Levante, la depressione infantile scoperta a 34 anni. La confessione a Verissimo

Levante si racconta a Verissimo: dalla morte del padre quando aveva 9 anni alla diagnosi di depressione infantile arrivata da adulta. Il dolore, la terapia e la rinascita

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Levante si è raccontata a Verissimo, dove ha ripercorso alcuni dei momenti più difficili della sua vita. Dalla morte del padre, quando aveva appena nove anni, alla diagnosi di depressione infantile arrivata soltanto in età adulta. Un’intervista intensa, durante la quale la cantante ha parlato anche della madre, della famiglia e del percorso terapeutico che le ha permesso di ritrovare un nuovo equilibrio.

A Verissimo Levante parla della morte del padre

Un’infanzia felice, circondata dall’affetto della famiglia e dei fratelli più grandi. È così che Levante ricorda i suoi primi anni di vita in Sicilia, prima che un evento drammatico cambiasse per sempre la sua esistenza. La cantante, la più piccola di quattro figli, ha raccontato di essere stata una bambina vivace, fantasiosa e molto amata, soprattutto dal padre.

Un uomo dal carattere forte, che non sempre riusciva a manifestare apertamente i propri sentimenti, ma con il quale aveva costruito un rapporto speciale.

“Era per educazione un uomo molto duro ma era un uomo che mi ha amata tantissimo perché poi essendo la più piccola di quattro figli lui in qualche modo a me ha dato tutto quello che non si era concesso con gli altri”.

A commuovere l’artista, durante l’intervista con Silvia Toffanin, è stata anche una fotografia che la ritrae da bambina insieme al padre. Un’immagine capace di riportarla indietro nel tempo, fino all’estate del 1996, quando l’uomo morì lasciando un vuoto enorme nella famiglia.

“È stata un’estate, l’estate più brutta della mia vita e ti rendi conto che si sgretola tutto perché poi era un uomo con una la personalità molto forte ed era un pilastro a casa e quindi quando è venuto a mancare ci è crollato un po’ il mondo addosso”.

La morte del padre ha costretto tutta la famiglia a ricominciare. La madre di Levante, rimasta vedova a soli 38 anni con quattro figli da crescere, ha dovuto affrontare difficoltà economiche e responsabilità improvvise.

“Mia madre era giovanissima perché quando è mancato mia madre aveva 38 anni e quattro figli e non aveva un lavoro perché era casalinga, si occupava di noi e non aveva neanche il diploma”. Una situazione complessa, alla quale la donna ha reagito con determinazione, diventando per la figlia un esempio di forza e coraggio.

“Ricordo questa donna fortissima che ad un certo punto dice ‘ok mi rimbocco le maniche e vado a studiare’ e si prende il diploma e trova lavoro”. Successivamente è arrivata anche la decisione di lasciare la Sicilia, un luogo ormai troppo legato ai ricordi dolorosi.

“Poi ad un certo punto lasciamo anche la Sicilia perché era arrivato anche il momento di lasciare quel luogo in cui c’era più dolore che gioia”.

Levante e la diagnosi di depressione infantile arrivata a 34 anni

Nonostante il successo nella musica e le soddisfazioni professionali, Levante ha continuato a convivere con una sofferenza interiore che per molto tempo non è riuscita a comprendere pienamente. Una malinconia persistente, che aveva finito per considerare parte integrante del proprio carattere.

Soltanto in età adulta, grazie a un percorso psicoterapeutico, è arrivata una diagnosi che le ha permesso di dare un nome a quel malessere. “Soffro di depressione da quando ero bambina. È una consapevolezza che ho raggiunto di recente. Ho intrapreso la terapia intorno ai 34 anni e mi è stata diagnosticata la depressione infantile mai curata che mi trascino da tempo”, ha spiegato a Verissimo.

La cantante si è così rivolta ad uno specialista:”Di recente ho intrapreso la terapia, intorno ai 34 anni perché avevo capito che c’era qualcosa che non andava, stavo male e mi è stata diagnosticata questa depressione infantile mai curata che mi trascino da tempo… era quella sensazione di dire vabbè sono una persona malinconica ma comunque non ho avuto esperienze così gioiose alla fine perché per quanto la vita si rinnovi sempre le ferite mica si dimenticano e questa depressione c’è e piano piano la sto arginando”.

Per anni Levante aveva attribuito il proprio stato d’animo a una naturale predisposizione alla malinconia, senza immaginare che dietro quella sensazione potesse esserci una condizione da affrontare con un percorso di cura.

La terapia le ha permesso di comprendere meglio se stessa, riconoscere le proprie fragilità e imparare a gestire le emozioni senza esserne sopraffatta.

Levante, la rinascita dopo la depressione e l’amore per Pietro Palumbo

Oggi Levante guarda alla propria vita con una consapevolezza diversa. La depressione, come chiarito durante l’intervista, non è scomparsa improvvisamente, ma il percorso terapeutico le ha fornito strumenti importanti per affrontarla.

“Questa depressione c’è, piano piano la sto arginando. Conoscendomi meglio, riesco a comprendere i miei limiti e a non andare oltre, non valicarli per non avere delle reazioni ingestibili, che non sono propriamente me”.

Ha imparato soprattutto a rispettare i propri tempi e a riconoscere le situazioni che potrebbero metterla in difficoltà. “Conoscendomi meglio intimamente e conoscendo la mia geografia emotiva riesco a comprendere anche i miei limiti e a non andare oltre non volerli valicare per magari avere delle reazioni che non sono realmente io”.

Accanto a lei, in questo percorso, c’è il compagno Pietro Palumbo, dal quale nel 2022 ha avuto la figlia Alma Futura. Un rapporto che rappresenta per l’artista un importante punto di riferimento e una fonte di serenità.

“Pietro è molto equilibrato. Ha ricevuto tanto amore, per quanto in ogni famiglia ci siano alti e bassi. Ha una vita molto più serena della mia, per cui è anche sereno e mi trasmette molta serenità”.

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