Le bevande più dissetanti quando il caldo è insopportabile (e quali evitare)

Con l’aumento delle temperature il corpo fatica a “raffreddarsi”: ecco come aiutarlo, con le giuste bibite

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Alle prese con la terza ondata di calore record dell’estate 2026 e in attesa dei primi temporali che porteranno a un abbassamento delle temperature, diventa ancora più importante non trascurare la corretta idratazione. Perché la termoregolazione dell’organismo funzioni al meglio, dunque, occorre bere non solo le quantità adeguate, ma anche bevande che dissetino al meglio. La principale è l’acqua naturale, ma come renderla più piacevole e che alternative scegliere (o non scegliere)? Ecco i consigli degli esperti.

Caldo, bere in modo adeguato: quanto?

La prima domanda è sempre relativa ai quantitativi. Se in passato spesso ci si è affidati al numero di bicchieri minimi di acqua (Quattro? Otto? Di più?), da tempo le indicazioni degli esperti sono chiare: “Bere almeno 2 litri di acqua al giorno, preferibilmente fuori dai pasti, per mantenere il corpo idratato. Infatti, il caldo – e il sudore corporeo che ne deriva – portano a una disidratazione più veloce, per questo la regola dei 2 litri d’acqua al giorno, nei mesi estivi, diventa ancora più necessaria. Bevete senza aspettare di avvertire la sete: si tratta di uno stimolo che è già di per sé sintomo di disidratazione”, esorta Laura Rossi, direttrice del Reparto alimentazione, nutrizione e salute dell’Istituto Superiore di Sanità.

No ad alcolici e bevande zuccherate

Un altro must riguarda poi le bevande zuccherate e gli alcolici che, secondo gli esperti andrebbero evitare in particolare nei periodi di caldo intenso: “Gli alcolici e le bevande zuccherate possono contribuire alla disidratazione e rallentare la digestione. Così come è importante bere molta acqua, lo è altrettanto limitare il consumo di alcolici, che sembrano dissetarci, ma in realtà contribuiscono ad aumentare la disidratazione – spiega ancora Rossi – Anche i cocktail, alcolici e analcolici, e le bibite gassate sono da evitare. Lo stesso vale per le bibite analcoliche, che contribuiscono ad aumentare i livelli di zuccheri nel nostro organismo senza dissetare veramente. A queste bevande, dunque, sono da preferire gli infusi freddi con frutta ed erbe di stagione”.

Le acque aromatizzate

Un’alternativa alla semplice acqua naturale, anche per invogliare chi tende a idratarsi meno (come gli anziani o i bambini) sono le acque aromatizzate. La Fondazione Veronesi, per esempio, spiega come prepararne alcune gustose. È sufficiente prendere una bottiglia di vetro, versarvi all’interno dei frutti (per esempio, quelli di bosco), aggiungendo alcune foglie di basilico o una fetta di limone, lasciando in infusione in frigorifero, da un paio d’ore a tutta la notte. È sempre la Fondazione, però, a ricordare alcuni falsi miti da sfatare, riguardo le acque aromatizzate. Per esempio, gli esperti smentiscono che l’acqua e limone abbia, di per sé, proprietà brucia-grassi o disintossicanti. Se si soffre di patologie specifiche, inoltre, è sempre bene prestare attenzione agli ingredienti delle bevande. Un consiglio valido in generale per tutti è di preferire frutti o altri ingredienti a basso contenuto di potassio, come i mirtilli, le ciliegie o il cetriolo.

Quali ingredienti scegliere

Altre indicazioni, nella scelta delle bevande aromatizzate, sono di prediligere ingredienti freschi e ben lavati, includendo lime e foglie di menta, particolarmente dissetanti, oltreché che dall’effetto drenante. Per chi punta anche ad assumere bibite antiossidanti si può puntare sui frutti rossi, come mirtilli e lamponi, mentre hanno maggiori proprietà digestive le acque aromatizzate allo zenzero (tagliato a fettine) e al rosmarino, a patto di non avere più difficoltà nella digestione di questi alimenti.

Meglio la preparazione casalinga

Sicuramente, per ottenere un effetto rinfrescante evitando controindicazioni (a partire da una maggiore sensazione di sete) è bene puntare sul fai-da-te, con ricette semplici, senza ricorrere a prodotti già confezionati. Molti, infatti, contengono aromi – naturali o sintetici – zuccheri, emulsionanti, coloranti, conservanti e talvolta anche grassi. Come ricordava di recente la rivista francese 60 Millions de Consommateurs, pubblicata con il contributo dell’Istituto Nazionale dei Consumatori, spesso i prodotti aromatizzati hanno il “profumo di illusione”: “L’uso della parola generica ‘aroma’ nell’elenco degli ingredienti è fuorviante. Se non è specificato ‘aroma naturale’, si tratta solitamente di un aroma di sintesi chimica (artificiale)”. Sottolineando come gli aromi sono presenti in oltre il 30% dei prodotti alimentari, acque incluse, il magazine specifica che “le Eaux Aromatisées” come tè freddi e infusi spesso sono “concentrati di additivi”.

Tè freddo, tisane e karkadè, fatti in casa

Meglio, allora, puntare su bevande fatte in casa anche quando si tratta di tè freddo o succhi di frutta. Preparato in pochi minuti e tenuto pronto in frigorifero, rappresenta un ottimo ritrovato dissetante e senza zuccheri aggiunti. Si può scegliere, poi, tra le versioni classiche (nero, verde, early grey oppure matcha, ecc.) e quelle fruttate come quelle alla pesca o albicocca, magari arricchite con una foglia menta o qualche goccia di limone. Lo stesso vale per le tisane e il karkadè, originario di alcune zone dell’Africa e del Medio Oriente, dove è molto utilizzato proprio per contrastare la sete. Rispetto al tè, inoltre, non contiene teina (né caffeina), è ricco di antiossidanti, vitamina C e sali minerali, e ha proprietà diuretiche e leggermente ipotensive: è indicato, quindi, anche per chi soffre di ritenzione idrica e pressione alta.

Voglia di frutta sì, ma naturale

Per chi non ama sapori aciduli o amari, come quelli di tè e karkadè, si può puntare invece su succhi di frutta, spremute o centrifughe non confezionate in modo da evitare zuccheri aggiunti, conservanti e coloranti, che stimolano la sete e alzano la glicemia. Per ottenere dei frullati dissetanti, per esempio, si possono scegliere anguria, fragole e qualche foglia di basilico evitando, invece, banane o mango che, nonostante le ottime qualità nutrizionali, sono più zuccherini.

 

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