Che fine ha fatto Lucio Corsi dopo Sanremo e l’Eurovision

Dopo un 2025 carico di successi tra Sanremo ed Eurovision, Lucio Corsi torna con un nuovo progetto discografico e le sue prime date nei palazzetti

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Nicoletta Fersini

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La chitarra a tracolla e lo sguardo sognante, i look glam rock e una dolce voce. È con questo mix che Lucio Corsi ha conquistato il pubblico nel 2025, infrangendo ogni cliché della discografia attuale. Il cantautore toscano sembrava essersi volutamente defilato dalle luci dei riflettori e, in effetti, così è stato. Ma no, nessun ripensamento: solo la voglia di dedicarsi a nuovi progetti dopo il successo al Festival di Sanremo e all’Eurovision Song Contest.

Perché è “sparito” dopo Sanremo e l’Eurovision

Il grande pubblico lo ha conosciuto sulle note di Volevo essere un duro, ballata di rara tenerezza sulla fragilità umana grazie alla quale si è distinto sul palco del Teatro Ariston di Sanremo. Era il 2025 quando conquistava il secondo posto al Festival della Canzone italiana (sotto la direzione artistica di Carlo Conti) e il Premio della Critica “Mia Martini”, regalandoci uno dei duetti più memorabili della kermesse musicale: lo storico duetto con Topo Gigio sulle note di Nel blu dipinto di blu.

Il viaggio di Lucio Corsi era proseguito poi sul palco dell’Eurovision Song Contest a Basilea. Anche lì era riuscito a conquistare il pubblico, stavolta internazionale, guadagnando il quinto posto con ben 256 punti complessivi. La conquista della Targa Tenco per la miglior canzone e per il miglior album aveva coronato il suo momento d’oro. E poi? A quel punto è arrivata impellente l’esigenza di allontanarsi dalle scene.

Come riporta il Corriere della Sera, il cantautore ha spiegato che la sua “scomparsa” è stata una scelta consapevole: “Ho passato il 2025 in giro a suonare, che è quello che mi piace fare, ma ho sempre tenuto al mio spazio sacro – ha spiegato -. Intorno a me ho avuto persone che comprendono le dinamiche di cui ho bisogno al di là del doversi far vedere per forza o del fare un brano per le radio. Non riuscirei a stare a quel gioco e non ho paura che qualcuno fermandomi per strada mi possa chiedere ‘ma dove sei sparito?'”.

I nuovi progetti e l’inedito Napoleone Buonanotte

Nel frattempo il cantautore ha aperto il suo studio di registrazione a Milano, in zona Città Studi, insieme all’inseparabile Tommaso Ottomano: “Si dice che Dizzie Gillespie e Chet Baker siano passati da qui. Lo abbiamo lasciato com’era: per fortuna nel corso degli anni nessuno lo aveva reso asettico come uno studio da dentista come in tanti altri casi è avvenuto. Abbiamo solo messo la moquette e gli zoccolini nuovi e lo abbiamo riempito di strumenti a partire da questo pianoforte a coda di fine ‘800 che ha un suono squillante, da saloon, mi ricorda Elton John e i Queen”.

Questa “pausa di riflessione” è stata tutt’altro che passiva, anzi lo ha spinto verso nuovi progetti e un nuovo capitolo discografico. La musica di Lucio Corsi riparte dall’inedito Napoleone Buonanotte, scritto e prodotto sempre a quattro mani con Ottomano e in uscita il 30 ottobre. “Stavo ascoltando Barbero [Alessandro, ndr] che parlava di Napoleone mentre giocavo a scacchi con Francis Delacroix. La sua storia è in linea con quella che volevo raccontare: avventure, vittorie e sconfitte, partenze e ritorni. Alla fine ne è uscito un Napoleone glam rock decadente e una canzone d’amore per la solitudine“, ha raccontato sulla genesi del brano.

Dopo sarà il turno delle sue prime date nei palazzetti, dal Nelson Mandela Forum di Firenze al Palazzo dello Sport di Roma, fino all’Unipol Forum di Milano. E sulla possibilità di partecipare di nuovo al Festival di Sanremo: “Va preso con le pinze: diventa anche la spiaggia su cui ti specchi per rifarti vedere. Se sarà il caso vedremo, ma devi avere la canzone giusta”.

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