Presley Gerber, l’ultima apparizione coi genitori: cosa sappiamo sulle cause della morte

Il figlio di Cindy Crawford e Rande Gerber si è spento a soli 27 anni dopo un lungo percorso di riabilitazione. L'ultima volta di Presley Gerber con i genitori

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Martina Dessì

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Santa Monica, domenica 20 settembre. Una telefonata ai soccorsi poco dopo le 9:30, poi la notizia che nessuno avrebbe voluto apprendere: Presley Gerber, primogenito di Cindy Crawford e Rande Gerber, è morto a soli 27 anni. Negli ultimi anni aveva scelto di raccontare la sua storia, per provare a trasformare le sue fragilità in un messaggio per chi soffre in silenzio.

Come è morto Presley Gerber: cosa dicono polizia e medico legale

Dietro quella chiamata c’era una richiesta di intervento per un arresto cardiaco, seguita da una seconda segnalazione che parlava di overdose. L’indirizzo è quello di una struttura di riabilitazione dove Presley si trovava da qualche tempo. All’arrivo dei soccorsi non c’è più nulla da fare: i paramedici constatano il decesso alle 9:45.

Gli agenti hanno fatto sapere che il caso viene trattato come una sospetta overdose e che, al momento, non ci sono elementi che facciano pensare a un omicidio. È però importante essere chiari: le cause della morte di Presley Gerber non sono ancora ufficiali. L’autopsia è stata eseguita lunedì, ma il medico legale della contea di Los Angeles ha rinviato ogni conclusione in attesa di ulteriori esami, di cui non ha voluto rivelare la natura. In situazioni come questa possono passare mesi prima di un verdetto definitivo. La famiglia, tramite un portavoce, ha chiesto rispetto per la propria privacy in un momento così doloroso.

L’ultima apparizione pubblica con Cindy Crawford e Rande Gerber

L’ultima volta che il pubblico lo ha visto era l’11 giugno, a Malibu. Presley partecipava al lancio dei braccialetti We Are ENOUGH x Aviator Nation, il cui ricavato era destinato a organizzazioni impegnate sulla salute mentale. Mamma e papà Rande Gerber erano lì con lui, a sostenerlo mentre prendeva parte a una tavola rotonda sul benessere psicologico. Nelle foto sorride, con un braccio attorno alle spalle del padre.

Quel giorno aveva raccontato che a 23 anni era arrivata la svolta. Dopo un lungo periodo in cui i farmaci lo facevano sentire “diverso”, aveva cominciato a distinguere le voci nella sua testa dalla persona che sentiva di essere davvero. Crescere sotto i riflettori, aveva ammesso, lo aveva spinto a mostrarsi sempre in un certo modo. La libertà era arrivata solo quando aveva smesso di mentire a sé stesso. Al pubblico aveva lasciato il consiglio di muoversi anche nelle giornate storte, uscire, cercare il sole. E se manca perfino l’energia per quello, stendersi sull’erba.

Presley Gerber non aveva mai nascosto le sue battaglie. Nel 2023, ospite del podcast “Studio 22”, aveva definito la salute mentale un impegno che non conosce pause. Sperava che i suoi errori potessero essere utili a qualcun altro. Con i video dei “Mental Health Mondays” aveva portato quel dialogo su Instagram. In un filmato del dicembre 2025, poi rimosso, parlava dei farmaci presi contro gli attacchi di panico e di una grave perdita vissuta.

Anche la sorella Kaia Gerber, nella cover story di Vogue uscita ad agosto, aveva parlato della lunga lotta del fratello contro la dipendenza. Aveva confessato di essersi abituata a chiedere poco per lasciare spazio a lui, e ne aveva elogiato il coraggio di mostrarsi “molto umano” con tutti.

Scoperto da adolescente da IMG Models, volto di Moschino, Dolce & Gabbana e Calvin Klein, Presley lascia soprattutto una lezione importantissima. Parlare del proprio dolore non è debolezza, e chiedere aiuto, anche quando sembra impossibile, resta il gesto più coraggioso che esista.

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