La Volta Buona, pagelle 7 aprile: la figlia di Morandi in lacrime (8), la frecciata di Oppini (7)

Il meglio della puntata de La Volta Buona di martedì 7 aprile incentrata prettamente sulla famiglia e sui figli di genitori famosi

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Dopo la breve pausa per le festività pasquali, torna su Rai 1 La Volta Buona. Il rientro è segnato da una puntata tematica dedicata alla famiglia e, in particolare, ai figli dei personaggi noti dello spettacolo italiano.

In studio, tra gli altri, Cristiana Calone, la figlia “segreta” di Massimo Ranieri, Marianna Morandi, erede del più noto Gianni, e la coppia formata da Franco Oppini e dal figlio Francesco, nato dalla relazione con Alba Parietti. Un confronto tra esperienze diverse, accomunate dal peso, e a volte dal privilegio, di crescere accanto a genitori celebri.

A guidare il racconto è come sempre Caterina Balivo, che conduce con il consueto equilibrio tra leggerezza e approfondimento, mantenendo il ritmo della trasmissione e lasciando spazio alle testimonianze personali degli ospiti. Una ripartenza nel segno delle relazioni familiari e delle storie private che si intrecciano con la notorietà.

Cristiana Calone, figlia senza rancore. Voto 8

Cristiana Calone si prende la scena a La Volta Buona con un racconto che evita il melodramma facile e sceglie invece la strada, più difficile, della lucidità. La figlia di Massimo Ranieri ricostruisce un rapporto complesso senza mai scivolare nella recriminazione, e questo già la distingue in un panorama televisivo spesso affollato di conti in sospeso.

Colpisce la naturalezza con cui racconta di aver sempre saputo chi fosse suo padre, fin da bambina, e la serenità (quasi spiazzante!) con cui accetta un riconoscimento arrivato solo a 24 anni. Non giustifica, ma nemmeno accusa apertamente: “Bisognerebbe chiederlo a lui”, dice, lasciando intendere un passato fatto di pregiudizi e contesti diversi, senza indulgere nel vittimismo.

Il tono resta composto anche quando affronta i nodi più delicati, come la perdita della madre, figura centrale e “roccia” della sua vita, o il momento del test del Dna, raccontato come una tappa emotiva ma non risolutiva. C’è una coerenza di fondo nel suo discorso, che passa anche dalla rivendicazione di una vita normale (“Ho fatto la barista, la commessa”) vissuta con dignità e senza scorciatoie legate al cognome.

Cristiana Calone rifiuta sia il privilegio automatico sia il risentimento, cercando una posizione autonoma che non sempre è facile sostenere davanti alle telecamere. Quando parla del padre, lo fa con una misura che alterna distanza e affetto.

“Lui è Massimo Ranieri e poi ogni tanto fa anche il nonno”, una frase che racchiude tutto, tra ironia e verità. La solidità del suo intervento resta evidente: niente spettacolarizzazione ma molta consapevolezza oltre ad una capacità rara di tenere insieme dolore e dignità.

IPA
Massimo Ranieri

Marianna Morandi, quanta dolcezza. Voto 8

Dopo le varie ospitate di Laura Efrikiann, a La Volta Buona arriva sua figlia Marianna Morandi. L’ex moglie di Biagio Antonacci porta nel salotto di Caterina Balivo una dolcezza rara, fatta di misura, affetto e sguardo lucido sulle cose.

Nel racconto del padre Gianni Morandi non c’è mai idolatria, ma una tenerezza concreta che passa dai dettagli più semplici, come una Pasqua in famiglia o un duetto – quello tra Gianni e Tredici Pietro a Sanremo 2026 – visto con gli occhi di una figlia prima ancora che di una spettatrice.

“Papà vuole lavorare fino alla fine”, dice Marianna, restituendo il ritratto di un uomo che vive il palco come una vocazione, ma senza trasformarlo in mito, anzi riportandolo dentro una dimensione quotidiana, quasi domestica.

