Mediaset denuncia Corona. “Diffamazione e minacce”. Lui replica

Mediaset denuncia Fabrizio Corona per "diffamazione e minacce". La replica dell'ex re dei paparazzi sui social.

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

Lo scontro tra Mediaset e Fabrizio Corona entra in una fase ancora più dura e ufficiale. L’azienda televisiva ha infatti deciso di rivolgersi alla magistratura contro l’ex re dei paparazzi, accusandolo di aver superato ogni limite con dichiarazioni considerate gravemente lesive e intimidatorie. Una vicenda complessa che si intreccia con lo scandalo che ha travolto Alfonso Signorini e con il format social Falsissimo, diventato il centro di una battaglia giudiziaria e mediatica senza precedenti.

Mediaset denuncia Fabrizio Corona

Mediaset ha presentato una denuncia formale nei confronti di Fabrizio Corona per “diffamazione aggravata e minacce”, come rivela l’Ansa, in relazione ai contenuti diffusi nelle prime puntate di Falsissimo. Secondo quanto riferito, la società, assistita dall’avvocato Salvatore Pino, ritiene che le affermazioni di Corona abbiano danneggiato in modo serio e diretto l’immagine dell’azienda e dei suoi volti più noti, in particolare per quanto riguarda il cosiddetto caso Signorini.

Nelle puntate pubblicate su YouTube, Corona ha parlato di un presunto sistema interno, attribuendo ad Alfonso Signorini comportamenti gravissimi e annunciando ulteriori rivelazioni che, a suo dire, coinvolgerebbero altri personaggi legati a Mediaset. Proprio per questo l’azienda ha chiesto anche una misura di prevenzione, con l’obiettivo di impedirgli di tornare pubblicamente sull’argomento mentre l’inchiesta della Procura di Milano è in corso.

La posizione di Corona si complica anche sul piano giudiziario più ampio. Per giovedì 22 gennaio è infatti fissata un’udienza davanti al Tribunale civile di Milano, convocata dopo un ricorso d’urgenza presentato dagli avvocati di Signorini, Domenico Aiello e Daniela Missaglia. I legali chiedono un intervento immediato del giudice per bloccare la diffusione online della prossima puntata di Falsissimo, prevista per il 26 gennaio, ritenuta potenzialmente devastante sul piano personale e professionale.

Nel frattempo, Signorini, indagato per violenza sessuale ed estorsione, è stato ascoltato dagli inquirenti lo scorso 7 gennaio, mentre nei giorni successivi Antonio Medugno, ex concorrente del Grande Fratello Vip, ha confermato davanti ai magistrati le accuse già contenute nella sua denuncia. Parallelamente, la difesa di Signorini ha denunciato Corona anche per ricettazione e violazione della privacy, aggravando ulteriormente il quadro giudiziario.

La replica di Corona

La risposta di Fabrizio Corona non si è fatta attendere ed è stata, come prevedibile, durissima. L’ex re dei paparazzi ha parlato apertamente di una “guerra” ormai dichiarata, escludendo qualsiasi possibilità di accordo o mediazione. Secondo Corona, le azioni legali avrebbero l’obiettivo di zittirlo, ma lui ha ribadito di non avere alcuna intenzione di fermarsi e di voler continuare a raccontare quella che definisce “la verità”, anche su Mediaset stessa.

“Ormai è guerra, ve l’ho detto, trattative non ne facciamo. Racconterò tutta la verità anche su di voi, che coprite lui, per coprire voi. Per fermarmi mi dovete sparare”, ha scritto sui social.

Corona ha annunciato che il primo vero confronto avverrà proprio in tribunale, durante l’udienza civile fissata a Milano, dove si discuterà del ricorso d’urgenza volto non solo alla rimozione dei contenuti già pubblicati, ma anche al blocco preventivo di qualsiasi nuova diffusione. Per i legali di Signorini, la pubblicazione di ulteriori materiali comporterebbe un danno irreparabile, impossibile da contenere una volta che i contenuti iniziano a circolare in rete.

Dal canto suo, Corona continua a rivendicare il diritto di proseguire con Falsissimo, mentre la magistratura è chiamata a valutare se e come intervenire per limitare una narrazione che, secondo la difesa di Signorini, avrebbe già avuto effetti pesantissimi sulla sua vita privata, professionale e sul suo equilibrio psicofisico. Una vicenda che si preannuncia lunga e destinata a far discutere ancora per molto.

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