A Parigi, tra sguardi rubati, sorrisi appena accennati e un’eleganza che sembra appartenere a un’altra epoca, Deva Cassel e Julien De Saint-Jean hanno attirato l’attenzione alla première de Il fantasma dell’Opera. I due giovani attori, protagonisti della nuova rivisitazione cinematografica del celebre romanzo di Gaston Leroux, hanno posato insieme davanti ai fotografi, regalando una serie di scatti dall’atmosfera decisamente romantica. E se la loro complicità non è passata inosservata, anche i look scelti per l’occasione hanno avuto parecchio da raccontare.
Deva Cassel e Julien De Saint-Jean, la complicità conquista la première di Parigi
Nella prestigiosa cornice del Pathé Palace di Parigi, si è tenuta l’anteprima de Il fantasma dell’Opera, il nuovo film diretto da Alexandre Castagnetti che riporta sul grande schermo una delle storie più affascinanti e tormentate della letteratura. Tra i protagonisti della serata, Deva Cassel e Julien De Saint-Jean, affiancati nel cast anche da Romain Duris.
Ma Deva e Julien sono una coppia anche lontano dal set? Le immagini raccontano certamente un bel feeling professionale, ma non costituiscono una conferma di una relazione sentimentale. I due condividono soprattutto un importante progetto cinematografico, nel quale interpretano personaggi legati da una storia intensa e complessa.
Deva, che in passato ha vissuto una relazione con Saul Nanni, conosciuto durante le riprese della serie Il Gattopardo, continua a mantenere una certa riservatezza sulla propria vita privata. Anche Julien preferisce lasciare che siano i suoi ruoli cinematografici, più che le indiscrezioni sentimentali, a parlare di lui.
Deva Cassel, l’abito verde salvia di Dior è un piccolo capolavoro di drappeggi
Per una première ambientata nell’universo dell’Opera, serviva un abito all’altezza della scenografia. E Deva Cassel ha scelto una creazione Dior della collezione Pre-Fall 2026 firmata Jonathan Anderson, una proposta che rilegge il fascino degli abiti storici attraverso proporzioni contemporanee e una costruzione decisamente teatrale.
A catturare immediatamente lo sguardo è il colore: una delicata sfumatura di verde mandorla, vicina al verde salvia, che sul raso luminoso assume riflessi quasi argentati. Una nuance sofisticata, perfetta per valorizzare l’incarnato chiaro di Deva e creare un contrasto raffinato con la sua lunga chioma scura.
La silhouette parte da un corpetto senza spalline, dalla scollatura dritta, che lascia completamente scoperte le spalle e il décolleté. Il tessuto attraversa diagonalmente il busto, formando una serie di pieghe morbide che accompagnano le forme senza irrigidirle. La linea centrale dell’abito è lunga, affusolata, quasi da sirena, ma sono i fianchi a trasformare il vestito in qualcosa di molto più scenografico.
Qui il raso si raccoglie in due enormi drappeggi laterali, simili a fiocchi destrutturati, che creano volumi arrotondati e asimmetrici. Il riferimento alla moda settecentesca è evidente, soprattutto nella costruzione che amplia visivamente i fianchi, evocando le antiche gonne sostenute da strutture laterali. Jonathan Anderson, però, alleggerisce questa ispirazione storica con una lavorazione fluida, lasciando che il tessuto cada liberamente fino alla caviglia.
Il risultato è un abito che cambia carattere a seconda dell’angolazione: frontalmente sembra una creazione scultorea, mentre di profilo rivela tutta la morbidezza dei drappeggi. Una scelta particolarmente felice per Deva Cassel, che riesce a portare anche le silhouette più elaborate con quella naturalezza tipica di chi conosce bene il mondo della moda.
A completare il look, sandali neri minimalisti con cinturini sottili e preziosi orecchini pendenti con pietre verdi, scelti per illuminare il viso senza competere con l’abito. Nessuna collana, nessun accessorio superfluo: il décolleté rimane libero e tutta l’attenzione si concentra sulla costruzione del vestito.