Marco Mengoni aveva promesso qualcosa di diverso e con il nuovo progetto sembra aver mantenuto la parola. Con Allo Sbagliato, il cantante mette momentaneamente da parte la dimensione dei grandi live e costruisce qualcosa di molto più piccolo, libero e imprevedibile. Sicuramente molto personale.
Il nuovo spazio apre a Milano dal 5 novembre e resta attivo fino a dicembre, con appena 500 persone per sera e una formula che cambia radicalmente le abitudini del pubblico. Qui, per esempio, lo smartphone resta fuori, chi arriva aspettandosi una lunga carrellata delle sue hit potrebbe avere qualche sorpresa. La stessa che avrà nel guardare i prezzi dei singoli concerti.
Marco Mengoni cambia repertorio: niente grandi successi “Allo Sbagliato”
Il punto di partenza di Allo Sbagliato è proprio questo: non aspettarsi il solito Marco Mengoni. Il cantante prende possesso del locale per 26 serate e si muove in un repertorio molto più libero rispetto a quello dei tour tradizionali.
Le canzoni che lo hanno portato al grande pubblico non sono al centro dello show esclusivo che ha pensato per i suoi fedelissimi. Brani come Due vite e L’essenziale, per esempio, restano fuori dalla scaletta, mentre trovano spazio pezzi meno scontati e numerose cover. Il riferimento è soprattutto il soul americano, con nomi come Marvin Gaye, Al Green e Donny Hathaway come principali ispirazioni del progetto.
Anche la parte musicale segue la stessa idea. Mengoni lavora con una band di dodici elementi e punta su arrangiamenti suonati dal vivo, lasciando più spazio possibile all’improvvisazione e alle variazioni da una sera all’altra. Il risultato, almeno nelle intenzioni poi si vedrà, è uno spettacolo che può cambiare continuamente plasmandosi sulle vibes del momento.
A rendere il club ancora più particolare ci pensa poi il cartellone degli ospiti. Tra i primi nomi annunciati ci sono Mace, Luca Ravenna, Sayf, Faccianuvola, Nuzzo e Di Biase, Rareş e Benjamin Clementine, ma molti altri artisti si aggiungeranno in scaletta man mano.
Niente telefoni durante lo show
C’è poi una regola che cambia completamente il modo di vivere la serata: durante lo show il telefono non si usa. Anzi, proprio non si porta. All’ingresso viene chiuso in una custodia che resta comunque con lo spettatore e, in caso di necessità, può essere sbloccata nelle aree predisposte.
Mengoni vuole così riportare l’attenzione sulla musica e su quello che accade nel locale, senza la presenza continua di schermi accesi, fotografie e video da pubblicare sui social. Per qualche ora il pubblico è invitato semplicemente a seguire lo spettacolo e a lasciarsi sorprendere da una scaletta che può cambiare di sera in sera.
Una scelta decisamente controcorrente in un momento in cui gli smartphone sono diventati una presenza fissa ai concerti. Allo Sbagliato punta invece su un’esperienza più raccolta, in cui il ricordo della serata conta più della possibilità di documentarne ogni minuto.
È polemica sui prezzi
Se la scelta sui cellulari incuriosisce, sono i prezzi dei biglietti ad aver fatto discutere di più. Per vedere Marco Mengoni nel club si parte da 100 euro, si arriva a 150 per alcune tipologie di posto e si toccano i 250 euro per chi sceglie di assistere allo spettacolo direttamente dal palco, con servizio al tavolo.
Cifre importanti, che ricordano da vicino quelle del prossimo – chiacchieratissimo – concerto degli Oasis. Diversi fan hanno infatti sottolineato quanto sia diventato impegnativo, dal punto di vista economico, seguire dal vivo i propri artisti preferiti, soprattutto quando agli appuntamenti musicali si sommano trasferte e altre spese.
Mengoni ha spiegato che i costi sono legati anche alla natura del progetto: la scelta di puntare molto sull’esecuzione dal vivo richiede infatti una struttura produttiva importante, anche per un locale di dimensioni ridotte. “È come una cena da uno chef stellato” – afferma. A questo punto le aspettative schizzano alle stelle (appunto).