Niente abito da diva, corsetto glitterato o minidress in lattice. Per il suo concerto al Blenheim Palace Festival, Katy Perry ha scelto di salire sul palco con una camicia bianca oversize e una cravatta luccicante, trasformando uno dei capi più rigorosi del guardaroba in un piccolo manifesto pop.
Katy Perry porta la camicia bianca sul palco, ma la trasforma in un costume pop
Il punto di partenza è apparentemente semplice: una camicia bianca dal taglio maschile, ampia, lunga abbastanza da sfiorare le cosce e indossata come un miniabito. In realtà, il capo è costruito per essere letto da lontano, quasi fosse una scenografia da indossare. Il colletto è netto, la linea delle spalle leggermente morbida, i polsini rigidi.
Sulla parte frontale della camicia indossata da Katy Perry, in grandi lettere nere, appare la frase “I am not a robot”.
Il richiamo può essere letto in tanti modi. Il più immediato è quello pop: Katy ha costruito gran parte della sua carriera su personaggi iper-colorati, look memorabili e performance che raramente cercano la discrezione. Ma dietro le parrucche, le caramelle giganti, gli alieni e le coreografie da cartoon, c’è sempre stata anche una donna che ha raccontato pubblicamente la fatica di tenere insieme immagine, lavoro e vita privata.
“I am not a robot” suona allora come una dichiarazione semplice, ma non banale. Non sono programmata. Non sono una macchina che deve funzionare sempre. Non sono solo il personaggio che il pubblico vuole vedere. È una frase che, indossata da una popstar abituata a essere osservata, commentata e trasformata in meme a ogni passo, acquista un peso diverso.
Durante il concerto inglese, Katy Perry ha parlato anche della difficoltà di attraversare i momenti in cui non ci si sente forti. “A volte il mio ruggito non era così forte, a volte l’ho dato via, a volte non mi sentivo di ruggire”, ha detto al pubblico. “La vita è davvero bella più a lungo decidi di viverla. Sono felice di aver scelto di vivere”. Parole molto intime, pronunciate in uno show che, almeno in superficie, era una festa californiana a base di hit e effetti speciali.
La frase sulla camicia sembra dialogare proprio con quel discorso. Non è una richiesta di compassione, né un messaggio drammatico. È una piccola rivendicazione di umanità, lanciata però nel modo più Katy Perry possibile: con una maxi scritta, una cravatta di cristalli e un fiocco tra i capelli.
Gli ex, il maxi telefono e il romanticismo che diventa parte dello show
Il Blenheim Palace Festival non è stato soltanto il luogo in cui Katy Perry ha sfoggiato uno dei look più curiosi del suo tour. È stato anche il palco su cui ha trasformato la propria vita sentimentale in materiale da show, senza prendersi troppo sul serio.
Durante Never Really Over, la cantante si è esibita davanti a un enorme telefono scenografico, rifiutando ripetutamente finte chiamate da “JM”, iniziali che rimandano a John Mayer, e da Diplo. Un gesto teatrale, volutamente sopra le righe, che sembra dire: certi capitoli possono anche tornare a chiamare, ma non è detto che meritino risposta.
Poi è arrivato il momento del gioco con il pubblico. Sugli schermi comparivano i volti dei fan e Katy Perry chiedeva loro di assumere pose diverse. A una spettatrice è stato chiesto di mimare la faccia di chi ha appena incontrato il proprio ex. La cantante ha commentato: “Spero che il mio ex non sia qui”. Una battuta rapida, che ha fatto sorridere la platea senza chiarire a chi fosse rivolta.
La vita sentimentale di Katy Perry, del resto, è sempre stata parte della narrazione pubblica attorno a lei. Dalla relazione con Russell Brand a quella con John Mayer, fino alla lunga storia con Orlando Bloom, padre di sua figlia Daisy, la popstar non ha mai potuto separare davvero la sua musica dal racconto mediatico delle sue relazioni. Questa volta, però, la sensazione è diversa: invece di farsi schiacciare dai riferimenti al passato, li inserisce nel suo spettacolo e li rende parte della gag.
Lo stesso accade con il nuovo amore. Durante una data del tour a Lisbona, sul grande telefono di scena sarebbero apparse le iniziali JPJT, che corrisponderebbero a Justin Pierre James Trudeau. Un dettaglio piccolo, quasi nascosto dentro il set, ma sufficiente a far parlare i fan. Sul palco inglese, Katy Perry ha inoltre dedicato I’m His, He’s Mine al suo attuale compagno, portando la relazione nel racconto dello show senza trasformarla in una dichiarazione troppo solenne.