Italia terra di santi, poeti, navigatori e amanti del trash. Inutile negarlo. Questa nazione ha partorito alcune delle menti più geniali della storia dell’umanità, autori di opere di immensa e incomparabile bellezza ma, in particolare negli ultimi decenni, anche menti tra le più avvezze al culto dell’osceno, ingordi fruitori di tutto ciò che è contrario al buon gusto, e più cafone è tanto meglio.
Tale interessante fenomeno ha reso possibile il proliferare dei tiktoker, figure note per ballare (male), cantare (peggio) e, in generale, mettersi (metaforicamente) a nudo di fronte al piccolo schermo dello smartphone. E regina indiscussa dei tiktoker è Regina De Crescenzo, a lei è concesso l’onore di approdare sul grande schermo, in streaming, così da porterla riguardare quante volte si vorrà.
Il documentario su Rita De Crescenzo
È ormai di dominio pubblico la notizia di una nuova docu-serie Netflix dedicata a Rita De Crescenzo. Il colosso dello streaming avrebbe già concluso gli accordi con la content creator per la realizzazione di un documentario suddiviso in più puntate, che ne mostrino il lato nascosto, se qualcosa di segreto ancor vi è. Da dove arriva Rita De Crescenzo? Che tipo di donna, madre, amica, compagna, cittadina, lavoratrice è? Come ha fatto a diventare la più famosa di TikTok Italia? È proprio così come si mostra sui social o dietro il personaggio si nasconde un carattere diverso? Tutte domande cui, forse, troverà risposta chi avrà il coraggio di visionare la docu-serie.
Alla notizia del documentario sul web è insorta la polemica, tra chi non vede l’ora e chi lamenta la visibilità concessa a gente dal talento incomprensibile. E però a volte è necessario un pizzico di cinismo. Per essere protagonista di un serie, a De Crescenzo sarà stata offerta una discreta somma: chi avrebbe rifiutato? Netflix, d’altra parte, guadagna in base al numero di spettatori e, a guardare i follower, la tiktoker ne assicura almeno due milioni.
Tutti gli scandali della tiktoker
La vita di Rita De Crescenzo, bisogna ammetterlo, ha del cinematografico. Diventata mamma a soli 13 anni, ha avuto una giovinezza segnata da abusi (ospite di Belve raccontò di essere stata vittima di stupro), e tossicodipendenza. Nel 2017 fu coinvolta nel blitz contro un clan camorrista e, in seguito, accusata in tribunale di spaccio. Nel 2026 è stata condannata in primo grado per diffamazione ai danni dell’assistente sociale incaricata di occuparsi di suo figlio.
La regina di TikTok Napoli è stata anche al centro di scandali mediatici. A cominciare dalla cosiddetta invasione del comune di Roccaraso, trasformatosi in destinazione di centinaia di migliaia di suoi follower dopo il racconto di un suo weekend sulla neve. Recentemente, De Crescenzo è stata criticata perché pare abbia acquistato una scimmietta in Egitto, portandola con sé in Italia – azione che, in teoria, non sarebbe permessa dalla legge.
Anche Netflix ama il trash
“Una volta Netflix, agli albori della sua esistenza, faceva uscire solo dei capolavori. […] Poi man mano è andato sempre più peggiorando. Ora sembra che facciano uscire solo cloaca, spazzatura gossippara” ha scritto un utente su X. Nessuno può dargli torto, se non le views. Netflix si è dato al trash perché il trash funziona.
Tra i casi più eclatanti, la docu-serie su Wanna Marchi, che conferma il detto secondo cui “i co***oni vanno in**lati”. Altrettanto seguito ha ricevuto il documentario con protagonista Fabrizio Corona, una specie di riproduzione in grande dei siparietti di Falsissimo. E come dimenticare la docu-serie Unica, con al centro l’infinita soap opera che narra di come è finita la storia d’amore più famosa d’Italia, quella tra Ilary Blasi e Francesco Totti. Scagli la prima pietra chi non ha visto almeno una puntata di almeno uno dei tre titoli sopracitati.