendaya per ogni suo successo annunciato, alla prima mondiale del suo ultimo e attesissimo survival thriller anche Brad Pitt ha preferito rimanere nei panni del suo personaggio sul tappeto rosso. Accompagnato dalla fidanzata Ines de Ramon, l’attore ha sfilato con estrema nonchalance in un abito camouflage. Un debutto inaspettato quanto memorabile, che ancora una volta si rifà ad una delle più odiate strategie di marketing ad unire arte e performance.
Brad Pitt e quell’abito camouflage sul red carpet per “Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio”
Il connubio tra cinema e moda ha trovato una nuova e sorprendente declinazione durante l’anteprima mondiale di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, presso il FirstBank Amphitheater di Franklin, in Tennessee: mano nella mano con la sua Ines de Ramon, sul tappeto scarlatto dell’evento, Brad Pitt ha catturato l’attenzione di tutti preferendo un completo mimetico anziché il solito smoking.
Questa insolita scelta rappresenta un chiaro esempio di method dressing, strategia e tendenza sempre più diffusa tra le star di Hollywood, chiamati ad indossare abiti che richiamino esplicitamente le atmosfere, i temi o i personaggi della pellicola che stanno promuovendo.
Diciamocelo: cosa ci sarebbe mai potuto essere di più appropriato di una vera e propria divisa camouflage in nylon, rigorosamente abbinata ad un paio di stivali dall’aspetto vissuto, per sostenere l’arrivo nelle sale di un film dove il protagonista è nientemeno che un ex ufficiale dell’esercito?
Dietro a questo clamoroso look c’è lo zampino di Greg Lauren, nientemeno che il nipote del celebre Ralph Lauren: lo stilista — e insieme attore e pittore — avrebbe fondato il suo marchio omonimo nel lontano 2011, facendo propri gli archetipi della moda americana per dar vita a capi realizzati attraverso tessuti vintage e materiali di riuso, e trovato proprio nell’ex marito di Angelina Jolie uno dei suoi più grandi ammiratori.
Di cosa parla l’ultimo survival thriller con Brad Pitt
Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, thriller d’avventura diretto dal regista David Ayer (da Suicide Squad, Fury e Bright), vede Brad Pitt nei panni James Belmont, ex ufficiale delle Forze Speciali dell’esercito americano: la trama si sviluppa attorno ad una drammatica lotta per la sopravvivenza all’interno delle lande selvagge dell’Alaska, dove il protagonista si ritrova isolato in seguito al tragico schianto del suo piccolo aereo.
Unico compagno d’avventura in questo viaggio ostile è Odin, cane da combattimento, un pastore tedesco ormai in pensione. Ad avere un’importanza centrale nella pellicola è proprio il profondo legame emotivo e di fedeltà tra l’uomo e l’animale, impegnati a superare insieme le insidie della natura incontaminata per poter fare ritorno alla civiltà.
Una produzione, insomma, che segna il ritorno dell’attore ai survival movies e che ha già trovato un riscontro più che positivo: le prime reazioni della critica e del pubblico presente all’anteprima, infatti, hanno lodato l’intensità dell’interpretazione del sessantaduenne, la regia serrata di Ayer e la forte carica emotiva che caratterizza il rapporto tra il soldato e il suo amico a quattro zampe. Non ci resta che attendere fino al prossimo 24 settembre per farci una nostra opinione a riguardo.