La Volta Buona, pagelle 13 maggio: il problema di Sal Da Vinci (9), frecciata su Sinner (9)

Il meglio della puntata de La Volta Buona di mercoledì 13 maggio, incentrata sulla prima esibizione di Sal Da Vinci all'Eurovision Song Contest 2026

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Come da tradizione, La Volta Buona propone una scaletta articolata e trasversale. La puntata di mercoledì 13 maggio si apre con uno spazio dedicato ai temi legati alle diete e alla forma fisica in vista dell’estate, per poi virare nella seconda parte su contenuti più leggeri e popolari, tra spettacolo, televisione e un divertente accenno al mondo del tennis.

L’umiltà di Sal Da Vinci all’Eurovision. Voto 9

Dal backstage dell’Eurovision 2026 arriva un retroscena che racconta molto più della performance. A svelarlo in collegamento a La Volta Buona è Andrea Laffranchi che ha parlato con Sal Da Vinci dopo la sua prima esibizione a Vienna. Nonostante l’ovazione l’artista napoletano non festeggia e non esulta: c’è preoccupazione.

Sal si è detto preoccupato per delle sbavature nell’esecuzione, sta parlando troppo. Io gli ho detto di riposarsi anche perché lui non è una persona che dice due parole e via ma gli piace parlare”, spiega il giornalista a Caterina Balivo.

In un’epoca in cui basta una buona performance per sentirsi arrivati, l’umiltà di Sal Da Vinci è controcorrente. L’atteggiamento di chi ha fatto davvero la gavetta, di chi il palco lo rispetta ancora, anche dopo anni.

Ed è proprio questo a fare la differenza: non la perfezione ma il dubbio. Non l’applauso bensì la voglia di fare meglio. Sempre e comunque. Professionista vero. E rarissimo.

La battuta su Sinner e il tennis. Voto 9

Tempismo, ironia e quella leggerezza che fa centro. Nel pieno del dibattito sull’Eurovision Song Contest a La Volta Buona, Caterina Balivo piazza una battuta tanto pungente quanto piacevole.

In studio, l’ospite Pino Insegno ricorda come l’Italia sia da sempre esportatrice di arte e cultura: “Abbiamo insegnato all’estero il bel canto, la recitazione”. Ed è qui che arriva l’affondo, rapido e preciso della padrona di casa: “Adesso anche il tennis”.

Una frase breve ma d’impatto, che scatena subito l’ilarità in studio e soprattutto non fa una piega. Quel pizzico di orgoglio nazionale, una di quelle uscite che scorrono via leggere ma che restano.

I girasoli di Kate Middleton. Voto 8

Impossibile non parlare a La Volta Buona della visita in Italia della Principessa Kate Middleton, al suo primo viaggio ufficiale all’estero dopo la diagnosi di cancro. Una presenza particolarmente significativa, seguita con attenzione anche nel programma del pomeriggio di Rai 1.

A Reggio Emilia, un inviato della trasmissione di Caterina Balivo riesce a consegnare alla futura Regina del Regno Unito un mazzo di girasoli. Un gesto semplice, che trova una risposta altrettanto spontanea: Kate accoglie il dono con un sorriso e con un atteggiamento cordiale, mostrando una naturalezza che non passa di inosservata.

Un momento breve ma significativo che colpisce Caterina e tutti gli ospiti presenti nel suo salotto. La reazione di Catherine, lontana da ogni formalismo, restituisce l’immagine di una figura pubblica capace di coniugare eleganza istituzionale e immediatezza nei gesti.

La tregua di Al Bano. Voto 7

Breve cenno alla saga Carrisi-Power che in questi giorni ha tenuto banco a La Volta Buona e più in generale in tv e sui social. Dopo l’intervista-fiume a Domenica In e le parole di Romina Power, Al Bano si ritrova al centro di una tempesta familiare che va oltre la coppia: entrano in scena anche i figli, e il fronte si compatta dalla parte della madre. Fa eccezione Jasmine Carrisi, che lo difende.

“Tutto questo non me lo merito”, dice il cantante alla rivista Oggi.  Il Leone di Cellino San Marco sembra optare per una linea più prudente: riconosce il dolore, senza alimentare lo scontro. “Hanno voluto stare dalla sua parte, non lo condivido ma non riesco nemmeno a prendermela più di tanto”.

Un passo indietro che ha il sapore della stanchezza più che della resa, complice anche il duro attacco della figlia Romina Carrisi a Verissimo.

Al Bano rifiuta anche l’etichetta di simbolo della famiglia tradizionale: “Spero che ci siano padri migliori di me”. Parole che suonano come un’ammissione di fragilità, rara nel suo racconto pubblico.

L’82enne prova a fermarsi, almeno per ora: “Aspettiamo tempi migliori ed evitiamo di alimentare tensioni”. Una richiesta di tregua che arriva quando però il racconto è già sfuggito di mano. Il punto non è chi ha ragione, ma quanto si sta mostrando.

In collegamento con Caterina Balivo, il direttore di Oggi Andrea Biavardi prova a riportare tutto su un piano più realistico. Meno spettacolo e più sostanza.

“Non fa bene a nessuno che continuino queste polemiche”, afferma. E aggiunge una cosa che sposta davvero il focus: “Quando i figli ti criticano, inizi a chiederti se sei stato un buon padre”.

È qui che la storia cambia tono. Perché smette di essere solo gossip e diventa qualcosa di più universale. Un padre che si sente messo in discussione e dei figli che prendono una posizione tutt’altro che positiva. Un equilibrio che si rompe. E allora sì, forse la richiesta di pace non è solo strategia. È necessità.

Alessia Merz a casa dei genitori di Pino Insegno. Voto 8

Tra gli ospiti de La Volta Buona spicca il ritorno di Alessia Merz, che da tempo ha deciso di allontanarsi dalle scene per dedicarsi prevalentemente alla famiglia. Con lei si vive un momento nostalgia che ci piace molto.

La Merz racconta che a notarla per primo, quando era poco più che maggiorenne, fu Pino Insegno, mentre svolgeva il ruolo di hostess. “Mi disse: vieni a Roma, sta per iniziare un nuovo programma (Non è la Rai, ndr) e tu saresti perfetta”.

Un invito accompagnato da un gesto che la Merz sottolinea con forza: l’ospitalità a casa dei genitori di Insegno e non in quella dello stesso Pino, “per far capire la correttezza di questo uomo che andrebbe clonato”.

Un racconto che restituisce un’idea di televisione costruita sui rapporti, ma anche sul rispetto dei ruoli. E infatti Insegno precisa: “Non l’ho raccomandata, non ne ha avuto bisogno”.

Il conduttore, pronto a tornare alla guida di Reazione a catena, ne approfitta anche per togliersi un sassolino dalla scarpa riguardo il suo rapporto con la premier Giorgia Meloni: “Quando mi dicono che lavoro solo perché amico di una certa persona non conoscono la mia carriera di 44 anni”. Una puntualizzazione che arriva senza toni accesi ma con una chiara e certa fermezza.

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