Jessica Alba e Uma Thurman protagoniste a Parigi, il bianco e il nero diventano due dichiarazioni di stile

Alla sfilata Zimmermann Primavera/Estate 2027, Jessica Alba sceglie il completo crema mentre Uma Thurman punta su grigio e nero dalle proporzioni decise

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Ilaria di Pasqua

Lifestyle Editor

Nata a Carpi, si laurea in Fashion Culture and Management. La sua avventura nella moda comincia come Producer, ma nel 2020, con coraggio, diventa Web Editor, fonde stile e scrittura con amore.

Alla Paris Fashion Week basta spesso un dettaglio per raccontare due modi completamente diversi di intendere l’eleganza. Alla sfilata Primavera/Estate 2027 di Zimmermann, Jessica Alba e Uma Thurman lo hanno fatto senza bisogno di effetti speciali: una ha scelto la luminosità morbida del crema, l’altra si è affidata a una palette scura, quasi severa. Il risultato? Due look costruiti su proporzioni importanti e su una sartorialità rilassata, ma con personalità agli antipodi.

Jessica Alba, il completo crema che alleggerisce il power dressing

Jessica Alba arriva allo show di Zimmermann con un completo che parte da un grande classico del guardaroba maschile per poi smontarlo, ammorbidirlo e renderlo molto più contemporaneo. Il bianco ottico resta fuori scena: al suo posto c’è una tonalità crema calda, quasi burro, capace di dare luce senza risultare rigida.

Il blazer è monopetto, con spalle appena accennate e una linea fluida che accompagna il corpo invece di costringerlo. Non c’è quell’idea di power suit aggressivo che negli ultimi anni abbiamo visto ovunque: qui il tailoring si fa più morbido, più rilassato, e soprattutto gioca con il volume. Sotto la giacca, Jessica indossa un gilet coordinato direttamente sulla pelle, abbottonato sul davanti e con uno scollo a V piuttosto profondo. È il dettaglio che cambia completamente il tono del look, perché introduce una sensualità controllata in un outfit costruito quasi interamente su codici sartoriali.

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Jessica Alba agli arrivi dello show Zimmermann Primavera/Estate 2027

Poi ci sono i pantaloni. Ampissimi, a vita alta, con pieghe profonde e gambe talmente generose da ricordare, nel movimento, una gonna lunga. Sfiorano il pavimento e rendono la silhouette più slanciata proprio grazie all’eccesso di tessuto. Il gioco delle proporzioni funziona perché sopra tutto resta relativamente asciutto: il gilet definisce il busto, mentre blazer e pantaloni lasciano spazio al movimento.

L’attrice evita di trasformare la monocromia in qualcosa di troppo perfetto inserendo pochi contrasti ben calibrati. Gli occhiali da sole scuri, dalla forma compatta e leggermente rétro, interrompono la palette chiara, mentre una borsa in pelle nelle sfumature del marrone profondo aggiunge una nota più calda. Al collo, sottili catenine dorate sovrapposte portano un accento quasi boho all’interno di un look altrimenti molto sartoriale.

Anche il beauty resta volutamente rilassato. I capelli sono sciolti in onde morbide, texturizzate, con quell’effetto apparentemente poco studiato che in realtà funziona proprio perché evita qualsiasi rigidità. È un look da front row che non ha bisogno di urlare: Jessica Alba lavora sulle proporzioni, sulla luce e sulla possibilità di rendere femminile un tre pezzi senza trasformarlo in un esercizio di seduzione.

Uma Thurman, il nero si fa morbido tra maglia e volumi maxi

Se Jessica Alba sceglie la luce, Uma Thurman si muove nella direzione opposta. Il suo look per la Paris Fashion Week costruisce tutto intorno a nero, grigio fumo e antracite, con un risultato essenziale ma tutt’altro che piatto.

Il punto di partenza è un dolcevita in maglia a coste, compatto e avvolgente, in un grigio molto scuro. La lavorazione verticale segue il busto senza fasciare e porta una componente tattile che diventa fondamentale nell’insieme: non siamo davanti a un total black fatto di superfici uniformi, ma a un outfit che vive attraverso la differenza tra lana, maglia e tessuti più lisci.

Sopra, la Thurman porta una mantella-capotto drappeggiata sulle spalle, in una sfumatura carbone. Le linee sono ampie, quasi architettoniche, ma il capo non risulta pesante perché viene indossato con estrema naturalezza, lasciando le braccia libere e creando una silhouette che cambia a ogni passo. È probabilmente l’elemento più interessante del look: dà volume nella parte superiore senza trasformarsi in un capospalla rigido e introduce quel tipo di nonchalance che rende più moderno anche il guardaroba più classico.

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Uma Thurman agli arrivi della sfilata Zimmermann Primavera/Estate 2027

I pantaloni neri completano il lavoro sulle proporzioni. Sono a vita alta e si aprono in una gamba estremamente ampia, quasi a campana, fino a coprire gran parte delle scarpe. Dalle foto si intravede appena una punta nera, sufficiente a prolungare la linea della figura. Qui il richiamo agli anni Novanta è piuttosto evidente, soprattutto per il modo in cui il look rinuncia a qualsiasi decorazione superflua e lascia parlare tagli e volumi.

È un’eleganza che può ricordare quell’estetica minimalista e intellettuale che ha segnato una parte importante della moda di quel decennio: colori sobri, linee rigorose, pochi accessori e un’idea di lusso che non passa dai loghi. Oggi la definiremmo facilmente quiet luxury, anche se nel caso di Uma Thurman c’è qualcosa di più interessante della semplice discrezione: l’outfit è studiato, ma non cerca mai di apparire prezioso.

Anche il beauty segue la stessa logica. Il trucco è luminoso e leggerissimo, quasi impercettibile, mentre i capelli biondi sono lasciati sciolti, con onde appena accennate. Nessun gioiello vistoso, nessun elemento capace di distrarre dalla costruzione dell’outfit. È il tipo di styling che sembra semplice finché non si osserva davvero quanto ogni volume sia bilanciato.

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