Tira aria di grandi manovre e di strategie d’attacco a Viale Mazzini, dove i vertici dell’azienda pubblica hanno definito i dettagli di un clamoroso colpaccio televisivo proprio a un passo dal debutto ufficiale dei nuovi palinsesti ad Ancona. Le indiscrezioni dei giorni scorsi hanno trovato una sponda ufficiale: la Rai si riprende con orgoglio Una Nessuna Centomila, lo storico appuntamento musicale e solidale contro la violenza di genere nato dall’impulso di Fiorella Mannoia. Il ritorno a casa della manifestazione è pure una sorta di rivincita nei confronti della concorrenza, ma la vera bomba mediatica è il cambio della guardia che si consumerà sul palco per quanto riguarda la conduzione.
Carlo Conti prende il posto di Amadeus
A scendere le scale dello show non sarà infatti il volto che molti si aspettavano di rivedere. Per Amadeus la scia di colpi a vuoto sembra non volersi arrestare: dopo l’inatteso e precoce divorzio dal gruppo Discovery, il presentatore si vede sfilare anche la guida di questa prestigiosa serata. Per sostituirlo, la televisione di Stato ha deciso di andare sul sicuro e di schierare l’usato garantito della propria scuderia, affidando le chiavi dell’evento a Carlo Conti.
Il conduttore toscano, che ha da poco passato la mano per il prossimo Sanremo a Stefano De Martino, torna così al timone di un grande prime time musicale, affiancando Fiorella Mannoia il prossimo 25 novembre, una data scelta di preciso poiché coincide con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Chi osserva le dinamiche televisive parla di una scelta fatta appositamente per blindare l’audience della Rete ammiraglia.
Il motivo del recupero dopo il passaggio a Mediaset
La mossa dei piani alti della Rai, apparentemente aggressiva, trova la sua giustificazione nei freddi verdetti della curva dello share. Il servizio pubblico ha deciso di riscattare il format dopo aver analizzato il pesante tracollo fatto registrato da Canale5 lo scorso inverno, che aveva portato lo show in prima serata all’inizio di dicembre. I precedenti della manifestazione, del resto, disegnano uno scenario chiarissimo. Nel 2024 la prima storica edizione trasmessa da Rai1 dall’Arena di Verona, allora guidata proprio dall’accoppiata Mannoia-Amadeus, fece letteralmente scintille – se pensiamo al riscontro solito della musica in tv – superando il 25,8% di share e catturando l’attenzione di quasi quattro milioni di telespettatori.
La musica è decisamente cambiata quando il testimone è passato a Mediaset. La serata trasmessa da Napoli l’11 dicembre 2025 sulla Rete principale di Pier Silvio Berlusconi ha racimolato appena il 16,3% di share, fermandosi sotto i due milioni di spettatori. Un crollo verticale costato oltre due milioni di italiani sintonizzati altrove, che ha spinto Viale Mazzini a far scattare immediatamente l’operazione nostalgia e a blindare il programma con un volto rassicurante. Ora la palla passa a Carlo Conti, chiamato a dimostrare che il pubblico della prima Rete è pronto a tornare a casa insieme al festival.
Pare però quasi una mossa disperata, viste le condizioni delicate in cui versa la tv nazionale che continua a perdere riferimenti, e che – in vista della presentazione dei palinsesti del 3 luglio ad Ancona – sta cercando di correre ai ripari per portare una proposta adeguata di fronte a un pubblico sempre più esigente.