- Le ferie amplificano dinamiche di coppia perché eliminano i cuscinetti quotidiani e concentrano tempo, decisioni e stress nello stesso spazio.
- Differenze su cosa sia una vacanza e decisioni prese unilateralmente emergono con forza, ma non implicano necessariamente la fine della relazione.
- Esperienze condivise, comunicazione e capacità di negoziare autonomia e vicinanza sono le variabili che determinano soddisfazione e adattamento.
Le aspettiamo per mesi, le immaginiamo per settimane e quando finalmente arrivano vorremmo che fossero esattamente come le avevamo pensate.
Nella nostra testa, però, le vacanze iniziano molto prima di partire: itinerari, giornate perfette, tramonti, cene, sesso, complicità.
Poi bastano pochi giorni insieme alla persona che amiamo per scoprire che la realtà raramente raggiunge le aspettative.
Una vuole visitare tutto, l’altra stare sdraiata.
Una ha organizzato ogni dettaglio, l’altra vorrebbe improvvisare.
Una vuole stare sempre insieme, l’altra dopo tre giorni sogna un’ora tutta per sé.
E poi ci sono le valigie, gli orari, la crema solare dimenticata, la strada sbagliata, la famiglia da chiamare, il sesso che dovrebbe essere più frequente perché «finalmente abbiamo tempo», ma magari non lo è affatto.
A quel punto può comparire una domanda: «Ma io, con questa persona, ci sto davvero bene?».
La vacanza, però, probabilmente non ha creato la domanda. Ha solo tolto alcune delle occasioni che durante l’anno permettono di non porsela.
Indice
Cosa nasconde la routine
La vacanza toglie di mezzo quasi tutto ciò che normalmente assorbe l’attrito tra due persone.
Gli orari di lavoro separati, che tengono occupata la mente su altro per otto ore al giorno.
Gli amici visti singolarmente, che permettono di sfogarsi altrove invece che sul partner.
La possibilità di chiudersi in un’altra stanza per un’ora quando la giornata è stata pesante.
Quando questi cuscinetti spariscono tutti insieme, come in vacanza, quello che resta è la coppia così com’è, senza vie di fuga.
Si passa molto più tempo insieme e spesso si prendono decisioni in continuazione, dal dove mangiare al cosa fare, da quanto spendere a chi ha voglia di fare cosa.
Il tempo condiviso aumenta e, con lui, aumentano anche le occasioni in cui bisogna coordinarsi.
Non significa che i viaggi siano pericolosi per una relazione, significa che funzionano come una lente d’ingrandimento, sotto la quale le dinamiche relazionali diventano più visibili.
Se durante l’anno una coppia riesce a evitare alcuni conflitti perché entrambe hanno poco tempo, in ferie potrebbe trovarsi improvvisamente senza quella possibilità.
E questo vale anche per le cose belle. Una coppia che sa stare insieme, negoziare, divertirsi e lasciarsi spazio può scoprire che avere più tempo a disposizione migliora davvero la relazione.
3 elementi che ci dicono se la coppia sta bene
Nella letteratura scientifica sulle relazioni esiste un modello che spiega perché alcune coppie reggono agli imprevisti e altre no, un modello applicato anche alla convivenza forzata durante i lockdown pandemici, quando milioni di coppie nel mondo si sono trovate a passare 24h nello stesso appartamento.
L’idea di fondo è che la qualità di una relazione dipenda dall’incrocio tra tre elementi:
- le vulnerabilità che ciascun partner porta con sé, come stili comunicativi rigidi o insicurezze mai del tutto risolte;
- gli stress esterni che si presentano di volta in volta;
- la capacità della coppia di adattarsi a entrambi questi fattori attraverso il modo in cui comunica e risolve i conflitti.
Nella vita di tutti i giorni questi tre elementi tendono a diluirsi nel tempo, il litigio del lunedì si stempera nel lavoro del martedì, la tensione di una settimana si scioglie in quella successiva.
In viaggio, invece, tutto si concentra nello stesso spazio e nello stesso tempo, spesso proprio mentre vengono meno alcune delle risorse che normalmente aiutano ad adattarsi.
Negoziare tutto: che fatica!
Una delle situazioni più comuni è scoprire che due persone hanno idee molto diverse su cosa significhi «vacanza».
Per una può voler dire svegliarsi presto, organizzare escursioni e tornare a casa con 25 mila passi sullo smartwatch. Per l’altra può significare non sapere che giorno sia e considerare il massimo dell’attività fisica il tragitto dal lettino al bar.
Nessuna delle due ha necessariamente torto. Il problema nasce quando una delle due considera il proprio modo di vivere come l’unico ragionevole.
Una ricerca pubblicata sul Journal of Tourism Sciences ha analizzato proprio i conflitti tra compagne e compagni di viaggio, individuando alcuni fattori predominanti:
- le decisioni prese in modo troppo unilaterale;
- le differenze nelle preferenze di viaggio;
- i comportamenti percepiti come poco rispettosi;
- la dipendenza dall’altra persona.
Il punto interessante è che una vacanza può rendere evidenti differenze che riguardano il modo in cui la coppia prende decisioni.
Chi decide? Chi cede sempre? Chi organizza? Chi si adatta? Chi dà per scontato che l’altra persona seguirà?
