Il Festival di Sanremo 2026 si preannuncia come uno di quei palchi in cui il confine tra pop, rap e nuova scena urban diventa sempre più sottile e interessante. Tra i nomi dei Big in gara c’è anche Sayf, rapper che negli ultimi anni ha costruito un percorso solido nella scena italiana con sonorità contemporanee e un’estetica molto riconoscibile. Non è la classica penna “mainstream” della scena urban, ma è proprio questo a renderlo uno degli artisti più chiacchierati di questa edizione.
Prima di vederlo calcare il palco dell’Ariston, vale la pena ripercorrere chi è, da dove viene e quali sono le canzoni che raccontano meglio il suo mondo.
Chi è Sayf
Sayf, all’anagrafe Adam Sayf Viacava, è un rapper e produttore italo-tunisino di Genova, classe 1999, che ha costruito una cifra stilistica personale a metà tra street rap e cantautorato. In pochi anni è diventato uno dei nomi più interessanti della scena genovese contemporanea, non tanto per una corsa al successo quanto per la capacità di raccontarsi con sincerità e identità.
Il suo rapporto con la musica inizia presto: da bambino suona la tromba, poi crescendo si avvicina al mondo rap e urban, sviluppando un linguaggio che mescola radici, strada e sensibilità personale. È un percorso che si sente nei suoi testi, dove la dimensione intima convive con quella collettiva.
La sua scrittura è diretta e viscerale: mette in dialogo Genova e Tunisi, racconta la realtà senza filtri e pone al centro valori come fratellanza, unione e senso di famiglia. Tra i suoi primi passi ci sono due mixtape indipendenti, Sono triste ed Everyday Struggle, che già mostrano la sua attitudine e il suo modo di stare nella musica.
Il vero scatto di maturità arriva nel 2024, quando Sayf contribuisce a dare vita al movimento Genovarabe insieme ad altri artisti liguri come Helmi Sa7bi, Sossy, Marvin e Vincè: un collettivo che intreccia tradizione cantautorale genovese, sonorità arabe e vibrazioni urban contemporanee.
Nel 2025 pubblica il suo primo EP, Se Dio Vuole, un progetto che segna una tappa importante del suo percorso. Curato musicalmente da Dibla e Jiz, vede la partecipazione di nomi rilevanti della scena urban come Rhove, Ele A, Sethu, 22Simba, Kuremino e Disme.
E ora, nel 2026, Sayf approda all’Ariston: partecipa alla 76esima edizione del Festival di Sanremo con il brano Tu mi piaci tanto.
Sayf, le canzoni da ascoltare
Per entrare davvero nel mondo di Sayf, vale la pena partire dai brani che ne raccontano meglio le sfumature. Tra i pezzi da recuperare c’è sicuramente GENOVARABE, manifesto del collettivo e del suo immaginario: sonorità che oscillano tra Mediterraneo e metropoli, testi che parlano di appartenenza e identità senza mai risultare didascalici.
Un altro brano chiave è CHANELINA SOUBRETTE, insieme a Ele A e Disme, dove il suo flow si fa più tagliente e ritmato, mantenendo però quella vena poetica che lo contraddistingue. Se invece si vuole cogliere il suo lato più intimo, Sono triste resta una delle tracce più sincere e rappresentative dei suoi esordi, tra malinconia e lucidità emotiva.
E poi c’è Sto bene al mare, la collaborazione con Marco Mengoni e Rkomi che ha segnato l’estate 2025: un pezzo solare che ha mostrato come Sayf sappia muoversi anche su territori più pop.
A Sanremo 2026 arriva con Tu mi piaci tanto, un brano che si muove tra rap e melodia per un debutto all’Ariston che non sembra voler snaturare il suo percorso, ma piuttosto ampliarne la portata.