Aria condizionata, che cosa accade davvero alla tua abbronzatura

L’aria condizionata può contribuire a cancellare l’abbronzatura, ma con qualche piccolo accorgimento è possibile preservare la tintarella estiva

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

Giornalista e content editor. Dalla carta al web e ai social racconta di lifestyle, cultura e spettacolo.

L’abbronzatura è il più caro dei souvenir estivi. Basta uno sguardo allo specchio per ricordarci degli spensierati momenti trascorsi al mare, anche nelle più stressanti delle giornate di lavoro. Quando siamo abbronzati, sembriamo tutti più rilassati, freschi e in forma. E nessuno vuole rinunciare a questa sensazione. Peccato che l’aria condizionata, ancora irrinunciabile, rischia di riportare in fretta il pallore cittadino. Ma ci sono dei semplici trucchetti che permettono di preservare la tintarella, pur rimandendo al fresco.

Perché l’aria condizionata può eliminare l’abbronzatura

Per mantenere l’abbronzatura, è prima necessario capire come funziona. Esposta alle radiazioni ultraviolette dei raggi salori, la pelle aumenta la produzione di melanina, che avviene nello strato più profondo dell’epidermide. Da qui, per limitare i danni dei raggi UV, la melanina migra verso gli strati più esterni, accumulandosi nei cheratinociti e dando alla pelle quel colore scuro che tanto ci piace. Di norma, se presa in modo corretto e con le dovute protezioni, l’abbronzatura dura circa 28 giorni, il tempo del fisiologico ricambio cellulare della nostra pelle.

L’aria condizionata non è in grado di agire su questo processo e non si può dire che elimini propriamente l’abbronzatura, ma può contribuirla a farla andare via prima. Perché l’aria secca dei condizionatori tende, appunto, a seccare la pelle. E quando la pelle non è abbastanza idratata, perde elasticità e si screpola, creando quelle che vengono chiamate squame sul suo strato più superficiale. Il termine suggerisce qualcosa di grave e vistoso, ma si tratta in realtà di un processo del tutto naturale e per lo più invisibile.

Nelle squame sono contenuti anche i pigmenti che danno colore all’abbronzatura che, distaccandosi, fanno tornare in superficie una carnagione più chiara. Le screpolature vengono interpretate dall’organismo come il segnale di una barriera (le pelle) vulnerabile e la risposta naturale è l’aumento della proliferazione di nuove cellule che sostituiscono più velocemente quelle già presenti.

Tra le cellule da sostituire anche quelle pigmentate (ovvero scurite dal sole), che completano più rapidamente il proprio ciclo. Ecco perché, esponendosi regolarmente all’aria condizionata, c’è il rischio che l’abbronzatura duri meno. Non si può dunque affermare che l’aria condizionata cancelli la tintarella – non vi sono riscontri scientifici a riguardo – ma è dimostrato che un’ambiente con scarsa umidità contribuisca notevolmente al ritorno del pallore.

Tutti i fattori nemici della tintarella

L’aria condizionata non è l’unico nemico dell’abbronzatura. Le potenziali minacce al colorito vacanziero sono numerose e, alcune, si nascondono in gesti quotidiani. La doccia, ad esempio. Lavarsi con acqua troppo calda può far raddoppiare la quantità di acqua che evapora normalmente dalla pelle, seccandola e danneggiandola (e avviando così il processo di turn over spiegato in precedenza).

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L’abbronzatura dura in media 28 giorni

Bisognerebbe prestare attenzione anche al bagnoschiuma utilizzato. I saponi funzionano grazie a molecole tensioattive con un’estremità che si lega ai grassi, rimuovendo così lo sporco depositatosi sulla pelle. Queste molecole possono però attaccare anche la rete naturale di grassi della barriera cutanea. Indebolita, la pelle diventa anche più sensibile a stress meccanici come quelli dovuti allo sfregamento dell’asciugamano durante l’asciugatura o all’utilizzo di scrub.

Infine, tra i nemici dell’abbronzatura, forse il più pericoloso, c’è la piscina. È il cloro presente nell’acqua, in particolare, a danneggiare la tintarella. Il cloro ha effetti diretti sul sebo, la sostanza grassa prodotta dalle ghiandole della pelle per formare una pellicola protettiva in superficie. Basta una singola nuotata per rimuovere una gran quantità di sebo, mentre il pH dell’acqua, più elevato di quello naturale dell’epidermide, riduce la coesine tra le cellule. Il risultato, ancora una volta, è quello di una barriera cutanea danneggiata e una pelle disidratata.

I trucchi per mantenere il colorito estivo

L’abbronzatura è destinata a scomparire col tempo, è inevitabile, ma vi sono alcuni trucchetti che possono aiutare a mantenerla il più a lungo possibile. Il primo consiglio è il più banale, ma anche il più efficace. Per mantenere la tintarella bisogna continuare a prendere il sole. Approfittando delle giornate di sole per pranzare all’aria aperta, stendersi al parco, di un weekend fuori porta o di una semplice passeggiata nel verde. Settembre è il mese giusto per continuare a prendere il sole, ma sempre e soltanto dopo essersi adeguatamente cosparsi di protezionale SPF – che, ricordiamo, andrebbe indossata ogni giorno, anche in città, anche nelle giornate di pioggia.

Utile anche scegliere bagnoschiuma pensati appositamente per preservare l’abbronzatura. Si tratta di saponi che contengono al loro interno agenti anti-desquamazione come acido ialuronico, burro di karité, olio di argan, aloe vera e pantenolo, antiossidanti e stimolatori naturali che contrastano i radicali liberi donando alla pelle un caldo colorito, tra i più comuni ed efficaci il beta-carotene, l’olio di buriti, la vitamina E e la vitamina C. Il consiglio è, in questo periodo, di sostituire la tradizionale crema idratante a una crema dopo sole, da utilizzare dopo ogni doccia.

Abbiamo detto che lo sfregamento è nemico dell’abbronzatura, potrà dunque sembrare un controsenso, ma in realtà lo scrub è uno dei modi per preservare il colorito delle vacanze, purché si faccia nel modo giusto. Di ritorno dal mare è preferibile optare per formule delicate, arricchite da microgranuli o enzimi e sostanze idratanti, nutrienti, antiossidanti e addolcenti. Da usare non più di una volta a settimana ed evitando massaggi troppo aggressivi.

La dieta per un colorito perfetto

La salute passa dal piatto, l’abbronzatura anche. Ci sono dei cibi che possono aiutare a mantenere la pelle sana e colorita. Tra le sostanze naturali alleate della tinterella troviamo il betacarotene, precursore della vitamina A (il tanto amato retinolo) che contrasta l’azione dei radicali liberi responsabile dell’invecchiamento cellulare. Si tratta del pigmento che da a frutta e verdura il tipico colore giallo, arancione e rosso. Lo si trova in carote, pomodori, pesche e albicocche.

Tra le vitamine e i minerali che proteggono la penne dai danni del sole, mantenendola più sana e luminosa, ci sono le vitamine A, C, E, il selenio, lo zinco e il coenzima Q10. Via libera ad agrumi, olio d’oliva (meglio se usato per condire a crudo), ma anche pesce e crostacei, frutta secca e semi, legumi e cereali integrali. Infine, antiossidanti per mantenere la pelle elastica come Omega 3 e 6, presenti in grandi quantità nella soia, nei semi di lino e chia, e in pesci come salmone, sgombro, sardine, acciughe e tonno.

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