Tra il 2023 e il 2026 Christopher Nolan è tornato a conquistare il grande schermo con due film che hanno fatto parlare il mondo: Oppenheimer, trionfatore agli Oscar, e Odissea, l’attesissimo adattamento del poema di Omero. Due storie lontanissime tra loro, ma accomunate dalla visione di un regista che trasforma ogni progetto in un vero evento cinematografico.
Amato da milioni di spettatori, ma spesso anche divisivo per il suo stile e il suo modo di raccontare le storie, Nolan si è imposto come uno dei registi più riconoscibili del nostro tempo, conquistando premi Oscar e firmando film diventati ormai dei classici contemporanei.
E se Oppenheimer e Odissea sono i titoli che negli ultimi anni hanno riportato il suo nome al centro della scena, ci sono altri film che raccontano alla perfezione il suo modo di fare cinema e che, a nostro parere, andrebbero visti almeno una volta nella vita.
Indice
“Memento”, il thriller che ha cambiato le regole del genere
Uscito nel 2000, Memento è il film che ha fatto conoscere Christopher Nolan al grande pubblico e che ancora oggi viene considerato uno dei thriller psicologici più originali degli ultimi decenni.
Protagonista è Guy Pearce nei panni di Leonard Shelby, un uomo incapace di creare nuovi ricordi dopo un trauma che cerca di ricostruire gli eventi legati all’omicidio della moglie affidandosi a fotografie, appunti e tatuaggi. Al suo fianco ci sono anche Carrie-Anne Moss e Joe Pantoliano, che contribuiscono a rendere ancora più ambiguo e coinvolgente il racconto.
A rendere Memento un’opera così speciale è la sua struttura narrativa: gli eventi vengono raccontati a ritroso, mettendo lo spettatore nella stessa condizione di smarrimento del protagonista. Come se Nolan avesse deciso di ideare un puzzle che prende forma scena dopo scena e che invita a mettere continuamente in discussione ciò che sembra essere vero.
“The Prestige”, il fascino oscuro dell’illusionismo
Dopo aver rivoluzionato il thriller psicologico con Memento, Christopher Nolan torna nel 2006 con un’altra storia che tiene lo spettatore con il fiato sospeso fino all’ultimo minuto.
The Prestige vede protagonisti Hugh Jackman e Christian Bale nei panni di due illusionisti nella Londra di fine Ottocento, legati da una rivalità che, spettacolo dopo spettacolo, si trasforma in una vera e propria ossessione. Nel cast anche Michael Caine, Scarlett Johansson e David Bowie, che interpreta l’enigmatico Nikola Tesla.
Anche questa volta Nolan gioca con la percezione dello spettatore, disseminando la storia di dettagli che acquistano un significato diverso solo nel finale. Come un grande numero di illusionismo, The Prestige svela il suo trucco solo negli ultimi minuti.
“Inception”, la trottola che ha reso Nolan un’icona
Con Inception Christopher Nolan firma uno dei film che più hanno segnato il cinema degli anni Duemila. Uscito nel 2010, vede Leonardo DiCaprio nei panni di Dom Cobb, un ladro specializzato nell’entrare nei sogni per sottrarre informazioni preziose. Al suo fianco un cast corale che comprende Marion Cotillard, Joseph Gordon-Levitt, Tom Hardy, Elliot Page, Ken Watanabe, Cillian Murphy e Michael Caine.
Anche in questo caso Nolan si diverte a mettere in discussione la percezione dello spettatore. Il tempo si dilata e scorre in modo diverso a seconda del livello del sogno, trasformando la narrazione in un’esperienza tanto complessa quanto coinvolgente.
Un’idea che riprende, in modo diverso, il lavoro già fatto in Memento, dove era la struttura del racconto a ribaltare la percezione del tempo. A rendere tutto ancora più memorabile ci pensa la trottola di Dom Cobb, diventata uno dei simboli del film. Ancora oggi Inception è ricordato per il suo finale aperto, che continua ad alimentare interpretazioni e discussioni tra gli appassionati.
“Interstellar”, l’emozione dei viaggi nello spazio
Se Inception gioca con la mente, Interstellar parla soprattutto al cuore. Uscito nel 2014, vede Matthew McConaughey nei panni dell‘ex pilota della NASA Cooper, chiamato a guidare una missione nello spazio per trovare una nuova casa all’umanità. Con lui ci sono Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine, Matt Damon e un giovanissimo Timothée Chalamet.
Pur affrontando temi complessi come i buchi neri, la relatività e il tempo, Interstellar rimane prima di tutto una storia sui legami familiari e su ciò che siamo disposti a fare per le persone che amiamo. È probabilmente il film più emozionante di Nolan, quello in cui lo spettacolo visivo e la riflessione scientifica si intrecciano con una dimensione profondamente umana.
La trilogia di “Batman,” Nolan nel cinecomic
Quando nel 2005 Christopher Nolan accetta di dirigere Batman Begins, probabilmente non immaginava quanto quella che poi sarebbe diventata una trilogia avrebbe cambiato la sua carriera. Per la prima volta si confronta con un grande blockbuster, senza però rinunciare ai temi che hanno sempre caratterizzato il suo cinema.
Il suo Batman, interpretato da Christian Bale, è lontano dall’eroe infallibile dei fumetti. È un uomo segnato dal trauma, costretto a fare i conti con le proprie paure e con scelte morali sempre più complesse.
Al suo fianco un cast corale che comprende Michael Caine, Gary Oldman, Morgan Freeman, Liam Neeson, Anne Hathaway, Tom Hardy e Heath Ledger, la cui interpretazione del Joker in Il cavaliere oscuro gli è valsa l’Oscar postumo come miglior attore non protagonista ed è ancora oggi considerata una delle più iconiche della storia del cinema.
Nolan usa Batman per esplorare temi che aveva già affrontato nei suoi thriller: il peso delle scelte, la paura, il confine tra bene e male. È proprio nella trilogia del Cavaliere Oscuro che il suo cinema trova un nuovo equilibrio tra introspezione e spettacolo, una cifra stilistica che abbiamo ritrovato anche in Inception, Interstellar e, più recentemente, Oppenheimer e Odissea.