Una serata ricca di emozioni, nel ricordo di grandi nomi del cinema e con un discorso commovente di Michael J. Fox. Gli Emmy Awards 2026 hanno incoronato i loro vincitori durante una cerimonia particolarmente emozionante e intensa.
Chi ha vinto gli Emmy Awards 2026
A dominare la serata degli Emmy Awards 2026 è stata la serie tv Widow’s Bay, una horror comedy che ha conquistato la bellezza di 14 statuette. Lo show di Apple Tv ha vinto in particolare il premio come Miglior Comedy, mentre Matthew Rhys è stato premiato come Miglior attore protagonista. L’attore ha segnato un record, vincendo anche la statuetta come Miglior attore protagonista di una miniserie per The Beast in Me di Netflix.
Kate O’Flynn è stata poi premiata come Miglior attrice non protagonista, mentre il premio come Miglior attore non protagonista è andato a Stephen Root. Katie Dippold ha vinto il premio per la sceneggiatura, mentre quello per la regia è andato a Hiro Murai.
Grande trionfo pure per il medical drama The Pitt, in onda su Hbo Max, che, dopo aver ricevuto 25 candidature, ha vinto come Miglior drama e Miglior attore protagonista con Noah Wyle. Come miniserie, gli Emmy Awards 2026 hanno premiato DTF St. Louis di Hbo Max con sette statuette. Infine The Late Show ha ottenuto il premio come Miglior varietà, ritirato da Stephen Colbert poco dopo l’annuncio della chiusura del programma.
Il discorso commovente di Michael J. Fox
Fra i momenti più commoventi della serata c’è stato il discorso di Michael J. Fox che ha ricevuto il Bob Hope Humanitarian Award, un riconoscimento che viene assegnato dall’Academy a personaggi che hanno contribuito a cambiare il mondo con il loro impegno filantropico.
L’attore, passato alla storia per il ruolo di Marty McFly nella celebre trilogia di Ritorno al futuro, nel 2000 ha fondato la Michael J. Fox Foundation, fondazione impegnata nella ricerca di una cura contro il Parkinson, malattia con cui da anni il divo convive.
La platea si è alzata in piedi per applaudirlo, mentre l’attore raccontava la sua esperienza. “All’inizio ho tenuto nascosta la mia diagnosi di Parkinson – ha spiegato -. Temevo che avrebbe influito sul mio lavoro e sul rapporto con il pubblico. Avrebbero riso, se avessero saputo che ero malato?”.
“Poi però sono rimasto sbalordito dal sostegno che ho ricevuto – ha rivelato -. Il sostegno di tutti voi. Mi ha dato una grande carica. Mi ha fatto sentire che potevo continuare a fare questo lavoro, che non avevo perso ciò che faccio e che nessuno poteva portarmelo via. E tutto questo è successo perché mi siete stati vicini. Ve ne sono davvero grato”.
È il 1991 quando Michael J. Fox nota uno strano tremore al mignolo, durante una pausa dal lavoro sul set. Dopo essersi sottoposto ad alcuni controlli, a soli 29 anni, per lui arriva la diagnosi di Parkinson. Una scoperta devastante, in grado di cancellare qualsiasi certezza.
Da lì inizia un periodo difficile, segnato anche dalle dipendenze, sino alla rinascita, nel 1998, e alla scelta di raccontare pubblicamente la sua malattia, affiancato dalla moglie Tracy Pollan, che l’ha sempre sostenuto e incoraggiato.