Sanremo 2026, prima serata: abbiamo già detto quasi tutto, dalle pagelle sui look, ai top e flop, agli ascolti. Vogliamo però ritornare sulla puntata di apertura del Festival, per raccontarvi 4, 5 cose che forse non tutti hanno colto, e che invece sui social, specchio di gusti e tendenza, sono diventati un tormentone, tra divertissement e cose più serie. Siete pronti?
La nonnina antifascista che ha mandato tutto a…
Giorni, anzi settimane a cercare di sotterrare la polemica post defezione Pucci, con fascisti e comunisti che ne hanno fatto una guerra ideologica e poi arriva lei, Gianna Pratesi da Chiavari, 105 anni, che con un “Ciao ciao fascisti, noi eravamo tutti di sinistra e abbiamo votato Repubblica”, manda “tutto in vacca”.
Raf e Patty Pravo, gli highlander di Sanremo 2026
Uno (Raf) ha 66 anni, 67 quest’anno, e pare appena uscito dalla puntata vinta del Festivalbar con Self Control, l’altra (Patty Pravo) ne ha 77 ma è ferma – fossilizzata, sarebbe giusto dire – a 50. Il web è ovviamente impazzito, e meme e commenti si sono sprecati.
Laura Pausini, vera rivelazione del Festival
Che fosse simpatica e verace come una piada appena sfornata, lo sapevamo, ma Laura ha dimostrato di essere una vera professionista: non ha strafatto, è rimasta nei tempi e nel ruolo, empatica nella giusta misura, spalla perfetta di Carlo Conti (“Carlos Quentas”, da lei rinominato per la fanbase latino americana). I social l’hanno apprezzata moltissimo, segno che, dopo le tante polemiche sull’Inno alle Olimpiadi, Laura ha fatto centro.
Sal Da Vinci, snobbato dalla critica, adorato dal pubblico
Sal, come Geolier di qualche tempo fa, può non piacere a tanta critica e parte del pubblico per il suo carattere neomelodico, ma è indubbio che possa contare su una fanbase di affezionati che travalica i confini partenopei e arriva dritta in Liguria. Basti rivedere l’accoglienza del pubblico dell’Ariston alla sua entrata sul Palco, con la platea che intona all’unisono Rossetto e caffé. Non stuptevi, quindi, se Sal, ignorato dalle classifiche fino alla serata finale, vivrà un ribaltone grazie al voto del pubblico.
Serena Brancale, commuove e divide (diretta dalla sorella)
Serena Bancale, dopo il tormentone dello scorso anno, torna a Sanremo da protagonista con un pezzo molto più intimo, sofferto e malinconico: un brano dedicato alla madre, scomparsa prematuramente qualche anno fa. Serena era legatissima alla mamma, che l’aveva supportata tutta la vita nella sua carriera musicale, sacrificandosi (“Ricordo quando mi portava alle lezioni di canto e mi aspettava in macchina per ore”) e standole sempre accanto. La cantante ha confessato di averci messo parecchio tempo per essere pronta per questo brano, ovvio quindi che testo e performance abbiano fatto breccia nel cuore del pubblico, sopratutto social. Ma tra chi ne ha lodato la bravura tecnica e chi si è immedesimato nel suo dolore, c’è anche chi non l’ha apprezzata, giudicando troppo manieristica e “Giorgesca” l’esibizione. Non tutti hanno forse notato che a dirigerla c’era la sorella Nicole, anche lei bravissima musicista.
L’underdog Fulminacci vestito da Johnny Stecchin0
Filippi Uttinacci, al secolo Fulminacci, è, per dirla alla Achille Lauro, il vero under dog di questa edizione del Festival. È piaciuto tantissimo, tanto da essere salito nei primi cinque, accanto ai favoriti Arisa, Brancale e Masini-Fedez. Lui è proprio bravo, la canzone spaccherà, l’unico interrogativo rimbalzato sul web è stato: “Perché vestirsi da Benigni?”.
La poesia di Ermal, dedicata ai bambini uccisi in guerra
Il brano del cantante Stella stellina è dedicato a una bambina uccisa a Gaza e vuole dare voce a tutte le vittime innocenti del conflitto in Palestina. Sul colletto della camicia di Ermal c’era la scritta “Amal”, a indicare proprio un nome generico di bambina palestinese. Una ninna nanna struggente: “Non basta una preghiera per non pensarci più… Dalla collina verrà una primavera, nel vento della sera ci sarai pure tu”. Sul web qualcuno ha sottolineato l’imparzialità (e le vittime israeliane, e quelle nigeriane, sudanesi?) ma Ermal, come ha spiegato, nel riferirsi ad una piccola vittima palestinese, indica metaforicamente tutte le vittime innocenti di ogni conflitto. Struggente.