“Mi sentivo meno donna, meno desiderabile”. Quando Alessia Marcuzzi ha raccontato di essere entrata in perimenopausa a 47 anni, ha descritto una sensazione che molte di noi conoscono bene, oltre alle classiche vampate e irregolarità del ciclo: il timore che il cambiamento del corpo potesse modificare anche lo sguardo degli altri su di lei. Per un periodo, ha ammesso, provava persino vergogna. Poi la prospettiva è cambiata.
Con la menopausa vera e propria è arrivata una sorta di liberazione e una nuova consapevolezza della propria femminilità. È proprio quel primo pensiero (sarò ancora desiderabile?) a raccontare uno degli aspetti meno discussi della menopausa.
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Teniamolo bene a mente: desiderio e desiderabilità sono due cose diverse
In sessuologia questa distinzione è fondamentale. Una donna può continuare a provare desiderio e, contemporaneamente, sentirsi meno desiderata. Oppure può attraversare un periodo di libido più bassa senza aver perso interesse per l’intimità o per il proprio partner.
Soprattutto, il calo del desiderio non è una conseguenza inevitabile della menopausa. The Menopause Society evidenzia che alcune donne riferiscono una diminuzione dell’interesse sessuale, altre nessun cambiamento e altre ancora un aumento. Una recente revisione scientifica conferma che sarebbe troppo semplice ridurre tutto al ruolo degli ormoni. Desiderio e soddisfazione sessuale dipendono dall’interazione fra corpo, salute psicologica, relazione, contesto sociale e storia personale.
Quanto pesano i pregiudizi!
Ed è qui che entra in gioco l’immagine corporea. Una revisione sistematica ha trovato un’associazione abbastanza consistente tra sintomi menopausali più intensi e maggiore insoddisfazione per il proprio corpo, mentre è molto meno chiaro che sia la menopausa, in sé, a deteriorare l’immagine di sé.
La distinzione è importante perché la donna vive in una cultura che continua a collegare fortemente desiderabilità femminile, giovinezza e aspetto fisico. Le ricerche qualitative sulla menopausa mostrano quanto stigma e stereotipi sull’invecchiamento possano entrare nell’esperienza personale.
E durante l’intimità questo può diventare un problema concreto. La ricerca sulla sessualità femminile ci mostra chiaramente che preoccuparsi continuamente di come appare il proprio corpo può spostare l’attenzione dalle sensazioni al giudizio. Ed ecco che compaiono nella nostra mente le solite domande: come mi vede? Si accorgerà della pancia? Gli piaccio ancora? Gli sembrerò poco attraente? E via dicendo. Questa autoconsapevolezza corporea è stata associata a minore eccitazione e soddisfazione sessuale.
Il desiderio non deve necessariamente arrivare “prima”
C’è poi un altro equivoco. Tendiamo a immaginare il desiderio come un impulso improvviso che dovrebbe comparire spontaneamente prima dell’incontro sessuale, ma non sempre funziona così. L’American College of Obstetricians and Gynecologists ricorda che può essere del tutto normale non provare desiderio prima dell’inizio dell’attività sessuale e accorgersi dell’eccitazione solo dopo l’inizio del momento di intimità.
Questo diventa particolarmente importante nella mezza età, quando stress, disturbi del sonno, responsabilità familiari, cambiamenti nella coppia e sintomi fisici possono rendere meno frequente il desiderio spontaneo senza cancellare la capacità di provare piacere.
Se la riduzione degli estrogeni provoca secchezza vaginale o dolore durante i rapporti, il desiderio può diminuire semplicemente perché il cervello comincia ad associare l’intimità al disagio. Ansia, depressione, problemi di sonno e insoddisfazione di coppia sono altri fattori associati a una riduzione della libido.
Per questo l’approccio più corretto è biopsicosociale. Sono quindi da valutare sintomi fisici, benessere emotivo, farmaci, qualità della relazione e rapporto con il proprio corpo, senza trasformare automaticamente una variazione del desiderio in una patologia.
Il problema clinico nasce soprattutto quando il cambiamento persiste e provoca sofferenza personale. E sì, come in tutte le cose, parlarne serve. Una meta-analisi del 2026 indica che interventi psicologici, counselling ed educazione possono migliorare le difficoltà sessuali nella perimenopausa e nella postmenopausa.
E forse è questo ciò che si dice ancora troppo poco alle donne: la menopausa può cambiare il modo in cui si vive la sessualità, ma cambiamento non significa scomparsa. E a volte il passaggio più difficile è smettere di credere che essere desiderabili abbia una data di scadenza.
Fonti bibliografiche:
– Metcalfe KB, Meston CM, A scoping review of the biopsychosocial factors influencing sexual desire in menopause, Sexual Medicine Reviews, 2026. PubMed
– Vincent C. et al., Associations between menopause and body image: A systematic review, Women’s Health, 2023. PubMed
– Green SM et al., Psychological treatments for sexual concerns in perimenopausal and postmenopausal women: a systematic review and meta-analysis, Menopause, 2026. PubMed
-The Menopause Society, Sexual Health.
– NICE, Menopause: identification and management .