- In Italia la salute orale preoccupa: molti adulti hanno perso denti, temono future perdite e si sentono poco preparati sulla prevenzione.
- Il 46° Mese della Prevenzione Dentale rilancia controlli regolari e abitudini quotidiane corrette per ridurre rischi legati a carie, gengive e fumo.
- La perdita di un dente pesa anche su autostima e relazioni, ma gli esperti insistono su percorsi personalizzati e accessibili.
Vi è mai capitato di dover rinunciare ad una foto per la paura che la bocca non sia in forma e il sorriso non sia esattamente invidiabile? Se la risposta è positiva, sappiate che siete in buona compagnia. Perché la sofferenza dei denti è un fattore che unisce moltissime persone, ad ogni età.
Lo dicono le cifre: 1 adulto su 2 in Italia ha già perso almeno un dente naturale, solo 1 adulto su 10 valuta la propria salute orale come “eccellente”, 7 persone su 10 temono di perdere denti in futuro, solo 4 persone su 10 si sentono sicure di sapere come prevenire la perdita dei denti. Ma per fortuna, la prevenzione non è solo una chimera. Solo bisogna avere fiducia negli igienisti e nei dentisti per giungere alla meta di un sorriso splendido.
8 persone su 10 ritengono che la prevenzione valga lo sforzo anche in assenza di problemi evidenti. E 7 persone su 10 si prenderebbero più cura dei denti se la prevenzione fosse più accessibile.
È da queste cifre che parte il 46° Mese della Prevenzione Dentale, la più longeva iniziativa italiana dedicata alla prevenzione orale, promossa da ANDI –Associazione Nazionale Dentisti Italiani – e Mentadent.
Un’occasione importante perché, come mostrano i numeri della ricerca sopracitati, molte persone non sanno realmente da dove cominciare o quali comportamenti siano davvero decisivi per proteggere i denti nel tempo e prevenirne la perdita.
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Quanto pesa perdere un dente
Oltre la salute e l’estetica, bisogna sempre ricordare che la caduta di un dente non è una conseguenza inevitabile dell’età. Tra i giovani, sempre stando alla ricerca online su 2000 persone presentata in occasione del via dell’iniziativa di prevenzione, il 26% del campione, a 30 anni, ha già perso almeno un dente.
La perdita dei denti, va detto, va oltre la salute orale e non incide solo sulla funzionalità della bocca, ma può compromettere sicurezza in sé, relazioni sociali e qualità della vita. Infatti, tra coloro che hanno perso un dente, 1 persona su 2 dichiara di provare ansia e circa 3 su 10 si sente in imbarazzo relativamente a questa condizione.
Allo stesso tempo emerge un divario culturale: molti italiani sanno che la prevenzione è importante, ma solo 4 su 10 si sentono davvero sicuri dei comportamenti da adottare per proteggere i propri denti nel tempo ed evitarne la perdita. A questo si aggiungono ostacoli di diversa natura, tra i quali la difficoltà di accesso a controlli regolari e percorsi di cura continuativi per una parte della popolazione.
Per perdita dei denti, lo ricordiamo si intende esclusivamente la perdita di denti permanenti, spontanea o a seguito di estrazione. Sono esclusi i denti da latte, i denti del giudizio e le estrazioni per ragioni ortodontiche.
Perché si perdono i denti
La ricerca evidenzia che la perdita dei denti non è riconducibile a un’unica causa. Tra le persone che hanno già perso almeno un dente, le patologie del cavo orale – in particolare carie e malattie gengivali – rappresentano il principale fattore indicato, ma vengono citati anche altri elementi come l’età e l’invecchiamento, alcune condizioni di salute e abitudini legate ad alimentazione, fumo e igiene orale.
Proprio perché i fattori di rischio sono molteplici, la prevenzione deve essere personalizzata: parte dalla conoscenza del proprio profilo di rischio e si traduce in comportamenti quotidiani corretti e controlli periodici dal dentista.
“Perdere i denti non è normale a nessuna età e non deve essere considerato una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento -ricorda Fabio Scaffidi, Coordinatore ANDI Nazionale del Mese della Prevenzione Dentale -. I denti, come qualunque altra parte del corpo, cambiano nel tempo, ma questo non significa che la loro perdita sia un destino già scritto. La prevenzione quotidiana, insieme a controlli regolari e a una corretta relazione con il dentista, può aiutarci a invecchiare in salute e a mantenere i nostri denti sani più a lungo”.
“La prevenzione è la massima espressione della nostra responsabilità sociale e deontologica come odontoiatri: attraverso il Mese della Prevenzione Dentale non promuoviamo soltanto la salute orale, ma riaffermiamo l’autorevolezza e il valore sociale della nostra professione.
Il successo dell’iniziativa passa dalla nostra capacità di ascolto e di guida, con un linguaggio comprensibile e motivante, capace di tradurre le informazioni in abitudini quotidiane di Prevenzione – è il messaggio di Corrado Bondi, Presidente nazionale ANDI –”. Per finire, ricordiamo che nasce l’HUB del Mese della Prevenzione Dentale, uno spazio digitale che raccoglie indicazioni pratiche validate dagli esperti e organizzate attorno a tre principi: conoscere il proprio sorriso, adottare corrette abitudini quotidiane e prendersi cura del proprio stile di vita.