Occlusione all’acquedotto di Silvio, cos’è il problema alla testa che ha colpito anche il figlio di Totti

La scoperta del problema è avvenuta durante una tac al naso. Il figlio dell’ex numero 1 della Roma ha dovuto lasciare il calcio

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Niente più calcio per Christian Totti e non perché sia venuta meno la passione per il pallone, che accomuna Christian Totti al padre Francesco. Per il figlio dell’ex campione della Roma e della Nazionale, infatti, lo stop si è reso necessario a causa di un problema fisico, riscontrato durante una tac al naso. A raccontarlo è stato lo stesso ex bomber, che ha rivelato che al figlio è stata diagnosticata una occlusione dell’acquedotto di Silvio.

Cos’è l’occlusione dell’acquedotto di Silvio

Come spiegato da Francesco Totti in una intervista al Corriere dello Sport-Stadio in occasione dei suoi 50 anni, il figlio Christian era stato sottoposto a una tac al naso, un accertamento che si è resto necessario dal momento che il ragazzo “Fin da piccolo aveva frequenti mal di testa. Ma era sempre in movimento, nessuno si era mai preoccupato. Sarà un po’ stanco, pensavamo“, ha raccontato l’ex capitano della Roma. L’esame, però, ha rivelato che Christian ha una occlusione all’acquedotto di Silvio. Totti ne ha parlato spiegando con molta trasparenza: “Hanno trovato un’occlusione nell’acquedotto di Silvio. Mo’, non è che faccio il medico, te lo dico così come me l’hanno spiegato: non passava tutto il liquido al cervello“.

A cosa serve l’acquedotto di Silvio

L’acquedotto di Silvio serve a mettere in comunicazione il terzo e il quarto ventricolo cerebrale, consentendo il passaggio normale del liquor cerebrospinale, cioè il fluido che circola all’interno e intorno al sistema nervoso centrale, e che serve a sua volta a proteggere il cervello dagli urti. Tra le altre funzioni, aiuta a mantenere stabile l’ambiente in cui si trovano le cellule nervose, permetterne la regolare attività, e concorre al trasporto di sostanze utili e all’eliminazione di prodotti di scarto. In caso di occlusione o stenosi (cioè restrizione, dal greco stenòs, ossia “stretto” o “angusto”) il liquor non fluisce in modo regolare, si accumula nei ventricoli, aumenta la pressione e può quindi provocare non solo mal di testa, ma anche – nei casi più gravi – un idrocefalo ostruttivo.

Diagnosi e cura

Una volta scoperto il motivo delle cefalee, dunque, il figlio di Totti ha smesso di giocare a calcio. In ambito medico, comunque, le cure per l’occlusione all’acquedotto di Silvio prevedono che si proceda con una cosiddetta “terza-ventricolostomia endoscopica”, ossia una procedura che consente di creare un’apertura alternativa per permettere al liquido cerebrospinale di passare. In alcuni casi, i medici possono valutare anche la possibilità di una derivazione ventricolo-peritoneale, cioè di inserire un tubicino che convoglia il liquido in eccesso verso l’addome, dove può essere riassorbito dall’organismo. Si tratta, in ogni caso, di opzioni che devono essere attentamente esaminate, in base al singolo caso, in ambito neurochirurgico.

Le cause dell’occlusione

A causare l’occlusione possono essere fattori differenti tra loro: esiste una componente congenita, per cui il bambino presenta il blocco fin dalla nascita. In altri casi, invece, il blocco del passaggio del liquor può essere dovuto a esiti cicatriziali dovuti a infezioni, come può accadere nell’eventualità di una meningite, un’emorragia o per la presenza di tumori al cervello, nella regione pineale e del tronco encefalico. Se il restringimento ha una entità lieve può non essere notato anche per molti anni, come forse è accaduto al figlio di Totti, per il quale la diagnosi è avvenuta in modo casuale e in seguito a un accertamento per altra causa.

I sintomi dell’occlusione

Per Christian Totti, però, c’erano alcuni sintomi compatibili, anche se comuni anche ad altre patologie: nello specifico, si trattava di mal di testa frequenti. Tra gli altri campanelli d’allarme ci sono nausea, vomito, sonnolenza, disturbi della vista come la visione doppia, difficoltà di equilibrio nella deambulazione e rallentamento delle funzioni cognitive. Per escludere altri fattori scatenanti, la diagnosi viene effettuata tramite una visita neurologica, durante la quale lo specialista può valutare la prescrizione di accertamenti strumentali come la Tac e la risonanza magnetica, che consentono di visualizzare il punto esatto del blocco e studiare il flusso del liquido.

L’addio al calcio e il percorso di Christian Totti

Per Christian Totti il problema ha significato anche dire addio al calcio, anche se alla decisione può aver contribuito anche una serie di altri elementi. Il 20enne ha scelto di appendere gli scarpini al chiodo fin dallo scorso anno, pur rimanendo nel mondo del calcio. Abbandonati allenamenti e partite giocate, è entrato nella “Totti Soccer School”, la scuola di calcio creata dal padre e dallo zio Riccardo. Intraprendendo una nuova avventura “manageriale”. Oggi lavora a stretto contatto col direttore generale, Claudio D’Ulisse. In precedenza aveva militato nel settore giovanile della Roma, lo stesso club in cui il padre (soprannominato “Pupone”) ha giocato per tutta la carriera. Dopo le formazioni Under 17 e Under 18, Cristian Totti ha tentato di trovare spazio nella Primavera del Frosinone, per poi vivere l’esperienza delle giovanili del Rayo Vallecano, in Spagna. È poi passato all’Avezzano e quindi all’Olbia, in Serie D. Nel 2025 ha scelto di smettere con il calcio giocato, ponendo fine a un percorso seguito con molta attenzione dai media, per via del cognome importante, e non senza polemiche. “Crescendo ha conosciuto la cattiveria degli altri”, ha spiegato Francesco Totti nell’intervista nella quale ha parlato anche del problema di salute del figlio. L’ex bomber ha ricordato anche alcuni episodi: “Parlar male di un ragazzo di dodici, quindici anni è vergognoso. Mi hanno ferito”. Nel mirino delle critiche c’è stato spesso l’aspetto fisico del ragazzo, bollato sui social come non “performante”.

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