La birra rinfresca ed è un must estivo, ma può anche nascondere alcune “insidie”: non solo perché si tratta di una bevanda alcolica, ma perché potrebbe attirare le zanzare, altra presenza costante delle serate estive. A indicarlo sono diversi studi condotti di recente.
La birra attrae le zanzare?
Che le zanzare – le femmine, le sole a pungere – siano guidate nella scelta delle loro “prede” dagli odori non è una scoperta recente. La novità, invece, riguarda il tipo di odori. Secondo quanto analizzato da Rickard Ignell, ricercatore svedese e autore senior di uno studio appena pubblicato, gli insetti sono in grado di rilevare una miscela di composti odorosi che aumenta la loro attrazione verso alcuni individui rispetto ad altri. E a incidere è anche ciò che si beve, come nel caso della birra.
Quanto conta l’odore nella scelta delle zanzare
Lo studio, condotto su 42 donne, ha permesso di osservare alcuni comportamenti seguiti da uno specifico tipo di zanzara nell’individuare quali soggetti pungere. In particolare sono state prese a campione le Aedes aegypti, cioè le zanzare che sono veicolo di trasmissione di malattie come la Dengue e la febbre gialla. Si è visto che gli insetti prediligono alcuni soggetti, come ad esempio le donne nel secondo trimestre di gravidanza. Analizzando ancor più nello specifico, gli studiosi hanno scoperto che la persona che maggiormente era fonte di attrazione per le zanzare era anche quella che produceva quantità elevate di un composto derivato dalla degradazione del sebo cutaneo, l’1-octen-3-ol, noto anche come “alcol dei funghi”.
Cosa c’entra la birra
A confermare ulteriormente quanto conti il fattore olfattivo nella probabilità di essere punti dalle zanzare è anche un altro studio, in questo caso condotto in Burkina Faso sulle zanzare Anopheles, potenziali vettori della malaria. Proprio sui volontari che hanno partecipato alla ricerca la birra si è rivelata determinante nella scelta da parte degli insetti dei soggetti ai quali rivolgersi. D’altro anche un altro studio del 2023 effettuato nei Paesi Bassi su 465 volontari, ha rilevato che chi aveva consumato birra nelle 24 ore precedenti aveva 1,35 volte più probabilità di essere punto dalle zanzare. “Quando dici che stai studiando la malaria e in particolare le zanzare, le persone a volte ti chiedono: ‘Oh, sì, vengo sempre punto. Perché?’ Quindi è un argomento che è nella mente di molte persone, specialmente durante l’estate”, ha raccontato Sara Lynn Blanken, biologa presso il Radboud University Medical Center nei Paesi Bassi e coautrice dello studio. Non si tratta di una scoperta fine a se stessa o dai soli risvolti pratici, come evitare i fastidiosi o pruriginosi ponfi lasciati dalle punture. Esistono, infatti, anche importanti ricadute in termini sanitari.
Perché è importante ridurre le punture di zanzare
I cambiamenti climatici, infatti, stanno spingendo verso una maggiore proliferazione di zanzare, a causa del rialzo delle temperature e della creazione di maggiori condizioni di umidità, che in alcune aree fungono da serbatoi per gli insetti. Con la globalizzazione, inoltre, è molto più facile che alcune specie di zanzare, vettori di malattie anche gravi, possano trovarsi in zone del mondo che in passato non erano endemiche. È il caso, ad esempio, della zanzara tigre, che può veicolare il virus della Chikungunya e che ormai è diffusa anche in Italia. Lo scorso anno si sono registrati focolai di Chikungunya persino in una regione come quella dell’Alsazia, nel nord-est della Francia. Per ridurre il rischio di punture, gli esperti consigliano abiti larghi e coprenti, zanzariere e repellenti. Ma Frederic Simard, entomologo medico dell’Istituto francese di ricerca per lo sviluppo consiglia anche pasti leggeri e moderazione con l’alcol. “Non siamo tutti calamite per zanzare in ogni momento”, precisando che se non ci sono “basi scientifiche” riguardo all’idea che gli insetti preferiscano “un gruppo sanguigno rispetto a un altro”, è provato che l’odore le guida.
Perché la birra e la CO2 guidano le zanzare
Ma allora perché le zanzare sarebbero maggiormente “guidate” dall’odore delle persone e, nello specifico da fattori olfattivi connesso al consumo di birra? La spiegazione di questo fenomeno, secondo tutti i ricercatori, sarebbe legata a un incremento della temperatura corporea data dal consumo di questa bevanda, unitamente alla CO2 espirata (che ad oggi rappresenta il motivo ritenuto di maggior attrazione per le zanzare) e appunto alle modifiche dell’odore della pelle – ossia il microbiota cutaneo – causato dal fatto di berne alcune sorsate.
Il microbiota cutaneo: cos’è
Secondo i risultati delle diverse ricerche, ciò che influisce di più nelle preferenze delle zanzare è l’odore che gli esseri umani, costituito da un minimo di 300 e fino a un massimo di 1.000 composti odorosi diversi. Si tratta dei cosiddetti VOC (composti organici volatili), che possono anche diventare indicatori dello stato di salute. Fin dal 1971 il Premio Nobel Linus Pauling aveva identificato oltre 250 VOC diversi nel respiro umano. Alcuni VOC possono essere percepiti anche in modo consapevole, “a naso”, altri invece no. Ma possono anche essere fattori predittivi nei confronti dell’insorgenza di patologie con un anticipo di anni rispetto alle diagnosi vere e proprie. È proprio qui che entra in gioco il microbiota cutaneo, ossia quella serie di composti derivati dalla degradazione del sebo cutaneo, che possono modificarne l’odore e dunque aumentare sensibilmente il rischio di essere punti. Anche piccole variazioni nella concentrazione di queste sostanze, secondo gli studiosi, modificano il comportamento degli insetti.
Zanzare, piccole ma pericolose
Alla luce di quanto scoperto, le osservazioni e gli studi proseguiranno anche perché secondo i Centers for Disease Control and Prevention (i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie), le zanzare sono gli animali più letali al mondo. Il motivo è legato alla diffusione di malattie come la malaria, la dengue e il virus Zika, che rappresentano una minaccia rilevante per la salute umana in molte parti del mondo.