Influenza 2026-2027, come si manifesta, cosa ci aspetta davvero, come difendersi: cinque consigli dell’esperto

Per il 2026-2027 dobbiamo aspettarci una circolazione sostenuta di virus respiratori, influenza ma anche altre infezioni: sintomi e come difenderci.

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Secondo i dati dell’Osservatorio Salute IQVIA, presentati a Milano circa la metà degli italiani (48%) dichiara di aver avuto l’influenza o sintomi influenzali negli ultimi 12 mesi. Ma era davvero influenza? E soprattutto, se per una persona su due febbre, mal di testa, stanchezza e gli altri segnali dell’attacco del virus influenzale possono essere pesanti da affrontare (pur se con i farmaci sintomatici si tengono sotto controllo) come ci si può premunire? I dati dicono che quasi una persona su due sa affrontare i disturbi legati all’influenza senza il consulto del medico.

Ma è certo segno di una consolidata esperienza nella gestione di sintomi noti e di una crescente maturità nell’uso responsabile dei farmaci da banco. Nell’attesa, proviamo a leggere le “carte” dell’epidemia in arrivo.

“Dopo una stagione, quella passata, che ha superato i 15 milioni di casi, anche per il 2026-2027 ci attendiamo una circolazione sostenuta di virus respiratoriinfluenza, ma anche RSV, SARS-CoV-2 e rhinovirus – con una stima nell’ordine dei 12-14 milioni di casi complessivi – segnala Fabrizio Pregliasco, Professore Associato del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario Aziendale dell’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio di Milano.

I segnali che arrivano dall’emisfero australe, dove al momento prevale il ceppo A/H3N2, ci invitano a non abbassare la guardia: la circolazione precoce di più virus può creare una sorta di ‘pre-stagione’, con un progressivo aumento degli accessi agli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri, mentre l’influenza vera e propria tende a diventare protagonista nel cuore dell’inverno”.

Sarà proprio influenza?

Tra chi ha avuto l’influenza, i sintomi più diffusi sono stati raffreddore (83%), tosse (72%), dolori e malessere (62%), mal di testa (56%), febbre oltre i 38° (46%) e disturbi gastrointestinali (27%), per una durata media di 6 giorni.

Il quadro cambia con l’età: i più giovani (under 35) riportano una sintomatologia più articolata, con una maggiore incidenza di mal di testa, febbre e disturbi gastrointestinali rispetto alle fasce più anziane (over 60) dove alcuni sintomi, come la febbre alta, sono meno frequenti.

“Quello che chiamiamo comunemente ‘influenza’ comprende in realtà molte infezioni diverse – commenta Pregliasco –. La vera influenza ha un esordio brusco, con febbre oltre i 38 gradi, almeno un sintomo respiratorio – come tosse o mal di gola – e almeno un sintomo sistemico, come i dolori muscolari o la spossatezza: quando questi elementi sono presenti insieme siamo, con buona probabilità, di fronte all’influenza vera e propria; se ne manca uno, si tratta più facilmente di una delle numerose sindromi simil-influenzali”.

Occorre però fare attenzione alle persone fragili, che a volte possono mostrare manifestazioni meno intense. Pensate solamente agli anziani. Anche in presenza di vera influenza, la febbre può non essere particolarmente elevata, a causa di una risposta immunitaria meno pronta: per questo la soglia di attenzione deve essere più alta e vanno osservati altri segnali, come la confusione mentale, l’aumento della frequenza cardiaca o respiratoria e un peggioramento generale delle condizioni.

Come affrontare i fastidi

Dall’indagine emerge che circa un italiano su due (51%) gestisce l’influenza in autonomia, affidandosi all’automedicazione responsabile e al consiglio del farmacista; l’altra metà (49%) si rivolge a un medico, prediligendo il medico di medicina generale (35%) come principale punto di riferimento a cui chiedere indicazioni.

I farmaci di automedicazione si confermano un presidio centrale per la gestione dei sintomi – sia in autonomia sia su indicazione del medico – con le donne che vi ricorrono più frequentemente.  “I farmaci di automedicazione servono ad attenuare i sintomi, non ad azzerarli: è come abbassare il volume di una radio, che continua comunque a funzionare” – segnala Pregliasco -. Riposo e idratazione restano parte integrante della gestione della malattia e aiutano anche a non contagiare gli altri”.

