Comuni immortali, le pagelle: Achille Lauro, l’eterna metamorfosi (9), Laura Pausini, il duetto si fa aspettare (8)

Achille Lauro conquista San Siro con “Comuni Immortali”: le pagelle del concerto che mixa musica, moda e ospiti

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

Content e lifestyle editor, copywriter e traduttrice, innamorata delle storie: le legge, le scrive, le cerca. Parla di diversità, inclusione e di ciò che amano le nuove generazioni.

Lo scorso 15 giugno Achille Lauro ha conquistato San Siro con Comuni Immortali, il concerto evento che ha riempito lo stadio milanese e ripercorso alcune delle tappe più importanti della sua carriera. Una serata in cui Lauro ha fatto quello che gli riesce meglio: cambiare pelle, giocare con la moda, strizzare l’occhio al pubblico e dividere il palco con grandi ospiti. Dai brani che hanno segnato gli inizi fino alle sorprese pensate per il grande show, San Siro è diventato per una sera il suo personale teatro.

Una serata così non poteva che arrivare in prima serata su Canale 5, per permettere a chi non c’era di godersi lo spettacolo dal divano di casa. Le nostre pagelle.

Achille Lauro, l’eterna metamorfosi (9)

Bello e dannato, riccio ribelle, candido nell’outfit senza perdere quell’estro fatto di trasparenze e pizzi che ci riporta all’Achille Lauro degli esordi. Insomma, il personaggio c’è e non sembra avere nessuna intenzione di lasciarlo a casa.

“C’è una regola: via i cellulari“, dice tra una strofa e l’altra. E per una volta San Siro deve davvero guardare il palco invece dello schermo del telefono. Un patto tra Lauro e il suo pubblico che, considerato il numero di smartphone che ormai fanno da quinta a qualsiasi concerto, ha quasi il sapore di una provocazione.

Nel corso del concerto alterna vecchi pezzi e brani più recenti, l’Achille provocatorio che lascia spazio a quello romantico e quello romantico che, quando meno te lo aspetti, torna a strizzare l’occhio al primo. Una carriera passata in rassegna senza troppa voglia di scegliere una sola versione di sé. Riesce a passare da un registro all’altro senza perdere quella personalità che, nel bene e nel male, lo ha sempre distinto.

E poi c’è il pubblico, con cui Lauro ama giocare parecchio. Racconta, provoca, cerca la risposta, spiega cosa c’è dietro una canzone. Insomma, canta sì, ma non è certo uno di quelli che pensa che basti stare al centro del palco per riempirlo.

Valentina Gargano, la voce della Genesi (10)

Achille Lauro ci ha abituati alla cura dei dettagli già dai tempi dei quadri viventi portati a Sanremo nel 2021. A San Siro quella voglia di costruire immagini torna prepotente, e l’apertura di Perdutamente ne è un esempio perfetto.

Al suo fianco c’è Valentina Gargano, soprano dalla voce potente che sale sul palco mentre compaiono nebbia, mela e un serpente. La Genesi, ma riletta in pieno stile Lauro. E se già la scenografia si fa notare, la voce di Gargano completa perfettamente il quadro: solenne, intensa e assolutamente dentro l’atmosfera.

La sua presenza è uno dei grandi plus di questo momento insieme alla costruzione della scena, che mette insieme musica e immagine confermando quanto Lauro ami giocare anche sul piano estetico. Una scelta che poteva facilmente diventare kitsch e che invece ha regalato qualcosa in più.

Boss Doms, ritorno nostalgico e composto (8)

Con l’arrivo di Boss Doms sul palco si torna direttamente al 2019, quando Rolls Royce portò Achille Lauro sul palco di Sanremo e iniziò un capitolo che oggi sembra lontanissimo. A San Siro, per qualche minuto, riappare quell’estetica un po’ folle degli inizi.

Solo che nel frattempo Lauro è cambiato. La provocazione è più controllata, il palco è più grande e il percorso preso dall’artista è ormai un altro. Rolls Royce resta una gran canzone e la coppia Lauro-Boss Doms funziona ancora, ma l’atmosfera è decisamente più tranquilla rispetto a quella dei primi Sanremo.

E chi si aspettava un nuovo momento alla Me ne frego, con tanto di bacio, è rimasto a bocca asciutta. Niente bacio (almeno a favore di camera televisiva), ma una bellissima nostalgia.

La passerella “Maleducata” (7)

Il vero colpo di genio arriva durante Maleducata, quando Achille Lauro lascia spazio sul palco a una vera e propria sfilata di Erotica, la prima collezione femminile del cantante nel suo ruolo di direttore creativo di Dondup.

San Siro si trasforma in una piccola settimana della moda, con modelle come Frida Aasen, Cindy Mello, Ikram Abdi e Laila Hasanovic a portare in passerella i look della collezione.

L’idea è sicuramente originale: presentare Erotica per la prima volta proprio durante il concerto significa mischiare musica e moda, due mondi che Lauro conosce bene.

Al netto delle discussioni nate intorno alla collezione e alla scelta della taglia unica 40, con il dubbio che viene quasi spontaneo: esclusiva o escludente?, l’idea di portare i pezzi sul palco durante il concerto resta comunque una bella operazione, a metà tra genialità e mossa furba.

Vero è che sicuramente è diverso da quello che di solito ci si aspetta ai concerti. Che piaccia o meno, Lauro almeno prova a cambiare le regole del gioco.

Laura Pausini, il duetto si fa aspettare (8)

16 marzo è una canzone a cui Achille Lauro tiene molto e lo racconta prima di iniziare a cantarla da solo. Inevitabile pensare che da un momento all’altro possa comparire Laura Pausini, soprattutto dopo averli visti insieme sul palco dell’Ariston.

Ma Lauro non è esattamente il tipo che ama dare al pubblico quello che si aspetta. E infatti Laura arriva più tardi, quasi alla fine del concerto. Total black per lei, total white per lui: il contrasto è servito. Ma più che un duetto costruito per le due voci, 16 marzo diventa una canzone corale, con il pubblico che canta, loro che ballano, si abbracciano e si cercano sul palco.

“Lo faccio?”, chiede Laura prima di lanciarsi in quell’acuto su “Il 16 marzo” che a Sanremo l’aveva resa un meme per un’intera settimana.

“Alle volte sulla strada si incontrano persone generose che non vedono l’ora di condividere il successo. Un applauso a questa donna perché è un’eccellenza italiana” dice il cantante nel ringraziarla, prima di lasciarle un momento tutto suo.

Quando Laura inizia a intonare La solitudine, infatti, Lauro si fa da parte e  resta lì ad ascoltare Laura quasi fosse uno spettatore qualsiasi. Lei canta uno dei brani che l’hanno resa Laura Pausini e lui, per una volta, sembra perfettamente a suo agio nel ruolo di fan. Un bel passaggio di testimone, soprattutto dopo averli appena visti insieme sul palco.

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