A Londra non è primavera senza il Chelsea Flower Show e, nel calendario dei Windsor, questa mostra floreale è un appuntamento irrinunciabile da oltre un secolo.
Partito da un modesto tendone oggi l’evento richiede un’organizzazione imponente, con oltre 2.000 tonnellate di terra portate ogni anno nell’area di 11 acri, insieme a rocce, cemento e alberi, per ricreare interi paesaggi.
Le sue origini risalgono al 1913, quando la Royal Horticultural Society porta a Chelsea la sua grande esposizione primaverile, scegliendo gli spazi del Royal Hospital Chelsea.
Indice
Le origini della manifestazione
Fino ad allora, il Great Spring Show, questo è il nome originale dell’evento, si teneva in sedi diverse, tra cui i giardini della RHS a Kensington.
Il trasferimento a Chelsea segna un cambio di passo netto, trasformando l’esposizione di nicchia in un evento destinato a diventare centrale nella stagione londinese.
Il legame con i Windsor
Ad aprire la prima edizione è la Regina Alexandra, madre di Re Giorgio V, segno di un legame con la monarchia presente fin dall’inizio.
In pochi anni, l’evento si afferma come punto di riferimento per il giardinaggio britannico, capace di unire ricerca botanica, design del paesaggio e gusto British.
La presenza della famiglia reale è documentata fin dalle prime edizioni del Novecento e non si è mai interrotta. Dalla Regina Alexandra a Elisabetta II, fino a Re Carlo III, il Chelsea Flower Show è rimasto uno degli appuntamenti fissi per la monarchia britannica.
Alla fine degli anni Venti, superata la Grande Guerra, la celebre manifestazione floreale si trasforma da evento fieristico in appuntamento mondano, quando la contessa di Lovelace e Jacqueline Hope, entrambe residenti a Chelsea, organizzano un tea party per le celebrità presenti.
Nel 1937, anno dell’incoronazione di Re Giorgio VI e della Regina Elisabetta, il Chelsea Flower Show ospita un’Esposizione Imperiale pensata per celebrare il nuovo regno. Tra gli allestimenti vengono presentate piante provenienti da tutto il mondo: acacie dall’Australia, pini dal Canada, gladioli dall’Africa orientale e un fico d’India dalla Palestina. Un allestimento che riflette il ruolo della monarchia britannica in quel momento.
Il Chelsea Flower Show di Elisabetta II
Nel secondo dopoguerra è Elisabetta II a consolidare questo legame. Diventa patrona della Royal Horticultural Society nel 1952 e visita per la prima volta il Chelsea Flower Show da sovrana nel 1955.
Da quel momento la sua presenza diventa una costante. Nel corso del regno partecipa all’evento più di 50 volte, attraversando decenni di trasformazioni della manifestazione e contribuendo a renderla uno degli appuntamenti più riconoscibili della stagione londinese. Non si limita a una visita formale ma si ferma agli stand, osserva i progetti, parla con espositori e designer, mostrando un interesse vero per il lavoro.
Anche negli ultimi anni continua a partecipare, fino alla visita del 2022, quando arriva in buggy, una piccola vettura utilizzata per gli spostamenti all’interno dell’evento, in una delle sue ultime apparizioni pubbliche.
Carlo III e i suoi giardini
Con Carlo III, il rapporto tra la monarchia e il Chelsea Flower Show assume una dimensione ancora più personale. Già da Principe di Galles partecipa attivamente all’evento, sostenendo e contribuendo alla realizzazione di alcuni giardini. Nel 2001 promuove il “Carpet Garden”, ispirato ai motivi geometrici di un tappeto turco di Highgrove e poi trasferito nella sua residenza.
L’anno successivo sostiene il progetto dell'”Healing Garden” realizzato con la paesaggista Jinny Blom, un giardino dedicato alle piante medicinali e al loro utilizzo nella tradizione britannica. La sua presenza non è solo istituzionale, ma legata a un interesse personale per il giardinaggio, la biodiversità e la sostenibilità, temi che da anni caratterizzano il suo impegno pubblico e privato.
Da Re, questo approccio si rafforza. Il Chelsea Flower Show diventa uno spazio coerente con il suo messaggio di attenzione all’ambiente, valorizzazione delle competenze legate al verde e promozione di un rapporto più consapevole con la natura. Durante le visite incontra designer, giardinieri e studenti, mantenendo quel contatto diretto avviato da Elisabetta II.
La Regina Camilla e il “Dog Garden”
Accanto a Carlo III, anche la Regina Camilla è una presenza costante al Chelsea Flower Show. Nel 2025, insieme al Re, visita il “Dog Garden” progettato da Monty Don, uno spazio pensato anche per gli animali domestici. Tra i dettagli, compaiono i nomi dei cani reali – Bluebell, Moley, Beth e Snuff – un elemento che contribuisce a dare all’evento una dimensione meno formale.
Nel corso dei decenni, anche il Chelsea Flower Show cambia volto. Dalle prime esposizioni botaniche si passa a giardini progettati come vere installazioni, capaci di raccontare e interrogarsi su temi contemporanei: clima, biodiversità e qualità della vita nelle città.
Per pochi giorni, gli spazi del Royal Hospital Chelsea diventano una vetrina internazionale del paesaggio, dove designer, vivaisti e progettisti da tutto il mondo portano visioni e tendenze.
La visita della famiglia reale si svolge tradizionalmente alla vigilia dell’apertura al pubblico, durante una giornata dedicata agli ospiti invitati.
È in quel momento che i membri della monarchia attraversano i giardini, incontrano designer ed espositori e osservano da vicino i progetti in gara.
Nel tempo, questo passaggio è diventato parte integrante dell’evento, non un semplice momento istituzionale, ma uno degli elementi che ne definiscono il prestigio e la visibilità.
La Principessa del Galles tra natura e bambini
In questo contesto si inserisce anche la presenza della Principessa di Galles, Catherine. Nel 2019 collabora alla realizzazione del “Back to Nature Garden”, un progetto pensato per riportare l’attenzione sul rapporto tra bambini e natura. Il giardino, con altalene, percorsi naturali e spazi dedicati al gioco, propone un approccio diverso rispetto ai tradizionali show garden, più orientato al benessere e alla crescita.
Negli anni successivi questo interesse continua. Nel 2023 la Principessa partecipa al primo Children’s Picnic organizzato all’interno del Chelsea Flower Show, coinvolgendo studenti e scuole in attività dedicate al verde e all’ambiente.
La Royal Family e il Chelsea Flower Show oggi
Il legame tra la famiglia reale britannica e il Chelsea Flower Show si spiega anche con la natura stessa dell’evento. Il giardinaggio occupa da sempre un posto centrale nella cultura inglese, tra tradizione, identità nazionale e rapporto con il paesaggio.
A differenza di altri appuntamenti ufficiali, qui il protocollo è ridotto al minimo e i membri della famiglia reale si muovono tra i giardini, osservano i progetti, si fermano a parlare con designer ed espositori.
C’è poi un elemento di continuità poiché il Flower Show accompagna la monarchia da oltre un secolo, attraversando cambi di regno e trasformazioni sociali, pur mantenendo una struttura riconoscibile.
Dalla sostenibilità promossa da Carlo III al rapporto tra bambini e natura portato avanti dalla Principessa Catherine, l’evento offre uno spazio in cui aggiornare il racconto della monarchia senza interrompere la continuità con la tradizione.