Le statistiche lo dicono chiaramente. Il cuore della donna, una volta che si attenua la protezione legata all’ombrello degli estrogeni nel corso della vita fertile, tende progressivamente ad essere a rischio.
Questo ovviamente accade anticipatamente anche in caso di menopausa precoce, ovvero sotto i 45 anni, o addirittura prematura. Attenzione però: a fronte dell’incremento delle probabilità di andare incontro ad infarti o ictus con il crescere dell’età dopo il termine dei cicli mestruali, la stessa cosa non avverrebbe per il diabete di tipo 2.
Apparentemente pare un controsenso, visto che con la menopausa cresce l’impatto di fattori di rischio associati al diabete, come l’incremento del tessuto adiposo (specie nell’addome) e la resistenza all’insulina. Ma questa è la conclusione cui è giunto un ampio studio pubblicato online su Menopause, la rivista scientifica della Menopause Society.
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Cosa dice lo studio
Nel tempo, la menopausa precoce naturale e quella chirurgica sono state associate a un rischio maggiore di alterazioni del metabolismo del glucosio in postmenopausa. Quindi si è pensato che anticipando l’età della fine della vita fertile come avviene in caso di menopausa precoce “età compresa tra 40 e 45 anni) o prematura (età inferiore 40 anni), potesse aumentare il rischio di diabete di tipo 1 o di tipo 2.
A contrastare questa conclusione arriva lo studio che ha preso in esame quasi 147.000 donne con un monitoraggio medio di 14 anni e mezzo, giungendo alla conclusione che non ci sarebbe alcuna relazione indipendente o clinicamente significativa tra età o tipo di menopausa e l’insorgenza del diabete.
L’età media delle donne coinvolte nello studio era di 60 anni e più della metà (60%) era classificata come sovrappeso o obesa. A quasi 6.600 donne (4,5%) è stato diagnosticato il diabete. Cosa è emerso?
Sostanzialmente che né l’età della menopausa né il tipo di menopausa erano associati in modo indipendente, quindi da sole, all’insorgenza del diabete. Un’incidenza significativamente maggiore di diabete è stata osservata comunque anche nelle donne con altri fattori di rischio, come il fumo (7,5%), l’obesità (10,8%), carente assunzione di verdure (6,8%), necessità di assumere farmaci per il colesterolo (10%) un elevato consumo di sale aggiunto (7%).
L’importanza della prevenzione
Sono necessarie ulteriori ricerche per documentare meglio la situazione, ma certo, quanto emerso fa riflettere. I risultati di questo studio evidenziano che, sebbene le donne in postmenopausa siano a maggior rischio di diabete, questo non sembra essere correlato all’età di insorgenza della menopausa o al fatto che la menopausa si verifichi naturalmente o a seguito di un intervento chirurgico, ma piuttosto a fattori di rischio cardiovascolare e legati allo stile di vita – è il commento di Stephanie Faubion, direttore medico della Menopause Society, in una nota per la stampa della società scientifica.
Questo è in qualche modo rassicurante in quanto i fattori di rischio cardiovascolare, come ipertensione e iperlipidemia, possono essere controllati e i fattori legati allo stile di vita, come fumo, dieta ed esercizio fisico, sono modificabili, mentre l’età della menopausa non lo è”.