Eurovision Song Contest 2026, pagelle della finale: Sal fuori dal podio (10), il boom di Bangaranga (8)

Sal rimane fuori dal podio ma ottiene un'ovazione, ed è Bangaranga mania: le pagelle della finale dell'Eurovision Song Contest 2026

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Si è chiusa la settantesima edizione dell’Eurovision Song Contest, con la vittoria della Bulgaria: Dara ha vinto ed è subito Bangaranga mania. Un’edizione sottotono: la competizione non ha tradito se stessa, facendo del trash la sua bandiera (così come l’amore e l’unione tra i popoli attraverso la musica), ma abbiamo un chiaro problema. Forse un blocco della creatività, il riflesso dei tempi che stiamo vivendo: all’Eurovision è mancato l’elemento base, l’effetto pop. Qualche picco, esibizioni memorabili e poi Sal Da Vinci, che si è classificato al quinto posto. Le nostre pagelle.

La Flag Parade di un’edizione dimenticabile che ci ha reso tutti tifosi. Voto: 6

C’è stato un periodo in cui l’Eurovision Song Contest non veniva considerato: con l’interesse dei social, però, e la memorabilità di una competizione musicale che fa di tutto per stupire, è ormai un appuntamento fisso, irrinunciabile. E dopo la vittoria dei Maneskin nel 2021, che sono riusciti nell’impresa di conquistare il microfono di cristallo, ogni anno non vediamo l’ora di vedere il vincitore di Sanremo sul palco dell’Eurovision.

Tanta l’attesa per Sal, la speranza nel suo trionfo, arrivato forse improvviso persino a Sanremo, ma non per chi lo “aveva visto arrivare”, come si suol dire in questi casi, dopo il successo infinito di Rossetto e Caffè. E così la tradizionale sfilata delle bandiere ha aperto un’edizione dimenticabile dell’Eurovision, con qualche nota accettabile: la Danimarca, perfettamente in linea con lo spirito della competizione, e ovviamente il nostro Sal, che ha portato il “matrimonio napoletano” sul palco dell’Europa.

Come ha detto Gabriele Corsi durante la diretta, l’Italia sarà pure fuori dai Mondiali, ma la musica ci ha resi tutti un po’ più tifosi e speranzosi di portare almeno in Italia il microfono di cristallo. E in effetti, davanti all’esibizione di Sal, il tifo c’è stato, eccome. Ma non è bastato (purtroppo).

Søren Torpegaard Lund, la Danimarca convince. Voto: 8

Sul palco dell’Eurovision Song Contest 2026, l’atmosfera onirica e le sonorità magnetiche di Søren Torpegaard Lund sono state apprezzate da molti: Før Vi Går Hjem è il brano “classico” dell’Eurovision, che ha tutto per spaccare su un palco come questo, che chiede note, certo, ma anche show. Sia la Danimarca quanto la Francia di Monroe hanno puntato sulla tensione onirica, su un’esibizione sospesa, quasi a singhiozzo: ci siamo sentiti trascinati verso le energie viennesi.

La Francia con Monroe spacca. Voto: 10

Diciassette anni, voce da soprano, e una presenza scenica che non ha nulla a che vedere con la sua età. Monroe è stata la scommessa della Francia per questa edizione. Il tema del brano Regarde! è uno dei più classici: l’invito a cercare l’autenticità, senza fermarsi alle apparenze. Forse un argomento ormai fin troppo comune, ma in chiave lirica con influenze da pop contemporaneo non è poi così male. Un vero e proprio talento dalla voce che risentiremo indubbiamente.

La Grecia ci prova con l’effetto Gangnam Style e fallisce. Voto: 4

L’operazione è chiara: replicare il cortocircuito che nel 2012 fece di Gangnam Style un fenomeno globale, volutamente eccessivo ed esagerato. Akylas ha provato a conquistare il titolo di “tormentone” di questa edizione con Ferto, un pezzo che ha tantissime influenze: techno, pixel art, l’estetica da videogioco anni Novanta. Sul palco i colori si susseguono, ma si scontrano con il testo, che racconta il vuoto di una generazione cresciuta nella precarietà, la sensazione di non avere mai abbastanza anche quando hai tutto davanti.

Elettra Lamborghini e Gabriele Corsi, l’intesa c’è stata. Voto: 8

Gabriele Corsi è ormai uno dei simboli dell’Eurovision Song Contest: svolge il compito alla perfezione, sciorinando le varie “pillole” di curiosità riguardo alla competizione musicale. Al suo fianco negli anni si sono susseguite numerose figure, da Cristiano Malgioglio a BigMama. Nel 2026 insieme a lui, nel commento della versione italiana dell’ESC, abbiamo trovato Elettra Lamborghini e il suo accento emiliano: leggera, brillante, pronta alla battuta e non ci sono stati attriti. Anche il feeling non è mancato, e nessuno dei due ha prevalso sull’altro. A mezzanotte, quando Elettra ha compiuto 32 anni, gli auguri sono arrivati puntuali da Corsi.

Sal Da Vinci fuori dal podio. Voto: 10

Non è stato difficile entrare in empatia con Sal Da Vinci e la seconda giovinezza che sta vivendo negli ultimi tempi. All’Eurovision Song Contest è arrivato dopo una carriera lunga ben 50 anni dalla prima volta in cui è salito sul palco nella sua vita. Alle spalle una lunga gavetta, e oggi Salvatore Michael Sorrentino sta raccogliendo i frutti del suo successo, mostrandoci i flashback di un sogno in cui non ha mai smesso di credere. Dopo quel tentennamento sul palco della prima semifinale (facendo parte dei Big Four, è entrato di diritto alla finale), questa volta la potenza vocale si è sentita: standing ovation per lui. Si è sforzato, ci ha creduto, tanto da aver ricevuto persino i complimenti da parte di Adriano Celentano. E anche se è rimasto fuori dal podio, poco importa: Sal ha già scritto la storia più bella di tutte.

Il trionfo di Bangaranga. Voto: 8

E alla fine ha vinto la Bulgaria, e nessuno – ma proprio nessuno – se lo aspettava. Dara ha conquistato il microfono di cristallo con Bangaranga, un brano che è energia pura, un pizzico di caos e una punta di ribellione che non guasta mai. In effetti il significato del testo non si ferma alla superficie: è la scoperta di una forza interiore che tutti possediamo, la scelta di agire con amore e non con paura. Ed è questo che ha determinato la vittoria di Dara: siamo tutti stanchi di avere paura.

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