Belve, le pagelle del 21 aprile: Brigitte Nielsen e il diavolo (9), Elettra Lamborghini unica (8)

Una puntata di Belve che non ha deluso le aspettative, tra i neologismi di Elettra Lamborghini e la cruda sincerità di Brigitte Nielsen

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Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

Giornalista ed evocatrice di parole: appassionata di lifestyle, tv e attualità. Inguaribile curiosa, osserva il mondo. Spesso sorseggiando un calice di vino.

Un nuovo appuntamento di Belve è andato in onda e non ha deluso le aspettative. Le anticipazioni avevano già spoilerato qualche dettaglio, specialmente a proposito di Elettra Lamborghini, forse la più attesa dei tre ospiti di Francesca Fagnani. Tra neologismi fantasiosi e nessun filtro, ha ricordato a tutti perché è diventata un’icona: sui social come sul palco di Sanremo. Menzione speciale anche per Brigitte Nielsen, che ha donato al pubblico un’intervista genuina, in cui non ha risparmiato anche i più crudi di un passato a tratti tormentato, che le ha permesso di essere oggi una guerriera senza paura.

Brigitte Nielsen, che ha visto il diavolo (sul serio) e non lo teme. Voto: 9

Ha iniziato la sua intervista a Belve raccontando di aver “parlato col diavolo” e, in fondo, ascoltando la sua storia vien da pensare che il diavolo lo abbia incontrato più volte nel corso della sua vita. Ha assunto volti sempre diversi, quelli di uomini a cui ha donato il suo cuore e che in cambio l’hanno ripagata con la manipolazione o la gelosia ossessiva.

Quest’ultimo è il caso di Sylvester Stallone, forse il suo marito più celebre, quello che l’ha fatta odiare da mezzo mondo quando decise di lasciarlo. “Tutti pensavano che lo avevo sposato solo per i soldi – ha raccontato – invece lui era pazzo di me”, letteralmente possiamo aggiungere. Stando alle parole dell’attrice, la sua era una sorta di ossessione che sfociava in gelosia e manie: “La prima notte di nozze è stata terribile, non lo dimenticherò mai. La festa bellissima, Donna Summer che cantava, tutto bello… ma poi è stato terribile. Era molto cattivo, fisicamente e psicologicamente. (…) Da fuori sembrava tutto bello, ma in verità ero molto triste”.

Lui non ha accettato la fine della loro relazione e questo ha avuto delle conseguenze: “Per me mi ha distrutto la carriera. Quando sono andata via, c’è una black List a Hollywood, quando hanno saputo che non stavo più con lui non mi ha chiamato più nessuno. Ho fatto molta fatica”.

Brigitte Nielsen non avrebbe mai potuto immaginare che non sarebbe stato quello il capitolo più oscuro. Dieci anni di dipendenza dall’alcool alle spalle, una sera in cui prese troppi ansiolitici mischiati a troppo whisky. Tutto per trovare un po’ di pace, ancora una volta a causa di un uomo che non ha neanche voluto chiamare per nome: l’ha isolata da tutto e da tutti, anche dalla madre e dalla famiglia, facendola lavorare come una matta (era anche il suo manager). È stato violento, “mostruoso”: “Nessuna donna deve mai accettare questo. La prima cosa che dovete fare è scappare andare via”.

Oggi tutto questo è solo un lontano ricordo. L’attrice è felice al fianco di Mattia Dessì, con cui ha recentemente festeggiato 22 anni di matrimonio e dal quale ha avuto a 54 anni la sua quinta figlia, Frida: “Era bellissimo con i suoi occhi neri. La prima notte insieme è stata la più bella della mia vita. Dopo tanti anni di depressione, ho fatto la scelta giusta”.

Elettra Lamborghini, “maritosessuale” e sorda da un orecchio. Voto: 8

“L’ha firmata la liberatoria?”, questa la prima domanda di Francesca Fagnani a Elettra Lamborghini. Domanda più che lecita, visti i trascorsi: nel 2022 non aveva firmato la liberatoria, appunto, impedendo alla Rai di mandare in onda l’intervista che aveva registrato.

Finalmente è accaduto e il pubblico ha potuto assistere a uno dei momenti più piacevolmente deliranti di questa stagione di Belve. Lamentandosi per tutto il tempo di essere sorda da un orecchio, la vulcanica Elettra dal cognome importante ne ha sparata una dietro l’altra: “La neve non l’ho mai toccata”, “Dietro le quinte stavo smascellando”, “Ogni tanto ho pensato di avere l’hdhd”, “Lo spray per la patong”, “Meno la dai e meglio è”. E ne stiamo citando solo alcune.

Una cascata di frasi, risposte e massime “filosofiche” di fronte alle quali neanche la Fagnani ha saputo trattenere le risate (certo, non ai livelli dell’insuperabile Francesco Chiofalo). E anche di neologismi, a dirla tutta. “Dovremmo andare in giro tutti nudi perché ci stiamo intabuando di cose che non hanno senso”, ha detto riferendosi al tabù della nudità. Poi, parlando di Afrojack, ha ammesso di essere “maritosessuale”: “È un diamante raro questo maschione, non ne fanno più. Se non ci fosse lui, con chi dovrei stare? Lui è l’ultimo dei gentleman“.

Nel suo futuro? Spera di vincere Sanremo tra vent’anni, come ha fatto Sal Da Vinci, e di essere ricordata come donna lavoratrice al pari di Raffaella Carrà, Iva Zanicchi e Mara Maionchi, che sono le sue fonti di ispirazione. Infine, un pensiero chi riporterebbe in vita: “Quando è morta la mia cavalla mi ha distrutto l’esistenza. La riporterei in vita, la abbraccerei e non la mollerei più. Mi ha salvato la vita”.

È uscita saltellando dallo studio, la bella Elettra. E, onestamente, abbiamo saltellato anche noi guardando la sua intervista.

Shiva, l’assenza del padre e quelle rime invecchiate male. Voto: 5

Ultimo ospite della serata, il rapper Shiva. Al secolo Andrea Rigoni, soprannominato il “principino di Milano”, nato in una famiglia facoltosa che ha avuto problemi con la finanza. Shiva è il quarto figlio di una famiglia allargata, perché il padre ha avuto più mogli. Lo stesso col quale non è riuscito ancora a recuperare il rapporto. Da giovanissimo il padre è stato in carcere: “Se una cosa è giusta o sbagliata, l’ho dovuto capire da solo. Forse per questo tutti gli errori che ho fatto sono di origine violenta”.

“Quando ero in carcere mi ha cercato – ha detto a Fagnani -, mi ha scritto una lettera ma non gli ho risposto. Era un periodo duro, non ho risposto a nessuno, anche agli amici che mi scrivevano”.

Di alti e bassi non ne sono mancati nella sua vita e nell’intervista ne ha abbondantemente parlato, ma c’è un punto su cui la giornalista ha voluto porre l’accento: quelle rime violente invecchiate male, sentite e risentite, con violenza e sessismo come unici leit motiv. “Dov’è l’intrattenimento nel chiamare una donna tr**a”, si è chiesta la padrona di casa, mentre Shiva ha controbattuto parlando di semplice linguaggio, non di inviti a commettere abusi o insulti diretti a qualcuno in particolare. Magra spiegazione che non giustifica la violenza, in ogni caso.

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