Le vacanze «smascherano» non perché rivelino che la persona accanto a noi è sbagliata, ma perché mostrano se riusciamo a gestire le differenze senza trasformarle in una gara a chi ha più diritto di scegliere.
La vacanza perfetta può diventare un problema di coppia
C’è poi un’altra variabile che spesso entra nella valigia senza essere stata invitata: l’aspettativa.
Le vacanze vengono caricate di significati enormi. Dovrebbero farci riposare, divertire, riconnettere con noi stesse, migliorare la relazione, regalarci esperienze memorabili e, possibilmente, produrre fotografie che sembrino spontanee ma non lo siano affatto.
Se siamo in coppia, poi, la vacanza può diventare una specie di investimento emotivo.
Se una giornata va male, se litighiamo, se una delle due è stanca o se il sesso non è quello che immaginavamo, il rischio è interpretare l’episodio come una prova del fallimento della vacanza e da lì un salto ancora più grande: «Se questa vacanza è andata male, allora forse stiamo male insieme».
Ma una vacanza non è un esperimento scientifico con un risultato valido per tutta la relazione.
Anche le coppie soddisfatte discutono. Anche le coppie innamorate possono annoiarsi. Anche due persone che stanno bene insieme possono avere voglia di passare una giornata separate.
Uno studio pubblicato su Leisure Sciences ha osservato che, tra le coppie analizzate, erano soprattutto le esperienze condivise durante le vacanze, come divertirsi insieme, parlare in modo significativo, vivere intimità e provare attività nuove, a essere associate a una maggiore soddisfazione della vita di relazione, attraverso una maggiore coesione e flessibilità della coppia.
La differenza, insomma, potrebbe non essere tra «coppie che fanno vacanze insieme» e «coppie che litigano in vacanza».
Potrebbe essere tra coppie che riescono a costruire esperienze condivise e coppie che vivono il tempo insieme come una lunga negoziazione estenuante.
Bisogno di autonomia e amore, un difficile equilibrio
C’è una cosa che le vacanze possono rendere evidente e che spesso viene confusa con una mancanza d’amore: il bisogno di autonomia.
Passare quindici giorni insieme non significa necessariamente voler fare tutto insieme per quindici giorni.
Una persona può desiderare una mattina da sola, un aperitivo con le proprie amiche, una passeggiata senza dover concordare il percorso.
L’altra può avere bisogno di più vicinanza.
Se queste esigenze vengono lette come rifiuto, disinteresse o mancanza di amore, il conflitto è quasi assicurato.
Non necessariamente significa che la coppia non funziona, ma che ha bisogno di ripensare il modo in cui gestisce vicinanza e distanza.
Cosa fare se la vacanza fa emergere un problema
Una crisi durante le vacanze non è automaticamente una diagnosi di coppia.
Può essere un segnale. E un segnale va ascoltato, non trasformato immediatamente in una sentenza.
Se litighiamo perché una persona decide sempre per entrambe, forse il problema è il modo in cui prendiamo le decisioni.
Se discutiamo ogni volta che si parla di soldi, forse c’è un tema economico da affrontare.
Se il sesso diventa un terreno di aspettative e delusioni, forse il problema non è la frequenza, ma il significato che le stiamo attribuendo.
Le vacanze possono anche offrire un’occasione preziosa per accorgersene.
Quindi no, le vacanze non rovinano necessariamente le coppie. E non è nemmeno vero che le coppie felici debbano trascorrere ogni minuto insieme, fare sempre le stesse cose e tornare a casa con un album fotografico pieno di tramonti.
Le vacanze, semmai, aumentano il volume di ciò che nella relazione esiste già.
Possono rendere più evidente una rigidità, una difficoltà a negoziare, uno squilibrio nel carico mentale.
Ma possono anche far emergere complicità, curiosità, capacità di adattamento e piacere di stare insieme.
Per questo, dopo una vacanza difficile, forse la domanda più utile non è «Siamo una coppia che funziona?». È «Che cosa ci ha fatto stare così male, esattamente?».
Perché una relazione non si misura dal fatto che due persone non litighino mai, si misura anche da quello che riescono a fare dopo. Se possono parlarne, capire cosa è successo, cambiare qualcosa e, magari, organizzare la prossima vacanza senza ripetere esattamente lo stesso copione.
Le vacanze non ci dicono necessariamente se una coppia funziona o no. Ci permettono, semplicemente, di vedere un po’ meglio come funziona quando la vita rallenta e ci sono meno distrazioni.
Fonti bibliografiche:
- Pietromonaco, P. R., & Overall, N. C. – Applying relationship science to evaluate how the COVID-19 pandemic may impact couples’ relationships. American Psychologist.
- Minjung Hong, Young Hyun Cho – The Influence of Conflicts Between Travel Companions on Travel Satisfaction and Reaccompanying Intention – Journal of Tourism Sciences
- Shahvali, M., Kerstetter, D. L., Tews, M. J., Mitas, O., & Behrad Far, R. – Couple Vacations: Linking Joint Vacation Experiences of Romantic Couples to Satisfaction with Relationship Life – Leisure Sciences
- John K. Coffey, Moji Shahvali, Deborah Kerstetter, Arthur Aron – Couples vacations and romantic passion and intimacy – Annals of Tourism Research Empirical Insights