Ridare la voce alle donne afghane. Così Martina Attili, cantante romana classe 2001, il cui volto è notissimo dopo la partecipazione a Area Sanremo e a X Factor, ribadisce il suo impegno nel sociale con Le Sirene, un brano scritto e cantato con Alia ed uscito il 27 agosto 2026. Un inno rivolto a “tutte le donne che qualcuno ha cercato di mettere a tacere”. Intenso, accompagnato da una chitarra poetica, una danza di musica e parole che alternano lo stile della Attili con le sonorità orientali di Alia Ansari, cantante afghana che vive a Londra.
Testo e significato di Le Sirene
Un duetto vero, di quelli in cui una non sovrasta mai l’altra, ma in cui le voci si fondono per dare spazio alla pienezza delle due entità, senza sacrificarne elementi. Martina Attili canta in italiano, con il suo stile unico, che ci ha fatto conoscere dalle prime note di Cherofobia, a X Factor, mentre Alia Ansare canta in dari e pashto.
Un’unione particolare. Alia infatti vive a Londra, in esilio, ma è indissolubilmente legata alle proprie radici e lo dimostra portando nell’incisione tutta la forza della sonorità e della musicalità afghana. Il loro è a metà tra un pianto e un grido, un segnale, per ricordarci cosa sta succedendo in Afghanistan e quali sono le conseguenze sulla popolazione femminile.
Da cinque anni, da quando al governo sono tornati i talebani, alle donne viene vietato di frequentare le lezioni a scuola. Vengono allontanate dalle università, dal lavoro e dalla vita pubblica. A farne le spese è spesso l’arte: la musica è stata bandita. In particolare la voce femminile è vietata, tenuta sotto osservazione, controllata. Ma non c’è giorno in cui, in una silenziosa e pericolosa ribellione le donne non continuino a insegnare, scrivere e creare.
Ecco alcuni estratti, potenti, da Le Sirene, di Martina Attili e Alia:
La qualità più importante delle sirene
Non è quella di attirare gli uomini in mare
Ma è quella di saper cantare
Il ventre di una donna
Non è come il cuore di un uomo
Lui non sanguinerà non si dilaterà
Solo per farti spazio
[…]
Le sirene per difendere Dio
E tutte le balene
Sono state fraintese
Perseguitate, stuprate, martoriate
Impiccate, uccise, derise,
Insultate, rapite
Le sirene vogliono solo
Cantare, parlare, ballare, nuotare,
Amare, uscire, partire
E non tornare da te
Due prospettive potenti
Mentre Alia canta tutta la sofferenza dell’esilio, il senso di colpa e la nostalgia per una casa in cui non può tornare, Martina Attili scrivendo Le Sirene ha immaginato di essere stata privata della propria creatività. Ha immaginato che qualcuno vietasse a lei di cantare e scrivere. Uscendo dalla sua quotidianità ha provato a entrare in quella delle donne afghane, cercando di trasmettere poi nella canzone il punto di vista di chi arriva a capire che la libertà negata deve toccare nel profondo anche noi, senza considerare l’Afghanistan come un posto lontano, separato dagli occhi e dal cuore.
La storia di Le Sirene comincia nel settembre del 2024, durante un incontro dedicato alle donne afghane al Circolo AR di Pomezia. Martina presenta a sorpresa una canzone scritta per quella serata, davanti a un pubblico nel quale sono presenti anche alcune rifugiate afghane. La loro commozione ha testimoniato la forza del testo della Attili e Alia ha scritto una parte originale in dari, trasformando il brano in un vero proprio duetto di voci ed esperienze.