L’antibiotico, invece, va assunto solo su indicazione del medico e in presenza di una sovrainfezione batterica: usarlo impropriamente non aiuta contro i virus e favorisce l’antibiotico-resistenza. “Allo stesso modo, una febbre alta non è di per sé un motivo per recarsi in Pronto Soccorso, che va riservato ai reali segnali di allarme, soprattutto negli anziani e nei soggetti fragili” – fa sapere l’esperto –“.

La protezione del vaccino

Sul fronte della prevenzione vaccinale, poco più del 20% degli italiani dichiara di essersi vaccinato contro l’influenza nell’ultimo anno, un dato dimezzato rispetto al 2021. L’adesione è più alta tra gli over 60 (38%), che si affidano soprattutto al medico di famiglia, mentre la farmacia è il principale punto di riferimento per i più giovani. Guardando avanti, 1 italiano su 3 intende vaccinarsi nella prossima stagione (1 su 2 tra gli over 60), in calo rispetto al 2022: nelle intenzioni si rafforza il ruolo della farmacia come punto di accesso immediato.

Vaccinarsi non significa avere la certezza di non ammalarsi – fa notare Pregliasco -. Il valore del vaccino sta soprattutto nella riduzione delle forme gravi, delle complicanze e delle ospedalizzazioni, in particolare nei soggetti vulnerabili. Quest’anno il vaccino antinfluenzale può essere co-somministrato con quello contro il Covid-19 e, per gli anziani e le persone a rischio, l’appuntamento diventa l’occasione per valutare anche altre protezioni, dallo pneumococco alle strategie contro l’RSV. L’obiettivo è sfruttare ogni occasione utile per proteggere i più fragili, senza considerare la vaccinazione come un appuntamento isolato”.

Il consiglio dell’esperto è comunque semplice: occorre avere fiducia nella prevenzione vaccinale. “La stanchezza maturata dopo la pandemia non deve trasformarsi in una rinuncia alla prevenzione – è il monito di Pregliasco -. Vaccinarsi quando indicato – contro influenza, Covid-19, pneumococco e RSV – è parte di una strategia più ampia di protezione, soprattutto per anziani e fragili.

Cinque consigli utili

  1. Usare bene i farmaci di automedicazione in presenza di disturbi: i sintomi lievi possono generalmente essere gestiti con riposo, idratazione e farmaci da banco appropriati, scegliendo il trattamento in base ai sintomi realmente presenti. Fondamentale leggere sempre il foglietto illustrativo e rispettare dosaggi e tempi di assunzione.
  2. Non assumere antibiotici se non su indicazione medica: la maggior parte delle infezioni respiratorie all’esordio è virale e non beneficia dell’antibiotico, che va assunto unicamente in caso di sovrainfezione batterica accertata o sospettata dal medico. Un uso improprio favorisce l’antibiotico-resistenza.
  3. Non accalcarsi nei servizi sanitari: il Pronto Soccorso va riservato ai reali segnali di allarme, evitando accessi impropri che contribuiscono al sovraffollamento. Per dubbi o sintomi che non migliorano dopo alcuni giorni, farmacista e medico di famiglia sono i primi riferimenti.
  4. Ad ognuno la sua risposta: i giovani e gli adulti sani non devono sottovalutare la malattia né continuare le normali attività quando sintomatici sia per non rischiare sovra infezioni sia per non contagiare gli altri; per anziani e fragili la soglia di attenzione deve essere più bassa, con monitoraggio vigile dell’evoluzione della malattia; per i bambini molto piccoli va posta attenzione ai sintomi respiratori e al rischio legato all’RSV.
  5. Puntare sulla prevenzione quotidiana: lavarsi spesso le mani, arieggiare regolarmente gli ambienti, indossare la mascherina in caso di sintomi, in luoghi affollati e contatto con persone fragili e mantenere uno stile di vita sano contribuiscono a ridurre la diffusione dei virus e il rischio di complicanze.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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