“Questo è il nostro bellissimo lavoro”. Si apre così il lungo messaggio condiviso da Ambra Angiolini sul suo profilo Instagram, dopo aver annullato lo spettacolo del 27 ottobre al Teatro alle Vigne di Lodi. Nessun forfait per problemi di salute o imprevisti dell’ultimo momento: l’attrice ha voluto metterci la faccia per sostenere la mobilitazione sindacale nazionale che coinvolge attori, maestranze e tecnici dei teatri italiani.
Le parole di Ambra Angiolini
Mettere in pausa il proprio lavoro e comunicarlo ai fan, per sensibilizzarli su un tema a lei caro. Le parole di Ambra Angiolini nascono esattamente questa intenzione ed è chiaro il suo messaggio, già dalle prime battute: “Questo è il nostro bellissimo lavoro – scrive -. Se siete stufi dei tuttologi dei social, dei turpiloqui sotto qualsiasi notizia, se siete testimoni di una società diversa da quella che ogni giorno ci viene raccontata, questa è un’occasione in più per scrivermelo”.
“Il teatro è un luogo fondamentale per riconoscere e coltivare i valori umani, sviluppare uno spirito critico e combattere, a colpi di civiltà, la devastazione e la progressiva messa all’angolo degli esseri umani – aggiunge, precisando le ragioni dello sciopero -. Oggi scioperiamo per sostenere tutte le categorie coinvolte. Perché difendere il lavoro di chi fa teatro significa anche difendere il diritto di tutti ad avere luoghi in cui pensare, emozionarsi, riconoscersi”.
“Grazie ai miei ragazzi, che ogni giorno lavorano per permettermi di andare in scena, anche quando le condizioni sembrano impedirlo. E grazie a chi vorrà lasciare un segno positivo sotto il nostro spettacolo La misteriosa scomparsa di W“, conclude il post.
L’opera in questione, portata in tournée da Ambra Angiolini, è basata su un celebre testo di Stefano Benni, scomparso un anno fa, e si avvale delle splendide musiche del compositore e producer Dardust, che abbiamo già visto in teatro – tra gli altri – al fianco di Elisa.
Lo sciopero dei teatri
La cancellazione dello spettacolo è stata formalizzata attraverso una nota congiunta diffusa dalla direzione del Teatro delle Vigne di Lodi, dalla società Astem e dall’amministrazione comunale, in cui le istituzioni locali hanno espresso sincero dispiacere per il rinvio di un appuntamento molto atteso da cittadini e abbonati. Tutto nel pieno rispetto delle ragioni alla base di questa giornata di sciopero.
Il direttore artistico Mauro Simone ha evidenziato come il patrimonio culturale si fondi sul lavoro delle persone prima ancora che sulle rappresentazioni sceniche, ribadendo che dietro ogni evento teatrale operano figure indispensabili tra cui fonici, macchinisti, sarte e maestranze tecniche. Il pubblico potrà recuperare lo spettacolo in cartellone, con la possibilità di rimborso per i singoli biglietti.
La protesta che ha coinvolto il Teatro delle Vigne di Lodi è nazionale: c’è un intero mondo che denuncia una paralisi contrattuale protrattasi per quasi un decennio, di fronte a un’inflazione che non lascia scampo. Un problema comune, purtroppo. È per tale ragione che attori, comparse, personale amministrativo e reparti tecnici, categorie spesso penalizzate da retribuzioni discontinue e da una situazione di precarietà, hanno deciso di mobilitarsi per far sentire la propria voce.