“Più ti esponi al sole più sei protetto”, è polemica tra i dermatologi su melanomi e raggi UV

A scatenare il dibattitto sono le dichiarazioni di Debora Rasio, medico nutrizionista esperta in oncologia. Ma i dermatologi parlano di “falsi miti”

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Esporsi al sole, troppo, senza protezioni e negli orari sbagliati rappresenta un fattore di rischio per il melanoma, il tumore della pelle più diffuso. Così, almeno, ripetono da tempo i dermatologi. Ora, però, a far discutere è un video, postato da Debora Rasio sui propri account social, nel quale smentisce o quantomeno ridimensiona quelle che finora erano considerate delle certezze.

Il sole e il melanoma, cosa dice Debora Rasio

“Quando si parla di melanoma il primo pensiero è che sia causato dal sole. I dati, però, dicono altro”. Così Debora Rasio nel video finito al dentro delle polemiche. Il medico e nutrizionista, esperta in oncologia, mette in dubbio l’effetto negativo dei raggi solari nel favorire l’insorgenza di melanomi. “Una maggiore esposizione solare protegge dal melanoma, Addirittura chi si espone regolarmente al sole per lavoro ha un rischio di melanoma inferiore fino a circa il 40–50%, rispetto a chi trascorre la settimana prevalentemente al chiuso. Analogamente, un basso livello complessivo di esposizione al sole aumenta il rischio di melanoma”, spiega Rasio, che cita due studi internazionali pubblicati nel 1986 e nel 2014.

Creme solari: fanno davvero bene?

Rasio, però, ha affrontato anche un altro aspetto dell’esposizione ai raggi solari, ossia l’effetto delle creme protettive: “Le creme solari, invece, secondo uno studio su 500.000 persone, aumentano il rischio di tutti i tumori della pelle e soprattutto del melanoma”, afferma la dottoressa portando come prova i risultati di uno studio (Gene-Environment Analyses in a UK Biobank Skin Cancer Cohort – Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2023). Si tratta di parole che però hanno scatenato la dura reazione dei dermatologi.

La reazione dei dermatologi

“I falsi messaggi sono di per sé negativi ma quando mandati da medici sono estremamente pericolosi. È evidente e innegabile che i raggi UV siano cancerogeni e la principale causa di tumori della pelle. Negarlo è mistificazione e follia. Un albino (malattia che non fa produrre melanina alla pelle) in paesi ad alta esposizione solare svilupperà, se non adeguatamente protetto, già in giovanissima età e con certezza assoluta, numerosi tumori cutanei. Il messaggio che i dermatologi italiani vogliono ribadire per il bene della salute della pelle è che l’eccessiva e scorretta esposizione solare è il principale fattore di rischio di tumore alla pelle”, ha replicato il Direttivo SIDeMaST, la Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse, in merito al video pubblicato sui social da Debora Rasio, nutrizionista e specialista in Oncologia.

La raccomandazione degli esperti

“Per l’ennesima volta raccomandiamo prudenza e intelligenza a chi sta andando in ferie in questo momento dell’anno per evitare di dover rimpiangere in futuro le azioni di oggi – sottolineano i dermatologi – Inutile controbattere una tesi costruita sulla estrapolazione di un dato, e non sulla analisi del lavoro scientifico, che afferma esattamente l’opposto di quanto riportato dalla Collega oncologa: infatti il lavoro citato conclude che la principale causa dei tumori cutanei è l’esposizione agli UV e raccomanda protezione e prevenzione in tal senso, anche con la corretta applicazione di creme solari”, spiegano ancora gli esperti della SIDeMaST.

I dermatologi, “Le creme solari non sono cancerogene”

Gli stessi dermatologi, poi, insistono: “È inoltre importante ribadire che non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un effetto cancerogeno delle creme solari. Al contrario, si tratta di prodotti regolamentati, sottoposti a una rigorosa disciplina europea e a continue verifiche di sicurezza e a un costante monitoraggio da parte delle autorità competenti. I filtri solari autorizzati sono progettati per agire sulla superficie della pelle, senza oltrepassarne gli strati superficiali né determinare un assorbimento sistemico. Utilizzate correttamente, le creme solari rappresentano uno degli strumenti più efficaci, insieme agli altri comportamenti di fotoprotezione, per ridurre il rischio di tumori cutanei.

Rasio e la vitamina D

Rasio, però, non si ferma qui e affronta anche il tema dei benefici dell’esposizione al sole, in termini di produzione della vitamina D che, dice, “produciamo esponendoci al sole è il più importante fattore protettivo dal melanoma: Inibisce la via Wnt/β-catenina, una delle principali vie che guidano proliferazione, invasività e metastatizzazione del melanoma; potenzia l’immunità antitumorale, riduce l’espressione di numerose vie proliferative, riduce la formazione di metastasi nei modelli sperimentali ed è un fattore prognostico indipendente di sopravvivenza sia nel melanoma primitivo sia in quello metastatico”.

L’invito alla moderazione

Nel suo video Rasio prosegue, però, invitando anche alla moderazione. In particolare, punta l’attenzione sull’importanza di evitare le scottature: “Esponiamoci al sole con buon senso, evitando le scottature. La dose giusta è diversa per ogni tipo di pelle, deve stimolare la produzione di melanina senza arrivare a scottare. Proteggiamoci dagli eccessi con schermi fisici: cappello, maglietta e ombrellone. Buona estate in salute!”.

Buon senso e sensazionalismo

I dermatologi SIDeMaST esortano, comunque, al buon senso e ad evitare sensazionalismi: “È però altrettanto importante evitare messaggi semplicistici nel senso opposto: prendere il sole non è di per sé dannoso. Una corretta esposizione solare apporta benefici all’organismo, tra cui la sintesi della vitamina D. Ciò che aumenta il rischio di tumori della pelle è un’esposizione eccessiva e non protetta, soprattutto nelle ore centrali della giornata, associata a esposizioni prolungate e a scottature solari ripetute”, concludono.

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