Re Carlo licenzia la nipote Eugenia, la maledizione degli York colpisce ancora

Quella che era iniziata come una promettente collaborazione tra la Principessa Eugenia e la Fondazione di Re Carlo non si è conclusa nel migliore dei modi

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

La collaborazione tra la Principessa Eugenia e la King’s Foundation di Re Carlo III si è conclusa nel silenzio più assoluto, alimentando interrogativi e speculazioni. La figlia dell’ex Principe Andrea era stata nominata nel maggio 2025 tra i mentori del progetto 35 Under 35, iniziativa creata per sostenere giovani talenti nei settori dell’arte, della moda, dell’architettura e della sostenibilità.

All’epoca della nomina, Eugenia aveva accolto l’incarico con entusiasmo, sottolineando l’importanza del lavoro svolto dalla fondazione e il suo desiderio di condividere la passione per le arti con le nuove generazioni. Nel novembre dello stesso anno aveva partecipato a una sessione di mentoring a Londra, raccontando come il mondo dell’arte avesse influenzato il suo percorso professionale.

Oggi, però, il suo nome non compare più tra i protagonisti del progetto. Secondo alcune indiscrezioni pubblicate dalla stampa britannica, la 36enne – tra l’altro incinta del terzo figlio – sarebbe stata rimossa dall’iniziativa dopo meno di un anno. Né Buckingham Palace né la King’s Foundation hanno però fornito spiegazioni ufficiali, lasciando aperta ogni interpretazione.

La pesante ombra dell’ex Principe Andrea

Le ricostruzioni emerse negli ultimi giorni puntano l’attenzione soprattutto sul peso delle controversie che continuano a coinvolgere Andrew Mountbatten-Windsor. Stando ad alcune fonti citate dai media britannici, la situazione che circonda l’ormai ex duca di York avrebbe finito per proiettare “un’ombra profonda” anche sulle attività pubbliche delle figlie Beatrice ed Eugenia.

Anche se non sono mai state considerate membri attivi della royal family in senso stretto, le due hanno goduto per anni di una posizione unica. Nipoti predilette della Regina Elisabetta, partecipavano regolarmente agli impegni ufficiali, presentavano un’immagine più moderna e mantenevano una notevole popolarità tra le giovani generazioni. Gli scandali del padre hanno velocemente cambiato la situazione.

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Eugenia era molto legata alla Regina Elisabetta (foto 2013)

Tra l’altro, non è la prima volta che Eugenia vede svanire un impegno pubblico: lo scorso marzo ha cessato di essere madrina di Anti-Slavery International, un’organizzazione contro la schiavitù che aveva sostenuto per sette anni. E anche quell’occasione non ci sono state dichiarazioni ufficiali a riguardo.

Nessuna rottura con Re Carlo ma restano molte domande

Nonostante le speculazioni, al momento non esistono elementi che facciano pensare a una frattura tra Re Carlo e la nipote. Buckingham Palace ha recentemente fatto sapere che il sovrano è felice per la terza gravidanza di Eugenia, un dettaglio che sembrerebbe escludere tensioni personali tra i due.

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Eugenia di York

Esiste però un dibattito più ampio all’interno della monarchia sul futuro delle Principesse di York e sul loro ruolo pubblico. Stando ad alcune indiscrezioni circolate negli ambienti reali, il Principe William e la Regina Camilla sarebbero favorevoli a prendere ulteriormente le distanze dal ramo York, mentre altri membri della famiglia starebbero spingendo per mantenere Eugenia e Beatrice pienamente integrate nella vita familiare.

A rendere ancora più complessa la vicenda c’è una seconda versione dei fatti. Alcune fonti sostengono infatti che l’esperienza di Eugenia nella King’s Foundation fosse destinata a concludersi naturalmente, essendo legata alle celebrazioni per il 35° anniversario dell’organizzazione. Una spiegazione molto diversa da quella di un presunto allontanamento.

Insomma, per ora resta soltanto una certezza: il coinvolgimento della Principessa nel progetto, annunciato con grande enfasi appena un anno fa, si è concluso senza comunicati ufficiali e senza una spiegazione chiara. Un dettaglio che continua – giustamente –  ad alimentare interrogativi tra sudditi e non.

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