Accensione riscaldamento, orari e date 2026 regione per regione

Quando si accendono i termosifoni nel 2026? Il calendario per zona climatica, i limiti di temperatura e le date, regione per regione

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Anche se le temperature sono più alte della media di fine settembre, con l’autunno ormai iniziato le giornate si sono comunque accorciate e alla sera, ormai, la domanda è sempre la stessa, tornando a casa dall’ufficio o dopo aver sbrigato le commissioni: quando si possono accendere i termosifoni? La risposta cambia da Comune a Comune. Anche per la stagione 2026/2027 il calendario nazionale di riferimento resta quello del DPR 74/2013, basato sulle sei zone climatiche individuate dal DPR 412/1993 in funzione dei gradi-giorno. Come da prassi, il calendario dell’accensione del riscaldamento inizia a metà ottobre al Nord e arriva fino a dicembre nelle località più miti del Sud e delle isole.

Le regole della stagione 2026/2027

Il primo via libera scatta il 15 ottobre per i Comuni in zona E, la fascia che abbraccia buona parte del Nord ma anche diverse città dell’entroterra del Centro-Sud: qui i termosifoni possono restare accesi fino al 15 aprile 2027, per un massimo di 14 ore al giorno. Due settimane più tardi, il 1° novembre, tocca alla zona D, con 12 ore giornaliere e spegnimento sempre a metà aprile.

Scendendo verso sud, il calendario si accorcia. In zona C si parte il 15 novembre e si chiude il 31 marzo, con 10 ore a disposizione. Le zone B e A condividono la data d’avvio, il 1° dicembre, ma la B arriva a fine marzo con 8 ore al giorno, mentre la A, la più mite, si ferma al 15 marzo e a 6 ore. In tutti i casi le ore si possono distribuire liberamente tra le 5 del mattino e le 23.

Fisso anche il tetto alla temperatura: nelle abitazioni si arriva a 20 gradi, con una tolleranza di 2. La zona F, in cui rientrano le località più fredde tra vallate alpine e paesi dell’Appennino, gode invece di piena libertà su date e orari.

Quando si accendono i termosifoni

Le zone seguono il termometro e l’altitudine, quindi anche all’interno della stessa regione due città possono prevedere l’accensione del riscaldamento a settimane di distanza.

Consideriamo che sono comunque previsti dei margini, soprattutto se il freddo arriva prima del previsto: in questo caso gli impianti si possono accendere anche fuori dal periodo consentito, con un numero di ore dimezzato rispetto a quello ordinario. L’ultima parola spetta però ai sindaci: con un’ordinanza motivata possono anticipare o rinviare l’accensione, allungare o ridurre le ore giornaliere e perfino abbassare la temperatura massima negli ambienti.

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