Monkey barring: l’incapacità di stare da soli nelle relazioni contemporanee

Dal trend virale a comportamento tossico nel dating: cos’è il Monkey Barring e perché riguarda (più di quanto pensi) le relazioni della Gen Z

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Giulia Farsetti

Giornalista e Sex Editor

Giornalista e Social Media Manager, da sempre ama scrivere, creare contenuti e raccontare storie. Da anni studia e scrive di benessere e sessualità. Gestisce diversi profili social e, da brava Vergine, adora organizzare tutto alla perfezione… Con immancabili evidenziatori colorati!

Hai mai sentito parlare di Monkey Barring? Hai pensato che fosse solo un buffo modo di parlare di scimmie? In realtà non è uno scherzo, ma una tendenza nel mondo degli appuntamenti e delle relazioni, che sta diventando virale nel mondo social e un pratica sempre più utilizzata nel dating.

Alcuni psicologi ed esperti del mondo delle relazioni lo descrivono come una possibile forma di tradimento emotivo, o comunque come un comportamento poco sano riguardo la propria emotività e la capacità di vivere le relazioni.

Vediamo insieme cos’è, perché ne parlano tutti, come influenza le relazioni e cosa puoi imparare da questo mondo.

Il Monkey Barring spiegato semplice

Il termine “Monkey Barring” deriva dal comportamento delle scimmie che rimangono aggrappate a un ramo o a una liane, oscillando, senza staccarsi, non prima di aver trovato un nuovo ramo o una nuova liane da afferrare.

Nelle relazioni descrive qualcosa di molto simile: una persona non lascia il partner attuale finché non ha già trovato un’altra persona, qualcuno con cui instaurare un legame romantico o emotivo.

Un nuovo nome per qualcosa di vecchio?

Forse hai già sentito termini come ghosting, breadcrumbing o situationship; bene, Monkey Barring si aggiunge a questa lunga lista di parole che la Gen Z ha coniato per dare un nome a comportamenti comuni nel dating digitale.

Questi atteggiamenti sono più o meno sempre esistiti; tuttavia prendono piede in questo periodo storico grazie a dei termini che vanno virali grazie a una spiegazione semplice di emozioni più complesse.

Sparire e ignorare una persona (ghosting), ad esempio, o non chiudere una relazione prima di averne trovata un’altra (monkey barring) erano atteggiamenti che già potevano succedere in passato. Solo che, adesso, nel mondo social e digital, è molto più facile attuarli ed etichettarli.

Perché Monkey Barring è considerato tossico

Esattamente come il ghosting, anche questo tipo di atteggiamento può provocare confusione e un abbassamento dell’autostima per chi lo subisce ed evidenziare una paura nel rimanere sole da parte di chi lo pratica. Quindi perché è un atteggiamento da non sottovalutare quando si presenta?

Spesso, il Monkey Barring nasce dalla paura: quella di restare soli e di affrontare le difficili emozioni che si provano quando si vive una rottura.

E la cosa peggiore è che può ferire la persona che attua il Monkey Barring, rendendola incapace di stare con se stessa e di affrontare determinati sentimenti, ed entrambi i partner: quello attuale, che non sa che la relazione è finita, e quello “nuovo”, che non sa di essere una sorta di “backup”.

Perché si fa Monkey Barring?

Per capire perché questa tendenza esiste, oltre il meme e l’online, può aiutare guardare alle motivazioni psicologiche e culturali:

Come non cadere nel Monkey Barring: consigli utili

Se, leggendo tutto questo, ti senti un po’ colpevole o un po’ confusa, niente panico. Non c’è niente di cui aver paura o vergognarsi: saper riconoscere il comportamento è già un passo enorme, che può essere approfondito grazie all’aiuto di un terapista.

Intanto, ecco qualche consiglio utile per non cadere nel Monkey Barring:

Monkey Barring non è solo un meme carino tratto da Instagram o un trend virale, ma un’etichetta che descrive una dinamica emotiva reale nel dating di oggi.

Alla fine, stare un po’ ferme sul ramo, da sole, prima di lanciarsi su quello nuovo può sembrare difficile… ma spesso è proprio lì che si fa il salto più importante: quello verso relazioni più sincere, chiare e sane, partendo da se stesse, per stare meglio anche con l’altra persona.

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