Su TikTok è pieno zeppo di video aesthetic tipici della Main Character Syndrome.
Tranquille, non è una vera sindrome. Ma uno stile di vita che ha preso sempre più piede: vivere ogni giorno come se noi fossimo le protagoniste della nostra storia.
Un bellissimo modo di vedere le cose, ma che sui social può assumere forme pressanti, come il dover rendere ogni giorno speciale e degno di essere ripreso in un video.
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Main Character Syndrome: viviamo come se fossimo osservate
Sui social passa spesso come una semplice routine romanticizzata. In realtà, la Main Character Syndrome ha uno sfondo psicologico, in cui la persona si percepisce come parte di una sceneggiatura di un film. Gli altri? Sembrano solo comparse.
È facile rendere aesthetic la propria giornata o la propria esistenza: bastano le inquadrature giuste, uno storytelling incentrato sui traguardi raggiunti e un pizzico di instancabile positività.
Qualcuno potrebbe dire che siamo egocentriche. Per gli standard che vediamo oggi, siamo semplici ragazze che omaggiano la propria vita all’estremo.
Non è difficile capire come siamo arrivate a vivere sentendoci costantemente sotto i riflettori. I vlog, i GRWM, o i nostri amati dump su Instagram, hanno reso cinematografici i momenti di vita quotidiana, proprio come se fossimo sul set di una serie tv. A chi non è mai piaciuto sentirsi la protagonista della trama di un film, dove tutto accade per una ragione?
La narrazione sui social ci ha dato la perfetta scusa per rendere tutto ciò realtà. Condividendo continuamente video o foto sui social, il pubblico passivo che assiste alle nostre avventure esiste, proprio come accade per un film.
I POV, ad esempio, sono uno strumento (spesso ironico) tramite cui narriamo ciò che ci succede. E perché non mettere in sottofondo qualche canzone struggente o cinematografica? Anche l’uso della musica contribuisce a creare quel piccolo universo che ruota attorno al video creato: chi lo crea, si sente sceneggiatore e protagonista, e chi guarda si sente partecipe e pubblico allo stesso tempo.
La Main Character Syndrome è una dinamica dura a morire, perché siamo tutte cresciute sperando di avere una vita talmente interessante da essere ripresa.
Il problema nasce quando vengono estetizzati momenti quotidiani, che sono belli proprio per la loro semplicità e perché li viviamo quasi inconsapevolmente, essendo grate senza bisogno di spettacolarizzazione. Viene meno l’autenticità, facendoci sentire anche nel pieno controllo della nostra vita, quando in realtà parte della percezione che abbiamo di noi dipende dalle reazioni degli altri, come i like e le views.
Cos’è davvero la Main Character Syndrome
La definizione è semplice, è ciò che ci suggerisce il trend Main Character Syndrome: significa vivere la nostra vita come se noi fossimo le protagoniste. Ci sentiamo al centro della narrazione. Beh, com’è giusto che sia.
Noi abbiamo potere solo su come decidiamo di affrontare gli ostacoli e le sfide che ci riserva la vita. Il resto è fuori dal nostro controllo, e prima lo impariamo, meglio staremo. Su chi ci circonda e sui loro comportamenti non abbiamo voce in capitolo. E forse, neanche le energie mentali per starci dietro.
Il trend della Main Character Syndrome porta all’estremo il concetto, trattando tutti gli altri come figuranti.
Potrebbe essere davvero il modo corretto di affrontare le giornate, se non fosse che finiamo per vivere sempre come se fossimo all’interno di un TikTok.
La narrazione che portiamo sui social (o se non pubblichiamo perché siamo troppo timide, quella con cui viviamo la vita) contribuisce a costruire la nostra piccola brand identity. L’insieme degli elementi visivi, comunicativi e valoriali con cui decidiamo di presentarci al pubblico dei social. Diventiamo le influencer della vita che viviamo, trasformando la nostra routine in una moodboard emotiva.
Il lato tossico della Main Character Syndrome
Romanticizzare la vita può essere un modo per affrontarla con più leggerezza. Ma quando anche le più semplici emozioni e le fasi di vita vengono trattate come micro-trend, tutto viene trattato come un’estetica.
Risultiamo disconnesse e lontane dalla nostra realtà: volevamo essere il main character ma finiamo per essere spettatrici del nostro stesso spettacolo.
Vivere sempre con “l’occhio da ripresa” toglie l’autenticità a ciò che viviamo, impedendoci di essere davvero felici, tristi, arrabbiate, o di imparare ad affrontare le situazioni. Le persone che ci circondano non sono altro che comparse, e ciò contribuisce a promuovere la cultura dell’individualismo.
Scrollando i contenuti in stile main character su TikTok, le nostre aspettative si alzano molto. I video per romanticizzare vengono creati apposta per riproporre le atmosfere da serie tv, e con la giusta musica ci sembra di assistere a una tipica giornata di Emily Cooper in Emily in Paris. La finzione supera la realtà, poiché quando ci accade qualcosa, la musica aesthetic di sottofondo non c’è. Finiamo così per vivere in un clima di pressione sociale e confronto continuo.
I contenuti idealizzati delle vite degli altri possono darci l’illusione che la vita da main character sia alla portata di mano. In poco tempo saremo deluse di sapere che non serve rendere ogni giorno cinematografico per dire di averlo vissuto davvero.
Main Character Syndrome: smettere di riprendere per i social e iniziare a vivere davvero
L’idea che c’è alla base della Main Character Syndrome non è affatto sbagliata. Siamo noi ad avere le redini della nostra vita, ed è chiaro che indirettamente siamo le protagoniste. Tenendo a mente l’energia giusta, dobbiamo cominciare a vivere per noi, non per documentare ed essere guardate.
Le persone che ci stanno accanto non sono semplicemente sullo sfondo, ma qualcuno con cui provare a costruire legami autentici. Non sono a nostra disposizione, sono persone che vanno capite e con cui trovare il giusto incastro.
La vita di ognuna di noi è speciale a modo suo, ed essere la main character ci può ricordare di essere presenti a noi stesse e alla nostra quotidianità.
Non abbiamo bisogno di un vlog per romanticizzare il giro al mercato che abbiamo fatto con una nostra amica: basta essere felici per i piccoli momenti di gioia e condivisione che abbiamo la fortuna di vivere.
Documentare per gli altri non ci farà essere più grate, ma trasformerà i momenti quotidiani in semplice materiale da scroll.
A lungo andare rischiamo di trasformarci in spettatrici di noi stesse, perdendo il focus di tutto: vivere davvero, apprezzando ogni momento attraverso i propri occhi e la propria persona.