Soffiando nel vento, di cosa parla il libro di Giovanna Botteri

Soffiando nel vento è il primo libro di Giovanna Botteri. Un saggio che racconta l'Italia di ieri e di oggi, attraverso le storie di donne che hanno scelto di non arrendersi

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Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

Giornalista ed evocatrice di parole: appassionata di lifestyle, tv e attualità. Inguaribile curiosa, osserva il mondo. Spesso sorseggiando un calice di vino.

La giornalista Giovanna Botteri arriva in libreria con un saggio dedicato alla resilienza femminile nell’Italia di oggi. Soffiando nel vento. Donne che non si arrendono, pubblicato da Solferino, è un viaggio appassionato tra volti e battaglie quotidiane di donne che dimostrano come la vera forza risieda nella capacità di non piegarsi mai di fronte alle ingiustizie e alle fatiche del presente.

L’ispirazione di Giovanna Botteri

L’ispirazione del libro trae origine da una riflessione di Marjane Satrapi, secondo cui sono le donne a “fermare il vento”, appunto. Donne capaci di difendere la vita, resistendo talvolta anche nel silenzio: “Le donne fermano il vento, diceva Marjane Satrapi. Danno la vita e la difendono. Resistono in silenzio e si battono gridando forte. Loro sono libertà. Ascolta le loro voci, capirai anche la tua”.

A questa invocazione si affianca l’eco della celebre Blowin’ in the Wind di Bob Dylan, richiamata per denunciare quelle ingiustizie palesi che la collettività sceglie spesso di ignorare.

Definito una “inchiesta confidenziale”, il saggio di Botteri non si limita alla cronaca asettica, ponendo l’accento sul sentimento e sull’empatia. Qui l’esperienza giornalistica vuole illuminare il volto reale dell’Italia e le sue zone d’ombra, talvolta trascurate.

Chi sono le protagoniste di Soffiando nel vento

In Soffiando nel vento, l’autrice intreccia percorsi biografici differenti ma con qualcosa in comune: tutti raccontano di difesa della dignità e dei diritti civili. La memoria della Resistenza rivive attraverso Mirella Alloisio, la partigiana “Olga”, che nel 1945 a Genova vide sfilare i soldati tedeschi disarmati, dedicando poi la sua intera esistenza a spiegare alle nuove generazioni il valore irrinunciabile della libertà e della democrazia.

A questo esempio si affiancano storie contemporanee come quella di Dalia, che ha donato alle Cucine Popolari l’indennizzo della propria assicurazione, o quella di Silvia, che impiega le ferie lavorative per imbarcarsi con la Flotilla umanitaria diretta a Gaza. Si parla anche del riscatto intellettuale di Aya, rifugiata giunta attraverso i corridoi umanitari e ora ricercatrice all’Università di Siena, per poi tornare indietro alla memoria della fotografa rivoluzionaria Tina Modotti.

Giovanna Botteri celebra, infine, le battaglie comunitarie, dalle proteste delle donne siciliane di Niscemi alla solidarietà concreta mostrata dalle donne romagnole dopo la tragica alluvione.

“La grandezza e l’importanza immensa delle donne nella Storia non sta nell’appiccare gli incendi, cosa che difficilmente fanno: loro sono quelle che salvano la fiammella e riescono a proteggerla nonostante tutto affinché non si spenga – spiega la giornalista in un’intervista a La Stampa -. Le iraniane in questo sono esemplari: nonostante il khomeinismo e la repressione, hanno resistito, hanno aspettato, le madri hanno trasmesso alle figlie l’importanza di lottare per la propria libertà, e il senso stesso della libertà. Mahsa Amini è una di quelle figlie”.

Una riflessione sull’Italia di oggi

Si potrebbe definire un’antologia al femminile, ma Soffiando nel vento di Giovanna Botteri non intende essere una semplice raccolta di storie. Piuttosto, vuole essere una “radiografia” sociale e politica dell’Italia di oggi, di un Paese attraversato da disuguaglianze crescenti, da solitudine e disincanto verso la sfera pubblica. Un contesto, quest’ultimo, in cui le donne si trovano frequentemente a sostenere il carico più pesante di cura, tra continue precarietà e invisibilità istituzionale.

Ripercorrendo l’impegno concreto sul territorio, le vite raccontate nel saggio diventano uno specchio e ascoltarle consente di comprendere meglio le contraddizioni del nostro tempo. Nessun pessimismo alla base, ma un modo per riscoprire nel reale spunti che alimentino sentimenti di fiducia e riscatto, una spinta alla trasformazione per il futuro.

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