Mangiare kiwi fa davvero bene all’intestino: arriva la conferma ufficiale

Il kiwi verde è il primo frutto fresco a ottenere un’indicazione sulla salute dall’Unione Europea: consumarne due al giorno favorisce la regolarità intestinale

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Redazione

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Intestino pigro, gonfiore e irregolarità sono disturbi più comuni di quanto si pensi. La buona notizia è che ora c’è una strategia in più per combatterli: mangiare due kiwi al giorno. A dirlo non è solo la tradizione popolare, ma anche un’indicazione ufficiale dell’Unione Europea, secondo cui il consumo regolare di questi frutti contribuisce alla normale funzione intestinale. Un riconoscimento importante, che accende i riflettori su un cibo semplice ma completo, che può diventare un vero alleato del benessere quotidiano.

Il riconoscimento dell’Unione Europea

Tra i tanti alimenti associati al benessere intestinale, il kiwi verde (Actinidia deliciosa, varietà Hayward) conquista un primato importante: è il primo frutto fresco a ottenere un’indicazione sulla salute dall’Unione Europea. Un risultato tutt’altro che scontato, ottenuto dopo oltre 15 anni di studi scientifici. Le cosiddette health claim, ossia le frasi che descrivono gli effetti benefici di un alimento, infatti, sono sottoposte a controlli molto rigorosi. Solo una piccola parte delle richieste presentate supera il vaglio dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Basti pensare che nemmeno i probiotici, spesso pubblicizzati per il benessere intestinale, hanno ancora ottenuto l’approvazione ufficiale. Nel caso del kiwi verde, invece, le prove sono state ritenute sufficienti: il consumo quotidiano di due kiwi (circa 200 grammi di polpa) aiuta la regolarità intestinale, senza effetti indesiderati come la diarrea. La dicitura approvata è chiara e comprensibile per tutti: “il consumo di kiwi verdi contribuisce alle normali funzioni intestinali grazie a un aumento della frequenza di evacuazione”.

Tutto merito delle fibre

Il segreto del kiwi sta soprattutto nel suo contenuto di fibre, circa 3 grammi ogni 100 grammi di polpa. Una combinazione equilibrata che lavora in modo naturale e dolce sull’intestino: le fibre solubili ammorbidiscono le feci, mentre quelle insolubili ne aumentano il volume, facilitando il transito e rendendo l’evacuazione più regolare. A fare la differenza è anche l’elevata quantità di acqua contenuta nel frutto, che contribuisce a “riattivare” l’intestino con delicatezza, senza forzature. Ma non è tutto.

Le fibre del kiwi rappresentano un vero nutrimento per i batteri “buoni” dell’intestino, favorendo l’equilibrio del microbiota. Un aspetto importante non solo per la regolarità, ma anche per le difese immunitarie, il benessere generale e persino l’umore. Inoltre, le fibre facilitano il controllo della glicemia e il senso di sazietà: ecco perché il kiwi si rivela un alleato prezioso anche nei percorsi di alimentazione equilibrata, quando si cerca leggerezza senza rinunciare al gusto.

Lo sapevi che…

Un concentrato di nutrienti preziosi

Fibre a parte, il kiwi è una vera miniera di micronutrienti. In media, 100 grammi di polpa forniscono poche calorie ma una notevole quantità di vitamine, minerali e composti antiossidanti. Spicca soprattutto la vitamina C, spesso presente in quantità superiori a quelle degli agrumi, fondamentale per rafforzare il sistema immunitario, contrastare la stanchezza e favorire la produzione di collagene. Il kiwi è anche ricco di actinidina, un enzima che facilita la digestione delle proteine. È il motivo per cui questo frutto viene spesso consigliato a chi soffre di difficoltà digestive e dopo il consumo di pasti abbondanti: sostiene lo stomaco e riduce la sensazione di pesantezza.

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Come portarlo in tavola ogni giorno

Inserire il kiwi nella dieta quotidiana è semplice e piacevole, grazie al suo gusto fresco e alla facilità di abbinamento. Può essere consumato al naturale come spuntino di metà mattina o pomeriggio oppure a colazione insieme a yogurt, porridge o frullati. Si abbina bene a cereali integrali, semi e frutta secca, ma trova spazio anche nelle insalate di vegetali o legumi, grazie al suo sapore leggermente acidulo, che crea un contrasto fresco e interessante. Può essere utilizzato poi per cucinare dessert genuini e gustosi o per preparazioni più creative, come salse agrodolci.

L’importante è mangiarlo fresco e crudo, per preservarne al meglio le proprietà.
         

Fonti bibliografiche

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