Colpisce soprattutto il modo in cui legge il duetto con Tredici Pietro: non una performance, ma “un regalo” tra padre e figlio, mentre tutto il resto diventa contorno, rumore di fondo. È qui che emerge la sua cifra: uno sguardo gentile, commosso, che ridimensiona lo spettacolo e mette al centro i legami.

Anche quando parla della severità di Gianni Morandi, lo fa senza rigidità, contestualizzando “i genitori di una volta” con una comprensione che evita ogni giudizio.

E poi c’è quella naturalezza nel raccontare i rapporti tra generazioni, con Pietro più vicino ai nipoti per età che ai fratelli, che restituisce una famiglia vera, senza costruzioni.

Marianna sembra non cercare la scena a tutti i costi ma finisce per conquistarla proprio così: con una grazia spontanea, un tono mai sopra le righe e la capacità di raccontare l’intimità senza trasformarla in spettacolo.

IPA
Marianna e Gianni Morandi insieme

Nicola Pisu, la rinascita dopo la droga. Voto 7

Nicola Pisu torna a raccontarsi a La Volta Buona con una consapevolezza nuova, costruita dopo anni difficili e una risalita tutt’altro che scontata. Il figlio di Patrizia Mirigliani mette in scena una fragilità che non cerca scorciatoie narrative, ma si appoggia a un racconto diretto, a tratti ancora acerbo, proprio per questo autentico.

Il passato segnato dalla dipendenza viene evocato senza filtri – “Ho buttato dieci anni della mia vita” — ma senza indulgere nel compiacimento del dolore, lasciando emergere piuttosto il senso di perdita e, insieme, la volontà di non restare imprigionato in quella fase.

Funziona anche il rapporto con la madre, oggi ricomposto e mostrato senza rigidità: il dettaglio del viaggio senza litigi ha il sapore di una normalità riconquistata, forse più significativa di qualsiasi dichiarazione solenne.

Resta però una certa oscillazione nel racconto, evidente quando si affronta l’episodio recente del post sui social che aveva fatto temere il peggio: Pisu chiarisce, ridimensiona, si scusa, ma non sempre riesce a dare fino in fondo una forma chiara al proprio disagio, che appare ancora in fase di elaborazione.

IPA
Nicola Pisu

Interessante il passaggio sul bullismo, che apre uno spiraglio su ferite più lontane e forse mai del tutto risolte. Nicola Pisu non si presenta come esempio compiuto, ma come storia aperta, con margini di crescita evidenti. L’idea, suggerita in studio, di portare la sua esperienza nelle scuole o di trasformarla in un libro appare plausibile, ma richiederà un ulteriore passo in avanti nella capacità di trasformare il vissuto in racconto strutturato.

Per ora resta una testimonianza sincera, imperfetta ma credibile, che evita la retorica della rinascita definitiva e si muove su un terreno più realistico: quello di chi ha iniziato a rimettere insieme i pezzi, sapendo che il lavoro non è ancora finito.

IPA
Francesco Oppini

La frecciatina di Francesco Oppini. Voto 7

Francesco Oppini resta fedele al suo stile diretto e senza filtri anche a La Volta Buona, tra affetto familiare e frecciate ben assestate. Nel raccontare il legame con i genitori Franco Oppini e Alba Parietti emerge un rapporto solido, quasi dichiarato con orgoglio, ma è quando si sposta sul terreno professionale che tira fuori la sua vena più pungente, in parte già emersa al Grande Fratello Vip.

L’aneddoto sul provino per Tale e Quale Show diventa l’occasione per una stoccata neanche troppo velata: “Hanno perso un’occasione”, dice, chiamando in causa implicitamente Carlo Conti e gli autori del programma. Una battuta che gioca sul filo tra ironia e rivendicazione, e che restituisce bene il personaggio: sicuro, consapevole dei propri mezzi, ma anche incline a sottolinearlo.

Curioso il dettaglio della preparazione con Antonio Mezzancella, che aggiunge credibilità al racconto e lascia intendere un impegno reale dietro quell’opportunità mancata.

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