Zelig 30, pagelle dell’ultima puntata: Hunziker lascia il segno (8+), Brignano, boomer a chi? (6), Albanese vince con amarezza (7)

Le pagelle dell'ultima puntata di Zelig 30, tra nostalgia e malinconia: diciamo addio all'umorismo scontato. Best Minute ad Antonio Albanese

4 min di lettura

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

Lifestyle e Content Editor che scrive da tutta la vita: storie, racconti, libri, articoli, con una passione per i trend del momento.

Su Canale5 è andata in onda l’ultima puntata di Zelig 30, che chiude il ciclo dei festeggiamenti. Michelle Hunziker, Ale e Franz hanno fatto gli onori di casa nell’ultimo appuntamento di questa edizione, con Enrico Brignano e Antonio Albanese in veste di ospiti speciali. Risate d’ordinanza, che però non nascondevano un sottile velo di malinconia, la stessa che accompagna le cose quando finiscono. Zelig cambia, celebra 30 anni, ben tre decenni di onorata carriera. Non tradisce se stesso e il suo umorismo scontato.

Michelle Hunziker, scommessa vinta (con spacco proibitivo). Voto: 8+

Raccogliere l’eredità del programma dopo la prima parte di Claudio Bisio e Vanessa Incontrada era tutt’altro che semplice, e Michelle Hunziker lo sapeva bene. Eppure, puntata dopo puntata, si è riconfermata davvero una buona carta, senza mai perdere lo smalto. Come sempre, sa quando scherzare, quando fare un passo indietro e lasciare spazio agli altri, quando invece prendersi la scena. D’altronde, per Michelle Zelig è un po’ casa: è qui che negli anni Duemila è diventata uno dei volti più amati della tv.

Per l’ultima puntata ha poi voluto lasciare il segno anche con il look: un abito lungo nero, con scollo a V profondo, bottoni gioiello e uno spacco proibitivo, completato da chignon basso, collana sottile, décolleté nere.

Maurizio Lastrico e l’addio all’umorismo scontato. Voto: 9

Non si è mai smentito, e non lo ha fatto di certo all’ultima puntata di Zelig 30, con un addio tanto sospirato all’umorismo scontato. “Ho fatto bene a venire”. Cos’altro avrebbe potuto dire di fronte all’affetto del pubblico che lo ha accolto con un lungo applauso? “Fare film e serie è bello, però qui è diverso. Qui siamo io e voi, siamo liberi”. Sui set ci sono troppe figure in mezzo: lo stylist, l’ufficio stampa e soprattutto, nel suo caso, tale Bea, milanese e fantastica, che però gli scrive in una lingua tutta sua, l’anglomeneghino professional.

Ma come siamo oggi, 30 anni dopo la prima puntata di Zelig? L’umorismo ha provato a evolversi, a stare al passo con i tempi, a non scherzare troppo dopo aver scherzato male, a rimanere dentro certi confini, a vestirsi “bene” per non sentirsi scomodo. Ma è a quell’umorismo cui Lastrico si è rivolto un’ultima volta: “Fatemi salutare l’umorismo scontato, che il mutuo a tutti quanti ci ha pagato. Addio Bisio pelato, Carlo Conti lampadato”. E in chiusura: “Ora il copione è tutto edulcorato e a voi tutti mi accomiato”.

Enrico Brignano, boomer a chi? Infatti è della Generazione X. Voto: 6

“Trent’anni non li danno più a nessuno, nemmeno se li confessi”. Enrico Brignano, ospite speciale della serata, ha scelto di giocare con il tempo che passa partendo da sé: un po’ âgé (in francese suona molto meglio), ma di certo non un boomer. Un’etichetta che uno sconosciuto gli ha appioppato senza troppi complimenti, e che lui ha ricambiato con “botte preventive”, prima ancora di conoscerne il significato.

Dopo aver scoperto il significato, in verità, Brignano del “boom economico” ha visto ben poco. Da piccolo un vestito tutto suo non l’ha mai avuto: “Erano di mio fratello, che erano di mio padre”. E in casa il riscaldamento era un lusso: tra gli spifferi, l’unico conforto era una stufa a cherosene in corridoio, accesa soltanto dalle 7 alle 8. Tra una risata e l’altra, però, ha toccato un tema più che attuale. Oggi i boomer vengono spesso additati dalle nuove generazioni come i responsabili di diversi problemi che stiamo affrontando oggi (e pagando a caro prezzo), ma per tanti di loro quel benessere è arrivato dopo tempo, e non pochi sacrifici. Ci stiamo forse concentrando troppo sulla guerra tra generazioni?

Max Cavallari, il “solito” (e il ricordo di Bruno). Voto: 9

Il solito Max, nel bene e nel male. Non ha deluso le aspettative in salsa Zelig Max Cavallari dei Fichi d’India, con il suo repertorio di sempre, battute sulle suocere comprese: “Mia suocera è passata davanti al computer, è partito l’antivirus”. E ha persino “rubato” una battuta ad Ale. Niente di nuovo, lo ripetiamo, rispetto al solito, ma inevitabilmente è scesa la lacrima dopo l’omaggio a Bruno, scomparso a settembre 2022: “Bruno, ti ricordiamo come volevi essere ricordato, con un grande applauso e una risata”.

Gli Oscar a Zelig. E Angela Finocchiaro ci vede giusto. Voto: 8

Con l’ultima puntata si è chiuso il Best Minute, che ha avuto la sua notte degli Oscar, con i giudici vestiti a festa per l’occasione. Tre i finalisti, presentati dai giudici. Elio, con un look indimenticabile, ha scelto il minuto di Checco Zalone e Laura Pausini a Zelig 2009: per lui è il migliore in assoluto. Diego Abatantuono ha puntato invece su Aldo, Giovanni e Giacomo, da Zelig Cabaret 1998, ringraziando le loro mamme per averli messi al mondo. A vederci lungo, però, è stata Angela Finocchiaro: celestiale, elegante in piume scintillanti blu, convinta di avere l’asso nella manica (Cetto La Qualunque, Zelig 2011). E così è stato.

Antonio Albanese e la storia di come è nato Cetto. Voto: 7

“Grazie di cuore”. Non si è risparmiato Antonio Albanese, in vena di ripercorrere il suo passato dopo la vittoria di Cetto La Qualunque al Best Minute, e ha svelato che il personaggio è nato circa 25 anni fa, e lui si è sempre un po’ vergognato a interpretarlo. Il motivo? “Un po’ per la nutria”, prima la battuta, riferendosi alla parrucca iconica, poi la confessione: Cetto è nato dall’osservazione. “Per trattare la politica devi sentire una trentina di comizi”, ha raccontato. E così ha fatto, documentando tutto, come l’uomo che, in un paesino calabrese, è salito sul palco con la foto della moglie dell’avversario: “Questa è bu***na, quindi non potete votare un cornuto”. Il copione, alla fine, era solo ispirato dall’amara e sempre capace di stupirci… realtà.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963