Perché accontentarsi di pronunciare il fatidico sì nella fredda sala di un municipio quando si ha la possibilità di scegliere una location decisamente più suggestiva? Lo Stato italiano infatti, riconosce piena validità legale anche a strutture ricettive, a patto che rispettino determinati requisiti. Per questo motivo, sempre più coppie scelgono di svolgere il rito civile nello stesso luogo del ricevimento.
Gli imprevisti, tuttavia, sono sempre dietro l’angolo, e prima di decidersi a compiere un passo di questo tipo è importante assicurarsi che il luogo scelto offra tutte le garanzie del caso. Ma cosa si fa a sapere se una location può ospitare un rito civile con piena validità legale?
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Quando si può celebrare un rito civile fuori dal municpio
A stabilire come vada effettuato il rito civile di nozze è il codice civile, e più precisamente l’articolo 106. Secondo tale passaggio, il matrimonio deve essere celebrato pubblicamente nella casa comunale davanti all’ufficiale dello stato civile. Il concetto di “casa comunale”, tuttavia, non coincide necessariamente con il palazzo nel quale si trovano gli uffici del Comune.
L’articolo 3 del D.P.R. 396/2000 consente infatti ai singoli Comuni di istituire uno o più uffici dello stato civile con diverse funzioni: su delibera della giunta comunale, viene quindi promulgato un atto di riconoscimento che va inviato al prefetto.
Lo status di “casa comunale”, proprio per effetto di questo passaggio legislativo, può quindi appartenere anche a ville, dimore storiche e castelli. Non è necessario che il Comune acquisti una proprietà privata: è sufficiente che lo spazio destinato alle celebrazioni venga posto nella disponibilità giuridica del Comune attraverso un titolo idoneo, per esempio un comodato, una locazione o un altro accordo previsto dall’amministrazione.
In quali strutture si può celebrare un rito civile
Un matrimonio con rito civile legale può avvenire in una struttura diversa dal municipio a patto che quest’ultima sia già stata formalmente individuata dal Comune come ufficio separato di stato civile o come sede ammessa alla celebrazione. Bisogna quindi sfatare una falsa convinzione molto diffusa: la licenza non è concessa solo a dimore storiche e tradizionali, ma anche a hotel, resort e location per eventi, a patti che rispettino alcune convenzioni.
La struttura deve ovviamente trovarsi sul territorio del Comune che istituisce l’ufficio separato. Lo spazio, inoltre, deve essere messo nella disponibilità giuridica del Comune. Nel caso di una villa, ad esempio, non si tratta necessariamente dell’intera struttura, ma anche di una singola sala o di uno spazio limitato. Infine, tale licenza non è da intendersi come occasionale: ciò vuol dire che la casa comunale può disporre del proprio status solo per una cerimonia, ma deve essere prolungata per un periodo di mesi o anni.
Per quanto riguarda i requisiti materiali, possono leggermente variare in base al Comune di riferimento, ma in linea di massima devono rivelarsi idonei ad ospitare una funzione pubblica, perché durante il matrimonio quello spazio non è semplicemente una sala per eventi. Per ospitare un rito civile con valore legale una struttura dovrebbe:
- essere accessibile anche alle persone con disabilità e disporre di servizi igienici conformi;
- possedere conformità edilizia e agibilità;
- rispettare la normativa urbanistica, di sicurezza, antincendio, impiantistica e igienico-sanitaria;
- avere spazi precisamente individuati e delimitati;
- essere decorosa e adeguata alla funzione istituzionale;
- avere arredi e attrezzature idonei allo svolgimento della cerimonia.
Altre location ammesse oltre alle case comunali
Esistono poi alcuni casi (in verità molto ridotti) in cui il rito civile può essere celebrato al di fuori della casa comunale. Questo vuol dire che il funzionario comunale può essere chiamato a svolgere il proprio incarico in luoghi ordinari e abitazioni private, a patto che siano soddisfatte condizioni di estrema urgenza o gravità, come previsto dall’articolo 110 del Codice Penale. Tra le eccezioni ammesse dalla legge si citano:
- Grave rischio per la vita di uno dei futuri sposi
- Condizione di detenzione di uno dei futuri sposi
- Difficoltà motorie di uno dei futuri sposi
In questi casi, il matrimonio viene celebrato alla presenza di quattro testimoni, anziché dei normali due. Una richiesta per una cerimonia da celebrare in una location non riconociuta del Comune va fatta inviando normale richiesta all’Ufficio civile e allegando certificati che dimostrino l’impossibilità alla celebrazione del rito in un altro luogo.
Come scegliere la propria location
Se volete celebrare il rito civile in un luogo che non sia il municipio, sappiate che la prima verifica non va fatta sul sito della villa, ma su quello del Comune. Soprattutto nelle grandi città, è necessario andare sul sito istituzionale del Comune in cui si trova la location e cercare sezioni come “Matrimoni e unioni civili”, “Sedi per la celebrazione”, “Uffici separati di stato civile” o “Case comunali”.
Se la struttura compare tra le sedi ufficialmente individuate per la celebrazione dei matrimoni civili, la coppia sa che lì può essere celebrato il rito con valore legale, naturalmente previa disponibilità e completamento delle normali pratiche matrimoniali.
Tuttavia, se una struttura non dovesse comparire nell’elenco online, non vuol dire al 100% che non sia autorizzata, poiché non tutti i Comuni organizzano la comunicazione allo stesso modo. La cosa più giusta da fare è quindi contattare direttamente l’Ufficio di Stato Civile e accertarsi personalmente.
Come prenotare
Dopo essersi accertati che la struttura prescelta abbia valore legale per la celebrazione di un rito civile, i futuri sposi possono prenotare la celebrazione secondo le procedure dell’Ufficio di Stato Civile competente. Le modalità, infatti, non sono le stesse dovunque: presso alcuni municipi la richiesta viene presentata direttamente all’Ufficio Matrimoni, indicando sede, data e orario; presso altre strutture particolarmente richieste, invece, è necessario verificare parallelamente anche la disponibilità con il gestore della location.
In quanto a tariffe, modalità di erogazione del servizio e anticipo vanno invece consultate sul sito del Comune o della struttura. Non esiste alcuna normativa universale neppure per quanto riguarda le tempistiche di prenotazione: in tal caso, vale la regola del buon senso, secondo cui gli sposi, appena individuata la struttura, debbano verificare il prima possibile che sia disponibile per il rito.
Ovviamente, prima del sì, devono aver portato a compimento tutti gli adempimenti previsti dalla legge, in primis per quanto riguarda le tempistiche relative alle partecipazioni di nozze.