Haakon e Mette-Marit, chi sono i nuovi Sovrani di Norvegia

Haakon VIII succede al padre, Harald V, mentre vive un periodo difficile, tra la malattia della moglie Mette-Marit e la condanna di suo figlio per stupro

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Claudia D'Alessandro

Giornalista, esperta di Spettacolo e Content Editor

Giornalista e content creator, si nutre da sempre di cultura e spettacolo. Scrive, legge e fugge al mare, quando ha bisogno di riconciliarsi col mondo.

Dopo la morte di Re Harald V, è Haakon VIII a succedere al trono: dopo un breve ricovero all’ospedale di Oslo, il monarca più longevo d’Europa si è spento all’età di 89 anni. Il nuovo Re di Norvegia è il suo secondogenito, perché quando nacque Märtha Louise, la prima figlia di Harald, la legge norvegese non permetteva alle femmine di salire al trono.

La successione per Haakon però arriva in un momento particolarmente complesso: la malattia della moglie Mette-Marit, che a causa di una fibrosi polmonare ha dovuto subire un trapianto, e lo scandalo che ha travolto il figlio Marius Borg Høiby, condannato per stupro e violenza domestica.

Haakon e Mette-Marit, i nuovi Sovrani di Norvegia

Proprio lo scorso 25 agosto, Haakon VIII e Mette-Marit hanno festeggiato 25 anni di matrimonio. Un amore longevo, nato tra l’allora Principe ed erede al trono e una ragazza “comune”. Si, perché Mette-Marit non aveva sangue blu e lavorava come osservatore per l’Agenzia Norvegese per la Cooperazione allo Sviluppo, oltre a crescere da mamma single un figlio, Marius Borg Høiby. Ma non solo: pare che avesse avuto problemi di droga negli anni Novanta, ed era stata legata a un uomo dalla fedina penale sporca.

Si conobbero nell’estate del 1999 durante il Quart Festival, uno dei più importanti festival musicali norvegesi. I due – e il figlio di lei – vanno presto a convivere in un appartamento a Oslo, scatenando l’indignazione dei più conservatori. Ma Haakon è deciso a fare sul serio: nel 2000 la coppia annuncia il fidanzamento, non prima di un “mea culpa” pubblico di Mette-Marit, che si pente in conferenza stampa dei suoi errori giovanili, rammaricandosi delle sue scelte passate e condannando l’uso di droghe.

Le nozze vengono celebrate il 25 agosto 2001, con il figlio di lei affacciato sul balcone del Palazzo Reale.”Più volte ho letto che vieni definita una giovane donna comune, diventata oggi Principessa Ereditaria di Norvegia”, dirò l’allora Principe alla sposa durante il suo discorso, “ma questa non è l’impressione che ho di te. Tu non sei affatto comune. Sei straordinaria… E oggi hai scelto di intraprendere una vita altrettanto straordinaria”.

La coppia ha avuto altri due figli, Ingrid-Alexandra – oggi erede al trono – e Sverre Magnus. Marius invece è cresciuto con loro a Skaugum, pur senza ricevere un titolo o entrare ufficialmente a far parte della Casa Reale.

Il momento più buio per salire al trono

Di certo per Haakon VIII e Mette-Marit non è il momento più propizio per salire sul trono di Norvegia. La Corona non è mai stata fragile come in questo momento, segnata da una serie di scandali che hanno segnato l’immagine della monarchia. Prima l’amicizia della regina consorte Mette-Marit, con il miliardario Epstein, passata in secondo piano per i suoi problemi di salute.

La sua malattia cronica infatti, la fibrosi polmonare, l’ha portata a sottoporsi a un trapianto di polmone, che ha trascorso più di un mese in ospedale (e il cui recupero non è ancora concluso del tutto). E non dimentichiamo lo scandalo che ha travolto suo figlio, Marius Borg Høiby, che è stato condannato per stupro e violenza domestica.

Il giovane al momento sta scontando la pena agli arresti domiciliari nella residenza reale di Skaugum, cosa che ha indignato la stampa norvegese, che segue il caso con molta attenzione. Da un lato l’accusa si è opposta alla decisione della custodia cautelare con braccialetto elettronico, sostenendo che esista ancora un concreto rischio di recidiva e chiedendo che il figlio della Principessa resti in carcere fino alla conclusione del procedimento d’appello. La difesa, al contrario, ritiene che il braccialetto elettronico e il programma di controllo predisposto dalla polizia siano sufficienti a garantire la sicurezza delle persone coinvolte.

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